
“Non c’è più religione” a questo mondo. Siamo tutti un po’ ipnotizzati dalla figura di
Elon Musk, il primo compare di Donald Trump. Con dietro il suo esercito di indispensabili satelliti a bassa quota, di automobili senza pilota, a volte dotate di mitragliatrice sul tettuccio, di utili aggeggi magici da ficcarci nel cervello, e la sua ammirata simpatia per le donne di estrema destra. Vedesi il Presidente del Consiglio dei Ministri italiana
Giorgia Meloni o Alice Weidel la neo candidata cancelliera di Afd (Alternative für Deutschland) col suo chiarissimo messaggio: “le frontiere della Germania sono blindate!” «Metti i Musk e i pochi altri come lui (Mark Zuckerberg l’amministratore delegato di Facebook Inc. , l’Ex amministratore delegato di Amazon.com Jeff Bezos, il Ceo di Googlee Sundar Pichai e gli altri capi del web) al comando! Questo sembra il segno dell’epoca in cui già siamo entrati», scriveva qualche giorno fa sulla Stampa Massimo Cacciari. La figura di questo oligarca occidentale super ricco simboleggia «la potenza della Tecnica», non a caso scritta con la maiuscola, poiché questo organismo fatto di economia, finanza, scienza, innovazione ecc. non è più sentito da tempo come
qualcosa che può rispondere ai nostri bisogni ma come una vera «Autorità sovrana» (altra maiuscola significativa) che i nostri bisogni «li produce e li detta». Una Tecnica che «domina il dover essere dell’umanità e ne è diventata, in tutta evidenza, la nuova religione». Sembrerebbe che nessun vero disegno politico, nessuna definita strategia di potere segnano questo processo.
«Si tratta di una evoluzione, proprio in senso culturale-antropologico, del sistema che regge ormai il nostro mondo». Così scrive sempre il Prof. Cacciari. Mentre l’opinione pubblica sembra parteciparvi, come soggetto attivo e altresì come oggetto in uno. In quanto ai suoi “capi” politici. La potenza della Tecnica (l’apparato globale formato da economia, finanza, scienza, innovazione, sviluppo) non è più sentita da tempo come ciò che è in grado di rispondere ai bisogni della collettività, ma è ormai come già si accennava pocanzi l’Autorità sovrana che li produce e li detta.
La Tecnica domina il dover essere dell’umanità e ne è diventata, in tutta evidenza, la nuova religione. È essa che ci guida nella nebbia, promettendoci, se ci affideremo alla sua intelligenza seppur artificiale, di eliminare l’angosciosa imprevedibilità dello stesso futuro. Ciò che la Tecnica afferma si trasforma in una sorta di profezia. Quanto sono in realtà esplicabili gli algoritmi su cui si basa? Quanto responsabili sono i suoi oracoli? Domande di giorno in giorno più oziose ciò che universalmente si avverte è che la “Macchina”, ormai divenuta intelligente, addirittura “spirituale”, rappresenta il fattore fondamentale della nostra vita.
E i suoi padroni ne sono perciò, di necessità, i sovrani. Stupirsi dell’affermazione politica dei Musk potrebbe suonare perciò agli orecchi di un sano realismo un patetico lamento… Si sono affermate nel corso degli ultimi decenni culture politiche che hanno assecondato un tale processo e che nulla hanno a che fare ne con le Destre ne con le Sinistre del Novecento. Queste esprimevano tutte, in forme anche contrapposte, in lotta tra loro, la volontà politica di volgere ai propri fini la potenza del sistema tecnico-economico. Esse concepivano ancora la Tecnica in quanto strumento. Cambia tutto tra anni ’70 e ’80. Lì è la vera rivoluzione.
Segnata dai Reagan e dalle Thatcher. Le destre neoconservatrici e neoliberiste mantengono soltanto come orpello ideologico, a scopo demagogico, alcuni dei connotati delle destre storiche: retoriche nazionalistico-identitarie, velleità civilizzatrici (l’idea della propria come la sola, autentica civiltà), l’esaltazione dello strumento penale come fattore di sicurezza. In realtà la loro forza consiste nella capacità di aderire pienamente alla potenza globale del sistema economico-finanziario che guida la rivoluzione tecnologica del nuovo Millennio. Eliminare gli impedimenti che ne limitano l’affermazione, amministrare il contesto culturale e sociale in modo che ne interiorizzi i “valori” (il primo dei quali sarà il successo individuale, da perseguire con ogni mezzo, sul modello dei grandiosi successi della Tecnica), questo soltanto è ciò che deve residuare della “vocazione politica”.
