Italia: per salvare il Paese servirebbe l’unità nazionale ma non ne sono capaci… Salvini & Renzi, una liasion impossibile… neanche la “Bestia” li salverà…

La proposta di Salvini, di far saltare lo steccato tra opposizione e governo, affrontare le emergenze nazionali, intanto riscrivere le regole elettorali e poi andare al voto cosa veramente si propone? Francamente appare come una proposta impossibile da realizzare: non sembra ci siano proprio le condizioni per un governo di tutti. Che richiederebbe una tregua inimmaginabile da parte del leader leghista. E probabilmente porterebbe a un disastro peggiore di questo esecutivo con Di Maio.  Quando un partito che si appresta a vincere le elezioni politiche (secondo i sondaggi) propone agli altri partiti un governo di tregua diretto da un personaggio indiscutibile come Mario Draghi, si dovrebbe sviluppare una gran discussione di merito. Invece accade che Matteo Salvini, su suggerimento di Giancarlo Giorgetti, proponga questo governo e quel primo ministro e nessuno ne parli tranne Matteo Renzi. Su quel “tranne Renzi”, anzi, si è sviluppato un retroscena secondo cui la proposta salviniana è il primo passo per una marcia di avvicinamento reciproca fra i due Matteo, due gemelli separati alla nascita. La cosa è assai probabile. Resta il fatto che la proposta di Salvini è caduta, finora, nel vuoto. Forse la ragione sta nel fatto che questo Paese ha discusso decine di volte di governo di emergenza o solidarietà nazionale o come diavolo volete chiamarli. Alcune discussioni, come quella sul compromesso storico, furono molto alte, altre dettero vita a piccolo cabotaggio parlamentare. Quasi sempre queste esperienze hanno fallito. La sinistra, che avrebbe potuto vincere le elezioni con Pier Luigi Bersani, fu costretta dal Quirinale a ingoiare il governo Monti che, con i suoi esodati e altre decisioni anti-popolari, fece perdere milioni di voti. Quindi, come si dice, “anche basta”. Basta governi di solidarietà nazionale. Tu vinci e governi e io mi ti oppongo fino a farti cadere.  C’è però un dato innegabile nella proposta di Giorgetti mal raccontata da Salvini ed è che la situazione italiana è effettivamente quella che richiederebbe una ‘Grosse Koalition’. Soprattutto lo richiederebbe lo spirito pubblico. E già qui ci scontriamo sulle ragioni per cui il governo di tutti non si può fare. Un governo di tutti o quasi tutti, richiede una tregua fra le parti, non una vera pace fra i partiti né la rinuncia alla propria identità e alla polemica con gli altri partiti, ma almeno la rinuncia ai toni da guerra civile. Salvini non è in grado di prendere questo impegno. Il giorno che Salvini diventasse “civile” come una sardina, si ridurrebbe al 5%, cioè sarebbe un Renzi qualsiasi. È proprio la fantasia della guerra civile che alimenta il suo successo oggi minacciato solo dal ritorno a casa della destra tradizionale che vede in Giorgia Meloni la leader dura e pura che sognava… Riflettiamo per un momento. L’Italia sta andando dolorosamente a pezzi. Basta  il maltempo che colpisce Nord e Sud e  il Paese finisce sott’acqua. Annegato.  Un Paese che sembra sia unificato solo dal malgoverno e dal malaffare. La corruzione è il male eterno di questo nostro ex Bel Paese. Non c’è Regione  o Comune dove non vengano indagate infiltrazioni mafiose o dell’Andrangata nelle varie istituzioni locali. Certo, ci sono sindaci che resistono, politici nei territori che meritano il nostro plauso, ma generalmente siamo circondati da chiacchieroni afflitti solo da “convegnite”. Un grande male italiano. Ricordate  la famosa canzone: “Parole, parole, parole… non ne voglio più”.  