Mettere all’angolo i colleghi invidiosi…

Per molte persone le relazioni conflittuali con i compagni di scrivania sono, assieme alle riorganizzazioni aziendali e alla precarietà, tra le cause principali dello stress lavoro correlato…
Qualche consiglio per gestire la conflittualità e vincere su chi tenta di screditarci in ufficio… ci può stare, sempre che, a loro volta non nascano anch’essi dall’invidia per il successo degl’altri. In ufficio non tutti sono collaborativi e riescono a lavorare in team senza far nascere gelosie e tensioni. Anzi, alcuni cercano di metterti il bastone tra le ruote, screditandoti con il capo e/o gli altri colleghi e parlando male di te, solo per invidia. Secondo un sondaggio condotto dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), sei persone su dieci affermano che sono proprio le relazioni conflittuali con i colleghi, assieme alle riorganizzazioni aziendali e alla precarietà lavorativa, le cause principali dello stress lavoro correlato. “Nell’ambito professionale la fisiologica competizione viene esasperata e l’affermazione dell’altro diventa il segno delle proprie scarse abilità o di un’ingiustizia che si pensa di subire. La gelosia e l’invidia per i colleghi scattano quando l’approccio al lavoro assume una valenza identitaria: l’affermazione in ufficio diventa il successo di vita, prova del proprio valore e indice della propria autostima”. In questo modo quella che potrebbe essere un’ambizione sana si trasforma in un continuo confronto con gli altri, fino a diventare un gioco sporco all’insegna dell’arrivismo. In generale, l’invidia è sintomo d’insicurezza e bassa autostima: si desidera ciò che ha l’altro, perché pesano le proprie mancanze. Ma non si tratta di un desiderio positivo e costruttivo: si arriva a detestare quello che l’altro ha, proprio perché non si può avere”. Come si fa a liberarsi di questa dinamica fastidiosa e a non subire le influenze negative di chi è capace solo di screditarti? Intanto non cedere alla collera, perché faresti solo il loro gioco. Impara a riconoscerli. C’è chi lo dice in faccia che non ti sopporta (pochi, veramente pochi) ma la maggior parte si nasconde dietro atteggiamenti finto-amicali, spesso virati a elogiarti per camuffare il loro disprezzo. Per smascherarli alcune volte basta fare più caso a quanto parlano di te, alle loro battutine con doppi sensi e soprattutto alle frecciatine seguite spesso da “sto scherzando ovviamente!” Bisognerebbe non avere un atteggiamento ingenuo. E fare sempre selezione delle persone con le quali aprirsi e cui dare confidenza. Infatti, le relazioni lavorative spesso si possono trasformare in rapporti più personali e intimi, ma si rischia sempre un ‘conflitto di interessi’ se si ricoprono posizioni lavorative equivalenti o di ruolo e responsabilità superiori (chi è più alto in grado, deve sapere che è sempre più osservato degl’altri sul piano delle capacità professionali e della responsabilità per le persone e gli obiettivi affidategli. Per cui bisogna fare attenzione all’effetto boomerang che alcuni atteggiamenti possono avere. Meglio quindi stringere amicizia con chi ti dà veramente prova di sincerità e di schiettezza, con il resto basta essere cordiali, educati e collaborativi. Un po’ di riservatezza non fa mai male. Non raccontare gli affari tuoi a tutti quanti! L’invidia si alimenta con i particolari: meno informazioni dai della tua vita, soprattutto quella privata, meno argomentazioni avranno per malignare. Punta sulla discrezione e non sbandierare i tuoi successi. Ti servirà per non essere costantemente al centro dell’attenzione di chi ti non vede l’ora di trovare appigli per sparlare di te. Usa la gentilezza per spiazzarli. Quando ti vengono messi i bastoni tra le ruote una reazione aggressiva o permalosa potrebbe invogliare alla ripetizione, cioè a rispondere con la stessa rabbia, perché credi che l’altro ti percepisce debole. Non alimentare le loro provocazioni. Meglio sedare l’astio e rispondere con