Un mondo che (non) cambia e anzi… torna al passato

mi paiono opportune …qualche ulteriore considerazione sulla politica che sempre più …torna al passato.

Infatti il “nervosismo” della politica italiana non va sottovalutato. Innanzitutto perché in politica il nervosismo è sempre un pessimo consigliere. In secondo luogo perché esso è la spia più efficace di una situazione che non si riesce a dominare…

In effetti i segnali se non di un cambiamento epocale, di una fase nuova della politica italiana si moltiplicano giorno dopo giorno.

Per esempio non abbiamo visto prestare nel recente passato periodo… la dovuta attenzione al fatto che la destra italiana abbia attaccato direttamente i vertici della Chiesa Cattolica. Non solo Salvini, fedele alla truculenta immagine del suo personaggio contro gli immigrati e l’Europa, ha attaccato più volte direttamente il pontefice, ma anche personaggi che avevano fama di “dialoganti” (come ad esempio il governatore della Liguria Toti)  hanno  attaccato oltre al presidente della CEI altri prelati e/o uomini di cultura che segnalavano all’opinione pubblica l’imbarbarimento del linguaggio politico e il suo carattere sempre più divisivo. Per carità, alla vecchia immagine della destra come “Dio e patria” si è rinunciato da tempo, visto che la patria non si sa più bene cosa sia e che quanto a Dio vale quel che era cantato in una vecchia canzone dei Gufi (quelli del cabaret, non quelli di Renzi), “tutti andiamo in chiesa a pregare Dio /ma tu ti preghi il tuo ed io mi prego il mio”.

Detto questo, vedere però la caduta di un vecchio tabù per cui i partiti di destra facevano mostra di presentarsi come i difensori della cristianità… qualche riflessione deve suggerirla. Siamo di fatto in presenza non del tentativo di ricostruire il rassemblement dei “moderati” come in fondo aveva tentato, per due decenni con qualche successo il Berlusconi dei vecchi tempi… ma della nascita di una nuova destra “reazionaria” fondata sulla proposta che sia possibile resistere in maniera radicale ad ogni cambiamento dei tempi che ci troviamo di fronte. La chiesa cattolica, dopo la definitiva messa fra parentesi del “sogno” del cardinal Ruini di mettersi alla testa di questa crociata, sta cercando di entrare, verrebbe da dire “gesuiticamente” (nello spirito di Sant’Ignazio, non nel significato corrente di questo termine), ma in una nuova prospettiva, cioè di cooperare al passaggio storico attuale. Naturalmente entrano in campo qui le risposte da dare a questi sommovimenti, fra cui per esempio c’è un rinnovato spirito di dialogo fra le confessioni cristiane consapevoli della crisi che le coinvolge tutte e altrettanto coscienti della sfida che viene sia dagli estremismi fanatici di certo Islam sia da un sentimento politico secolarizzato che corre a promuovere riformulazioni radicali del contesto storico-giuridico occidentale. A fronte di questo cambiamento, che va ben oltre i nostri confini, il governo guidato da Renzi comincia ad affrontare una situazione sempre più difficile…

Il fatto fondamentale, a nostro modesto avviso, è che in questo momento Renzi (come gli suggeriscono ormai in tanti dentro e fuori il suo partito) …dovrebbe cambiare totalmente  il suo messaggio, a cominciare, come si usa dire, dalla sua “narrativa”. In una prima fase infatti poteva bastare il discorso che puntava ad assicurare che si sarebbe realizzata quella “rottamazione” di una classe dirigente, alla cui mancanza si era per decenni attribuita la responsabilità del mancato “progresso” della situazione italiana. rottamazione_politica
Ovviamente quella rottamazione era solo un pezzo del problema, perché le difficoltà erano ben più ampie e profonde.

Un complesso di situazioni concorrenti ha messo a nudo quanto ciò fosse vero: dalla corruzione perversa del sistema politico-amministrativo (di ieri l’ennesima inchiesta romana su tangenti ai Ministeri che coinvolge si dice “altissime cariche istituzionali”), il continuo esplodere delle vicende della tragedia dell’immigrazione di massa, la debolezza del sogno europeo ormai sempre più in crisi dopo Brexit. E prima di tutto una crisi economica che non si risolve nonostante gli interventi della BCE, infine il rinascere del conflitto est-ovest con tutte le instabilità internazionali connesse, che hanno creato nell’opinione pubblica un sentimento forte  di sgomento di fronte all’incerto futuro.

Che tutto questo generi fughe di vario tipo nell’utopia, è semplicemente un classico nella storia della politica. Lo è altrettanto il pericolo che queste utopie finiscano per prendere il sopravvento nella formazione dello “spirito pubblico” con evidenti implicazioni a livello della distribuzione del consenso elettorale (basta guardare alle ultime votazioni amministrative), cioè di un passaggio che è essenziale in tutti i regimi democratici.

Renzi e il suo governo a questo punto devono necessariamente ripensare il loro approccio. Confidare, come sembra siano tentati di fare, sul fatto che in queste condizioni non c’è una maggioranza politica che voglia andare rapidamente al voto costituisce una pericolosa sottovalutazione del contesto. Innanzitutto perché, comunque sia, in questo prima parte del  2016 si sono già visti i risultati degli ennesimi test elettorali …come si diceva: le  elezioni amministrative e il referendum inglese, cioè di un tipo di prove in cui il controllo dell’opinione pubblica è completamente sfuggito e facilmente di mano. Una nuova impennata di consensi alle ali nazionali e internazionali dello “schieramento populista” ormai traversale…  mette oggettivamente e ulteriormente in difficoltà non solo il governo in carica, ma  tutto il “sistema politico-Italia” nel suo complesso.

sondaggi-politici

Lo sbandamento del tradizionale blocco sociale della sinistra politica, attirato anch’esso a confluire, sia pure su sponde opposte, su proposte di soluzioni utopiche alle difficoltà del cambiamento presente, non aiuta certo il governo attuale. Per tenere sotto controllo la situazione ci sarebbe bisogno di una forza di formazione dell’opinione pubblica ovvero di “partiti” nel senso pieno e non burocratico del termine…

Purtroppo continuiamo a dover constatare giorno dopo giorno… che è esattamente quello che manca.

E’ sempre tempo di Coaching!

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