Musk-Weidel, tutte le bugie dette nel colloquio intervista della settimana scorsa su X: dalle frontiere “spalancate” da Merkel, a Hitler che era un comunista, ai furti amministrativi legalizzati. La resistibile ascesa delle Destre nelle democrazie occidentali trova qui nelle macroscopiche Fake news la sua semplice spiegazione. Esse, nella loro del tutto inedita versione, trasversalmente presenti in ogni parte degli schieramenti politici, riflettono il sistema dominante, di cui le Sinistre (antiche) iniziano forse soltanto ora a intendere la natura autenticamente reazionaria di tutto ciò. Difronte ai successi della Tecnica le prime hanno radicalmente mutato la propria strategia di fondo (mantenendo del loro passato soltanto i cascami populistici),
le seconde hanno svolto il ruolo da “buoni conservatori”, di chi voleva rendere “dolce” un passaggio che in sé è irreversibile e traumatico. Invece di affrontarlo, invece di cercare di organizzare sindacalmente e politicamente i soggetti concreti che in esso venivano colpiti, si sono limitate a cercare di difendere, quasi mai con efficacia (vedi la tragedia sulle politiche per l’immigrazione) i “diritti umani”, che nessuno mai ha spiegato cosa fossero se disincarnati da norme positive che rendessero sanzionabili i trasgressori. Dall’epoca dei Reagan e delle Thatcher la nuova destra è pronta all’appuntamento con i Musk. La vecchia Sinistra non li ha visti crescere. Non si è accorta della “mucca in corridoio”, come bonariamente
racconta Pierluigi Bersani. La Sinistra ha parlato per qualche tempo di un capitalismo borghese che non esisteva più. Poi è rimasta incantata dalle ideologie della fine della storia, della globalizzazione economico-finanziaria come portatrice universale di democrazia e di pace. Mentre le nuove Destre saltavano sul carro dei vincitori, riuscendo così anche a dare l’impressione di guidarlo, le Sinistre difendevano arcaiche forme di centralità di parlamenti e assemblee elettive, senza un’idea neppure sulla loro riforma. Vince la potenza politica delle destre?
No, vince l’immagine di potenza che il sistema-Musk esprime – e che le nuove Destre, quelle che contano, del tutto estranee alle geografie parlamentari del Novecento, idolatrano. Le Sinistre perdono perché appaiono ormai fuori gioco rispetto ai fattori determinanti il nostro destino. Anche la loro è una sorte di astensionismo, che dura dagli anni ’80, sia da ogni effettuale partecipazione che da ogni efficacia critica allo stato di cose esistente. Questa, con la sempre più ampia “astensione” dell’elettorato, determina il crollo della loro rappresentatività soprattutto rispetto ai settori sociali più deboli e colpiti. E anche questo, a guardar bene, è del tutto ragionevole: sono i meno protetti ad aver bisogno di protezione. E dove vuoi cercarla se non presso quelli che ti appaiono più agguerriti? Poiché non siamo nel pieno e non alla fine della storia, poiché le contraddizioni si moltiplicano, nulla è deciso. È certo però che le Sinistre occidentali avranno un futuro solo se riusciranno a comprendere davvero le ragioni oggettive del loro fallimento,
ragioni che travalicano di milioni di leghe limiti e difetti tattici o errori di leader, e sapranno non semplicemente “ricollocarsi” all’altezza delle nuove forme sociali di produzione, ma rappresentare, all’interno di queste forme, un segno vivente di contraddizione. Contraddizione tra il pensiero necessariamente unico della “Macchina spirituale”
e coscienza critica, tra lavoro dipendente e comandato, da un lato, cui sempre più appartiene anche quello del ricercatore e dello scienziato, e, dall’altro, la prepotente istanza di libertà che dalla stessa scienza proviene. Senza utopismi, con i piedi ben fondati sulle possibilità reali che proprio le conquiste dell’intelletto umano oggi ci offrono, ma che dilegueranno come neve al sole senza una politica che sappia distribuire equamente la ricchezza prodotta e creare le condizioni di una federazione tra popoli e nazioni oltre ogni delirio egemonico…
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