Il mondo ha un problema, si chiama Donald Trump!

Donald Trump, è tornato per finire il lavoro sporco, iniziato con il suo primo mandato presidenziale: “Uccidere la Democrazia in America e nel Mondo”. Da un anno a questa parte quasi ogni giorno, annuncia politiche e ordini esecutivi che violano la legge o la Costituzione, o che capovolgono le norme e le pratiche della democrazia americana e di quelle del diritto internazionale. Fino a pochi mesi la nostra principale paura era che Trump trasformasse l’America in una democrazia illiberale, sul modello di Viktor Orban in Ungheria. Ma Trump ha superato ogni limite, ha oltrepassato ogni linea rossa e ora sta spingendo l’America lontano dalla democrazia tout court. L’odio di Trump per la Democrazia, ha indebolito il Dipartimento di Giustizia, l’Fbi e i tribunali, per poi usare la Corte Suprema come suo strumento. Ha fatto arrestare giudici che non erano d’accordo con lui, ha intimidito e umiliato i principali leader dell’imprenditoria americana, da Mark Zuckerberg a Tim Cook, e ha persino costretto Paramount a cancellare programmi Tv su Cbs solo perché non sopportava la satira pungente di Stephen Colbert. Ha mandato l’Fbi a perquisire la casa di John Bolton, il suo ex consigliere per la Sicurezza nazionale, colpevole di aver detto alla Cnn che il vero vincitore del vertice in Alaska era stato Vladimir Putin, e che Trump era incompetente. Il mantra di Trump è diventato: “Mi attaccano, ma molti mi dicono: ‘che gli piacerebbe un dittatore.” Forse è arrivato il momento di trovare una più esatta terminologia per descrivere la sorprendente e rapidissima trasformazione politica oggi in corso negli Stati Uniti. Solo sette mesi fa l’America era una democrazia funzionante. Oggi è governata da un Commander-in-Chief che non ha alcun rispetto per lo stato di diritto e che si sente autorizzato a fare qualsiasi cosa gli venga in mente. Un vero e proprio Tiranno! Qual è la differenza principale tra Dittatore e Tiranno? La dittatura è una forma di governo in cui il potere è concentrato in un’unica persona o organo, mentre la tirannia è un regime arbitrario e ingiusto, esercitato da un singolo individuo (per l’appunto il Tiranno) in modo oppressivo e privo di regole. In sintesi, la tirannia descrive il modo in cui il potere viene esercitato (oppressivamente), mentre la dittatura descrive la struttura di potere (accentrato). Ora Trump ha superato un’altra linea. Ha prima minacciato e poi dispiegato le truppe paramilitari dell’Ice in varie città, sostenendo (anche se non è vero) che il crimine perpetrato dagli immigrati sia «fuori controllo». Ha annunciato piani per inviare soldati e carri armati a Chicago, Baltimora e New York. Ha anche fatto in modo che i soldati americani oggi di pattuglia a Washington siano pienamente armati. Le Guardie Nazionali dispiegate da Trump portano pistole M17 e fucili M4. I fatti di Minneapolis di queste ultime settimane mostrano chiaramente le intenzioni del Tycoon Ma prima dei rastrellamenti antiimmigrati c’erano state le prove generali con oltre 2.200 unità della “milizia” personale di Trump che erano stati schierati in vari punti della capitale. La verità è che a Washington non c’è mai stata alcuna emergenza criminale: la criminalità era in realtà calata del 25% prima che Trump mandasse i militari. Ha mentito sull’«emergenza» che gli ha permesso di inviare le truppe. Ma la verità, ormai, sembra non avere più importanza. Il governatore dell’Illinois, Jay Robert Pritzker, aveva avvertito tutto l’establishment americano: «Donald Trump sta cercando di fabbricare una crisi, di politicizzare gli americani che servono in uniforme e continuare ad abusare del suo potere». Ma a Trump non importava né delle critiche né delle proteste contro l’abuso dei militari. Anzi, ci sguazza. È esattamente la reazione che vuole. Vedere i suoi miliziani marciare nelle città guidate dai democratici è, per lui, come guardare un incontro violento di arti marziali. Prova piacere nell’uso della forza, e nel mandare truppe armate in quello che considera territorio nemico. Alcuni dei critici americani più duri di Trump sostengono che il suo dispiegamento dei militari contro cittadini