
Due presidenti che si piacciono proprio tanto perché gli dà un gran gusto essere arroganti e dispotici: non pare proprio il preludio alla fine di tutte le guerre… “Signor colonnello, accade una cosa incredibile! Gli americani si sono alleati con i tedeschi!” La stretta attualità ci lascia anche più sbalorditi del sottotenente Alberto Innocenzi nell’indimenticabile scena di Tutti a casa, il film di Comencini ambientato dopo l’8 settembre 1943. Perché anche ora accade una cosa incredibile – o almeno, una cosa che chi ha meno di settant’anni ha considerato incredibile per tutta la sua vita, a parte una manciata di anni a cavallo del secolo: gli americani si sono alleati con i russi. E mica come ai tempi della Seconda guerra mondiale, quando a unire paesi dalle ideologie contrapposte era solo la lotta contro una terza, mortale ideologia, il nazifascismo. A Yalta era evidente che Churchill e Roosevelt non avevano alcuna simpatia personale per Stalin e lo consideravano un delinquente. Adesso invece fra la Casa Bianca e il Cremlino c’è un vero e proprio feeling sul piano umano, anche se, parlando di Donald Trump e Vladimir Putin, forse “umano” è una parola grossa. I due super-leader mondiali si lanciano segnali, si fanno segni, si mandano bacini. Trump è più estroverso nelle sue avances, Putin più reticente e ambiguo, però entrambi sembrano innamorati clandestini che per molto tempo hanno dovuto nascondere la loro tresca, ma sentono che la segretezza sta diventando sempre meno necessaria, e presto potranno uscire dall’ombra. Insomma, i due non vedono l’ora di potersi gettare l’uno nelle braccia dell’altro e vivere il loro “bromance” intercontinentale. Veramente, il più trepidante fra i due sembra The Donald, così accecato dall’amore per il suo Vlad (ma anche per gas, minerali e terre rare) da stravolgere la realtà e sostenere che a cominciare la guerra in Ucraina è stato Volodymyr Zelensky. Immaginiamo che Putin si sia vivamente eccitato nel vedere la scena alla Casa Bianca, in cui Trump e Vance hanno brutalizzato il presidente ucraino – c’è chi manda all’amato un video intimo, e c’è chi gliene invia uno in cui fa il bullo con il rappresentante di un popolo che da tre anni viene bombardato e affamato, ma che volete, tutti i gusti sono gusti. Quel che fa veramente girare la testa a noi diversamente giovani è che quando immaginavamo la caduta delle barriere fra America e Russia, la pensavamo come l’inizio di un’epoca di pace universale, con un presidente Usa meno cowboy arrogante, e un omologo russo meno orso dispotico, fianco a fianco per rendere il mondo un posto più giusto e sicuro. Invece ci ritroviamo due presidenti che si piacciono tanto perché sono entrambi arroganti e dispotici, e la loro sintonia non pare proprio il preludio per una nuova stagione di Pace, anzi appare come la garanzia che inizieranno nuove guerre. Tocchiamo ferro e speriamo che i due attempati piccioncini litighino presto…
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