gentilezza davanti a un atteggiamento freddo e svalutante. Questa cordialità servirà a far capire al collega che la sua invidia non ha effetti su di te, anzi gli darai una lezione di civiltà e di saper vivere con stile. Tira fuori la tua criticità Per fare muro all’invidia è necessario smantellare anche quell’aurea di perfezione che il collega ti ha buttato addosso. Fagli vedere che anche tu sei critico nei confronti di situazioni che non ti stanno bene. Invece di fare come loro, cioè lamentarti o buttare negatività su chi fa meglio di te, dimostragli che è più costruttivo agire e confrontarti per cambiare e migliorare realmente le cose. Fallo sentire importante e dai valore al suo lavoro Ricorda che l’invidia nasce da una bassa autostima. Ti sei mai chiesto se per caso il tuo collega invidioso non stia richiamando semplicemente la tua attenzione? Allora dagliela, mostrando interesse per ciò che lei/lui racconta e congratulandoti per i suoi successi professionali. Forse questo atteggiamento attiverà i suoi neuroni specchio e inizierà a fare lo stesso con te e gli altri. E magari finalmente capirà che non serve pestarsi i piedi, ma solo spronarsi a vicenda per lavorare tutti al meglio. Trasforma l’invidia in conferma delle tue doti Piuttosto che farti sangue amaro per la loro astiosità, “trasforma il veleno in medicina” e conferiscigli un valore positivo. Se l’altro è geloso, vuol dire che hai qualcosa che agogna e che vorrebbe avere anche lei/lui. Questo serve ad assegnarti un punto in più di autostima e a sua volta ti aiuta a non vivere male il clima lavorativo, relativizzando quello che succede. Quando puoi, non lavorare a stretto contatto con gli invidiosi Se c’è un margine di scelta nel lavoro di gruppo, cerca di stare in team con altre persone, limitando così i tuoi scambi professionali con i colleghi invidiosi. Così non ti sentirai accerchiata e a non vivrai sulla difensiva. Inoltre il clima sarà più disteso e questo favorirà la tua produttiva: avrai maggior concentrazione perché non sarai distratta dal ciarlare e dal brusio di fondo di chi non aspetta altro che un tuo passo falso. Non perdere la pazienza Se ti senti vessato dalla gelosia e l’arrivismo dei colleghi mai e poi mai perdere la calma e reagire con scene d’isteria. Loro non aspettano altro che vederti andare in escandescenza, per confermare che hanno potere su di te e sul tuo umore. In questo modo non solo gli daresti una gran soddisfazione, ma ti metteresti in cattiva luce con gli altri colleghi e con il capo, che magari hanno sempre fatto il tifo per te. Il segreto per essere zen? Tieni duro nel lavoro mostrandoti tranquillo e poi sfoga la tua rabbia quando esci dall’ufficio, facendo qualcosa di costruttivo per te stesso come lo sport. Vietato fare gossip Evita di instaurare con i colleghi discorsi che si basano sullo spettegolare: ricordati che chi lo fa con te potrebbe farlo contro di te e utilizzare quello che dici per metterti in cattiva luce, soprattutto con chi ha mansioni lavorative più alte. Quando incontri qualcuno che sparla del capo o di altri colleghi, meglio allontanarsi e preferire una pausa caffè. Oppure puoi cambiare discorso, facendogli capire che quel malignare non interessa. Credi in te stesso Non farti svalutare dagli atteggiamenti invidiosi dei tuoi colleghi. Il tuo lavoro dipende dalle tue capacità, non dal commento interessato di chi vuole passarti sopra o metterti in cattiva luce perché pensa di non avere altre carte vincenti per fare carriera. Per neutralizzare questi attacchi, relativizza il peso che stai dando a certi atteggiamenti e metti in primo piano i tuoi risultati positivi, dando valore ai tuoi passi avanti nella professione. Le amicizie si scelgono, i colleghi no: rivaluta le tue relazioni extralavorative, soprattutto quando l’ambiente in ufficio si fa teso, prendendo atto che il lavoro non è la tua vita, ma solo un aspetto di essa.

 “E’ sempre tempo di Coaching!”

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