Il Paese sta quindi ripiegandosi su se stesso. Nessuno sembra avere la voglia, la forza morale e il coraggio di sporcarsi le mani e raccogliere l’appello che arriva dalle Sardine, mettendo da parte i miserabili affari di partito. Personalmente mi auguro che le Sardine riempiano tutte le piazze d’Italia e continuino a nuotare nelle acque limacciose di questo Paese… Me lo auguro perché per la prima volta siamo di fronte a un movimento apartitico ma anche apolitico, nel senso che adopera parole d’ordine e fa riferimento a principi morali e sociali che solo la cattiva coscienza della destra, che li individua come ostili a sé. Di fronte a questo spettacolo, a questa tragedia, le Sardine dicono che dobbiamo avere cura di noi, che vanno bandite le parole che preparano la guerra civile. Frasi troppo ardite e minacciose per le orecchie di Vittorio Feltri, Franco Bechis, Mario Giordano e comprimari vari. Abbiamo una classe dirigente alla deriva: e nessuno sembra avere voglia di raccogliere questo appello. Anzi, sembra che tutti si augurino che vada peggio, perché il peggio affossa l’avversario e fa crescere i voti dell’oppositore di turno. Non era questa la nostra  Bella Italia. Eravamo un Paese con una classe politica di livello che sapeva combattersi ma anche unirsi. E se non ci riusciva, o non voleva, c’era Sandro Pertini a dare frustate ed Enrico Berlinguer a organizzare l’esercito dei buoni. Oggi non sembra più possibile e nessuno ci prova. Figuriamoci se Matteo Salvini mette da parte i suoi veleni sugli immigrati per proporre al governo cosa concrete da fare assieme. Figuriamoci se chi è al governo ha voglia di sporcarsi le mani facendo propria una proposta di Salvini. Per l’Italia repubblicana scoprire di essere governata da una banda di cialtroni egoisti è stata una tragica scoperta. Ma così è! Si ignorano le vere priorità. La questione è ancora più tragica, perché, sforzando la memoria e compulsando interviste e programmi, quasi tutte le forze politiche hanno indicato in un piano eccezionale di lavori pubblici per mettere in salvezza il Paese, una delle chiavi per combattere la disgregazione e il degrado e per dare buona occupazione. Lo dicono quasi tutti. È del tutto evidente che questa dovrebbe essere la vera priorità, garantita da un sistema non burocratico di controllo per impedire che si infiltrino imprese mafiose. Invece no, chi è al governo annaspa, chi è all’opposizione fa tweet contro le Sardine. Il problema-Italia è gigantesco e richiede una classe dirigente dalle spalle forti e dotata di una cultura di governo. Bisogna dirlo non sono certo questi che stanno al Governo. Forse nessuno di loro. Non lo sono neppure quegli altri che strillano dall’opposizione e vi si oppongono. E’ un’illusione lo schema della destra che dice che se vincerà le prossime elezioni, risolverà tutti i problemi e per prima quelli della sua parte. Questo è lo spettacolo che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti noi. Le Sardine nascono da questo ignobile spettacolo e nascono come movimento di persone beneducate. La situazione diventa sempre più insopportabile, che succederà? Le sardine diverranno un movimento di “squaletti”, giovani beneducati che si mangeranno tutti i politici attuali o quasi tutti? Rinnoveranno l’Italia? Improbabile …a meno che non si abbia alle spalle uno o due anni in cui, dismessi i miserabili affari di partito, la politica trovi un ”modus vivendi” per salvare l’Italia. Ma purtroppo non saranno capaci di farlo… Per la sinistra un governo con Salvini sarebbe distruttivo, peggio di questo governo con Luigi Di Maio. Il prezzo potrebbe essere pagato solo se ci fosse un vero breve programma e una intesa di ferro attorno a ciò che può fare Draghi senza che gli rompano gli ‘zibidei’. Sprecare una grande alleanza e un uomo come Draghi per i postumi di una serata in birreria non vale proprio la pena. Di più: quando si propone un governo di tutti, si propone una analisi della situazione e quello che si pensa debba diventare l’Italia nel caso di successo di questo governo. Solo così la proposta sarebbe credibile. Dire solo che c’è grande casino e quindi bisogna chiamare