Il Governo spinge le casse previdenziali a investire 2 mld nell’economia…

 

Sta prendendo una nuova forma il dialogo aperto tra le casse previdenziali private e il governo, intenzionato a riordinare il settore fino a spingere per possibili accorpamenti tra gli enti.
Nelle nuove riunioni tenute al ministero dell’Economia nei giorni scorsi, cui ha partecipato il presidente dell’Adepp Alberto Oliveti, il tema delle fusioni tra casse, la prima dei quali sarebbe dovuta essere quella tra Enpam (medici), Enpav (veterinari) e Enpap (psicologi), è rimasto in secondo piano.

Niente integrazioni accelerate, quindi, almeno per ora. Tali operazioni nelle intenzioni del governo avrebbero avuto il vantaggio di creare casse più grandi, con volumi più significativi e con standard di qualità più elevati, migliorando sia la gestione mobiliare sia quella immobiliare.

labirinto economico

Le manovre in questa direzione non erano mancate nelle scorse settimane, con i Ministeri del Lavoro, dell’Economia e della Giustizia che avevano chiamato a raccolta a più riprese i protagonisti del settore per valutare appunto le possibili fusioni. E quella dei medici con veterinari e psicologi sarebbe dovuta essere la prima di una serie di mosse che avrebbero potuto coinvolgere altri enti, Ma anche questa volta le casse sembrano essere riuscite a spuntarla, desiderose di preservare la propria autonomia.

Già in passato, del resto, il governo aveva ipotizzato scenari di possibili integrazioni, ma ogni volta le casse erano riuscite a rallentare il processo. Come nei giorni scorsi, appunto, quando le casse avrebbero anche chiesto di autoregolamentarsi, dando però disponibilità a migliorare processi e tempisti-che nella valutazione degli investimenti. Ma sul tavolo del confronto aperto con il governo sarebbe spuntata un’altra carta a sorpresa. Anche questa, in verità, non del tutto nuova.

I rappresentati dell’esecutivo avrebbero infatti chiesto agli esponenti delle casse la disponibilità degli enti a investire parte dei propri asset in nuovi strumenti da creare a sostegno dell’economia italiana. E sarebbero anche circolate delle cifre. L’ipotesi su cui si è ragionato prevederebbe infatti un impegno complessivo degli enti di circa 2 miliardi di euro.

Roma-presentazione-Arpinge-settembre-2014

Disponibilità che andranno ovviamente verificate cassa per cassa nelle prossime settimane, ma sta di fatto che il tema è sul tavolo. Del resto che il governo stia lavorando a strumenti per sostenere il sistema economico italiano, in grado di finanziare per esempio nuove infrastrutture, non è un mistero e le Casse potrebbero essere proprio gli investitori di lungo termine di cui hanno bisogno questo tipo di operazioni.

Anche le compagnie di assicurazione, del resto, riunite nell’assemblea dell’Ania, hanno recentemente focalizzato l’attenzione su questi investimenti. La presidente Maria Bianca Farina ha detto che il settore, alle prese con i bassi tassi d’interesse, sarebbe ben contento di investire in strumenti di lungo termine in grado di sostenere l’economia reale, a patto che si tratti di prodotti sicuri. E il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan intervenuto in assemblea, ha rivelato che il governo sta studiando misure per incentivare le compagnie di assicurazione a investire nell’economia reale e novità potrebbero arrivare con la prossima legge di Stabilità.

Quegli stessi strumenti potrebbero essere ovviamente di interesse anche per le casse previdenziali, che, proprio come le compagnie di assicurazione, investono risorse dei propri lavoratori guardando al lungo termine.

II confronto in verità sembrava già a buon punto negli anni passati, ma poi il governo, con l’inasprimento fiscale deciso con la Finanziaria 2015, aveva reso più difficile il dialogo, che ora sembra ripartito.

casse

Le manovre andranno pertanto, attentamente coordinate con il nuovo regolamento sugli investimenti delle casse, che si sta mettendo a punto al Mef e che prevede rigidi paletti, utili anche a correggere qualche errore commesso in passato dagli enti previdenziali.

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