americani nelle principali città è una sorta di “prova generale” per una futura possibile imposizione della legge marziale a livello nazionale. Potrebbero avere ragione. Secondo la stampa, Trump e il suo assistente al Pentagono, Pete Hegseth, starebbero prendendo di mira più di dieci grandi città, tutte con un sindaco democratico. Con le elezioni di midterm in arrivo a novembre 2026, questo è davvero allarmante… infatti oggi Trump non vuol e più fare un golpe prendendo Capitol Hill, ma vuole fare un golpe prendendosi le principali città governate da Sindaci democratici e farlo con manu militare… Negli Stati Uniti le forze di polizia interne dovrebbero proteggere i cittadini, mentre l’esercito deve proteggere il Paese dai nemici esterni. Mai, prima d’ora, un presidente americano aveva usato l’esercito per pattugliare le strade del proprio Paese. Né avevamo mai visto un presidente minacciare in modo così esplicito la libertà di espressione, la libertà di stampa e la libertà delle arti. Ora Trump ha ampliato la sua guerra oltre che alla libertà di parola contro i giganti dei media Abc e Nbc, definendoli «fake news», «portavoce dei democratici» e persino «una minaccia alla democrazia». Con le azioni dell’Ice nelle strade delle città. Vere e proprie azioni intimidatorie verso la popolazione, con efferati omicidi di cittadini americani nelle strade delle città, come l’ultimo l’infermiere trentasettenne Alex Pretti qualche giorno fa; avvenuto dopo quello di Renee Nicole Good, una cittadina statunitense anche lei di 37 anni madre di tre figli. Non si tratta più solo di prove autoritarie; sono abusi criminale di potere, un ricatto pubblico, un tentativo diretto di costringere nella paura e nel silenzio milioni di cittadini americani. In America non sera mai visto un presidente in carica proporre di cancellare le frequenze di grandi broadcaster nazionali solo perché non gradisce la loro linea editoriale. E mandare prima la Guardia Nazionale e poi i miliziani dell’Ice a intimidire e uccidere cittadini americani inermi senza alcuna colpa, se non quello di manifestare a ragione il proprio dissenso da questo modo di agire. Non accadeva questo nella democrazia americana che conoscevamo fino a gennaio scorso. Trump, nel frattempo, ha anche: continuato a fare pressioni e intimidire la Federal Reserve, la banca centrale americana, minandone l’indipendenza. Messo a capo dell’agenzia per la statistica, Bureau of Labor Statistics, un “Maga” fedelissimo senza qualifiche. L’idea è di strumentalizzare i dati economici sull’inflazione e sulla disoccupazione come vuole il presidente. Costretto la Intel a dare il 10% delle proprie azioni al governo americano, dopo mesi di sue vessazioni contro l’azienda. Ordinato ai governatori repubblicani, di ridisegnare le mappe elettorali in vista delle elezioni di midterm. Questo significa cambiare deliberatamente i collegi elettorali per favorire un partito, smembrando quartieri a maggioranza democratica e accorpandoli a grandi distretti repubblicani, con l’obiettivo esplicito di fabbricare in ogni Stato 5 o 10 seggi in più per i repubblicani al Congresso. In parole povere: significa truffare gli elettori truccando le regole della rappresentanza. Ciascuna di queste azioni, presa da sola, è preoccupante. Insieme, formano un disegno sistematico: la costruzione di quella che non può più nemmeno essere definita una dittatura presidenziale ma una vera e propria Tirannia. Trump parla e si comporta come un Tiranno anzi Trump lo incarna alla perfezione. Ma come dice Giorgia Meloni per giustificare la sua un’affinità pericolosa al Tiranno: “è un presidente eletto democraticamente e quindi…” Ma riflettiamoci un attimo: È un autocrate democraticamente eletto che usa la legittimità delle urne per smantellare il sistema stesso che lo ha eletto. Parla come un uomo forte, agisce come un caudillo sudamericano, governa come un uomo convinto che le istituzioni della repubblica esistano solo per servirlo. Non una dittatura presidenziale Ma un Tiranno in America. Solo pronunciare queste parole sembra impensabile. Eppure, eccoci qui, dopo appena 12 mesi di Trump…

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