Life: non sei egoista quando te lo dicono…

Ciao a tutti,
nei giorni scorsi  vi avevo parlato di egoismo, la seconda delle 4 radici che alimentano la nostra paura. Oggi vi offro diversi “test” per scovare questa radice e un esercizio che vi aiuti a tagliarla. Molto spesso, come accadeva anche ad Alda nella storia che vi ho raccontato… l’egoismo ci viene rinfacciato dagli altri quando le nostre scelte li fanno stare male. Forse questo è uno dei punti chiave per poter vivere meglio la tua vita: così come le tue emozioni non dipendono da quello che fanno gli altri, allo stesso modo le loro non dipendono da noi. Accusare qualcuno di egoismo, di essere la causa delle nostre sofferenze, è uno strumento di manipolazione che abbiamo imparato nel tempo e che tutti tendiamo a utilizzare per soddisfare le nostre pretese. Scrivete su un foglio: “io non posso fare soffrire proprio nessuno. Le emozioni che io provo sono mie e tu, voi… non centrate nulla. Indipendenza emotiva, ricordate? Potrai fare qualcosa che non mi piace? Certo. Potrai comportarti male? Certo. Potrai fare esattamente il contrario di quello che desidero? Certo. Potrai crearmi problemi e difficoltà? Certo. Ma l’emozione che proverò dipende da come vivo quello che fai, non da cosa fai. E spesso noi, come gli altri, utilizziamo il “mi fai soffrire, sei egoista” per manipolare le persone e “costringerle” ad assecondarci, a fare quello che vogliamo noi, a dirci di sì tutte le volte. Ovviamente questo non significa che possiamo trattare male gli altri. Se lo facciamo significa che non agiamo con amore, e così saremo sempre infelici.  Altro indizio: “mio”. L’egoismo si nutro del pronome possessivo. Tutte le cose, o le persone, che hanno quel “mio” davanti, diventano per noi preziose. Perché? Solo perché riguardano noi. Questo è egoismo. Loro non contano davvero, contiamo noi. Egoismo è considerare qualcosa o qualcuno importante, o più importante, solo perché è “tuo”.  E se non lo è, se non lo è più, considerarlo a quel punto meno importante o inutile. Egoista è trattare bene la mia ragazza solo finché è “mia”, e poi trattarla  peggio se ci lasciamo, farla cadere nel contenitore “degli altri” dopo che la relazione finisce e dare quel posto a un’altra. Perché la tratto bene? Per ciò che lei è? Perché lo merita? O perché è “la mia” ragazza? Egoismo significa che tutto e tutti sono importanti a seconda che siano “miei” oppure no. Come smonto questa radice? Puoi iniziare con un esercizio molto semplice. Fai qualcosa di cui gli altri hanno bisogno. Possibilmente qualcosa da cui a te non torna nulla, se non il piacere di averla fatta. A te un cibo non piace. Bene, cucinalo per le persone che invece lo apprezzano. A te non piace un certo evento (cinema, teatro, qualsiasi cosa): accompagna qualcuno a cui piace, e che senza un accompagnatore rinuncerebbe. Vedi un signore anziano con due buste pesanti? Aiutalo a portarne una. Insomma, osserva il mono attorno a te e chiediti: “Di cosa possono aver bisogno gli altri?”.Quindi fai qualcosa per chiunque, anche dei perfetti sconosciuti, che possa essere loro utile. Come vedi questo è un esercizio che un po’ fa rima con quello che ti avevo insegnato qualche giorno fa a proposito delle pretese. Ma considera che pretese ed egoismo vanno a braccetto. Altro indizio di egoismo: se tu hai un problema, ti fa piacere se lo hanno anche gli altri. Se tu non puoi fare qualcosa, ti dispiace se gli altri invece possono farla. Egoismo significa anche paragonarti agli altri e pretendere che nessuno abbia qualcosa in più, e se tu hai meno, che gli sia tolta perché altrimenti “non è giusto” che ci sia questa disparità. Se una persona viene raccomandata e ti ruba il lavoro, per te non va bene. Ma se la raccomandazione la ricevi tu? O un tuo caro amico? O tuo figlio? Se una persona fa una cosa sbagliata e vine punita e offesa, se l’è meritato. Se sbagli tu e ti aggrediscono? Se sbaglia tua sorella o tuo fratello? Egoismo è considerarti più importante degli altri. Non dico che lo sei meno, ma che devi porti allo stesso livello di importanza con chiunque. Trump, Mattarella, Obama, non sono persone più importanti di te.Hanno solo una posizione in vista, un ruolo particolare e determinati poteri e responsabilità. L’esercizio che ti ho consigliato oggi devi rivolgerlo a chiunque. Perché tutti possiamo avere bisogno del tuo contributo. Dai qualcosa, che sia tempo, gentilezza, un aiuto fisico, un favore o la tua attenzione, senza prendere niente in cambio, in modo totalmente disinteressato. E se hai modo di farlo in modo anonimo, tanto meglio. Io lo chiamo “Non lo saprà nessuno”, e funzione sempre allo stesso modo: fare qualcosa di cui gli altri possono avere bisogno, solo che non lo fai vedere e resti nell’anonimato. Questo ti assicura ancora di più di non prenderti nulla in cambio, visto che nessuno potrà neanche ringraziarti! Per  concludere un ultimo suggerimento: l’egoismo non è cattiveria, è paura.Se agisci con egoismo, se ti rivedi negli indizi che ti ho fornito, non significa che sei una brutta persona. Significa solo che hai paura, e quando abbiamo paura tendiamo a chiuderci dentro noi stessi e diventare egoisti. Per difenderci, perché pensiamo che così ci proteggeremo meglio dai pericoli esterni. Il paradosso è che quando hai paura devi aprirti, perché a farti stare male non è quello che accade, ma la paura stessa, la paura con cui lo vivi, l’egoismo che invece di proteggerti, ti distrugge…

E’ sempre tempo di Coaching!

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