il pompiere Draghi pronti a incendiargli l’autobotte è pura follia. Se poi Renzi e Salvini vogliono una discussione o addirittura una esperienza di governo che li aiuti a vivere assieme, non cerchino scorciatoie. In fondo viviamo in tempi di amori liberali. Se si vogliono bene, si mettano assieme… I due hanno sguinzagliato un gruppo di comunicatori (la famosa Bestia di Salvini) che hanno il solo scopo di attaccare gli avversari. Ma sostituire le idee con insulti e intimidazioni di solito porta dritti al fallimento. Dunque anche Matteo Renzi ha la sua “Bestia”, cioè quel gruppo di comunicatori, simile a quello di Matteo Salvini che avvelena il clima politico mobilitando sui social i peggiori militanti della propria parte. La convinzione che probabilmente muove Renzi è che il segreto di Matteo, l’altro, sia proprio la sua comunicazione. C’è del vero, ma come al solito l’ignoranza del fenomeno prevale. La comunicazione priva di un contenuto non va da nessuna parte. Mentre la Bestia salviniana ha il suo miserabile successo perché comunica pensieri cattivi su temi che agitano il mondo di destra: la guerra agli immigrati e l’odio verso i comunisti, categoria nella quale oggi vengono collocati tutti quelli che amano e rispettano la Repubblica e la Costituzione. La Bestia di Renzi quali contenuti deve propagandare? Può solo mettere in campo, come del resto ha iniziato a fare, diffamazioni e servizi miserabili contro avversari politici. È toccato a Corrado Formigli il morso della Bestia renziana. Il conduttore tivù insultato ferocemente sui social da una banda di renzisti ha visto pubblicati il suo indirizzo e le foto della propria casa. È accaduto lo stesso con Renzi, dicono i renziani e quelli che, pagati da un imprenditore napoletano, lo difendono. C’è una differenza che a coloro che si occupano di informazione, quindi anche ai portavoce di imprenditori napoletani, dovrebbe risultare chiaro: la foto della casa di Renzi è stata in parte pubblicata perché c’era la notizia attorno al modo con cui l’immobile era stato acquistato, con i soldi o i prestiti di chi… Non è previsto che un politico indaghi su chi indaga su di lui a meno che non abbia notizie di reato. C’è poi un dato banale di democrazia: l’uomo politico non deve avere scheletri nell’armadio, di lui si deve sapere tutto, sui suoi beni, sulla sua vita privata in modo che la pubblica opinione che gli affida compiti importanti sappia se il personaggio è affidabile e soprattutto libero. In Italia non sempre ciò è accaduto e, se talvolta l’informazione scava, fa una cosa giusta. Risulta alla Bestia renziana qualcosa di irregolare nell’acquisto della casa di Formigli? È da escludere, quindi la Bestia di Renzi ha un comportamento squadrista come molti hanno giustamente detto. La tendenza di Renzi e della sua Bestia di demonizzare gli avversari è uno dei tanti punti di contatto con Salvini associato a un sempre più noioso vittimismo. Superior stabat lupus… Attaccano, vilipendono, ma si presentano come povere vittime. Salvini lentamente comincia a vedere i propri voti scendere, ma ne ha talmente tanti che solo un crollo verticale può creare la novità politica. Renzi invece è già politicamente fallito. E lì ma non ha voti e in prospettiva potrebbero essere meno di quelli che nel Pd gli hanno permesso di essere per l’appunto dov’è ora… e non riporterà lo stesso numero di parlamentari nelle prossime assemblee elettive, se si dovesse votare presto. Ma questo è perché soprattutto non ha idee …nessuna novità e Renzi resta Renzi, uno sconfitto politicamente e per di più sempre più involuto nella sua arroganza strillata… non saranno quattro facinorosi assoldati nei social a sostituire le idee mancanti dei due Matteo, nonché la mancanza di empatia con insulti e intimidazioni che li allontana nel consenso dalla parte sana del Paese…

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