Come tornare ad essere felici o come esserlo ancora

Se ragioniamo con la nostra testa tutto cambierà:

ricordate non contano i perché, ma i come.

…può accadere di ritrovarsi improvvisamente insoddisfatti di se stessi e di volere ritrovarsi”. Con ansia ci interroghiamo sul futuro e su come sarà la nostra vita in conseguenza di ciò che sta per accadere.

Può sembrare una semplificazione, ma non lo è affatto… si può quindi tradurre la frase “come ritrovare se stessi” in “come tornare ad essere felici o come esserlo ancora?”

Io risponderei di sì, ed è questa la direzione in cui andrei, con un metodo il cui scopo è proprio quello di risollevare le sorti della nostra esistenza futura.

Se ci accorgiamo che, negli ultimi tempi, la nostra vita ha preso una brutta piega, è giunto il momento di agire per ritrovare se stessi e riscoprire la serenità perduta.

Spesso la frustrazione deriva proprio dal vivere in una condizione psicologica di inadeguatezza, come se l’ambiente in cui trascorriamo le giornate fosse diventato ostile e ci impedisse di affrontare la vita con serenità.

Il dubbio è che tutto dipenda da come ci poniamo nei confronti della vita e delle persone che ci circondano, dentro di noi sappiamo che è così, che siamo noi a comportarci in modo errato e a generare le situazioni spiacevoli in cui ci ritroviamo coinvolti.

Ognuno di noi sa che deve agire su se stesso per cambiare le cose, ma prima occorre capire bene cosa esattamente non ci piace della nostra attuale vita.

Il primo passo:

Il primo passo da compiere, per ritrovare se stessi, è certamente quello di isolare gli aspetti della nostra vita che non ci soddisfano, e capire quali cambiamenti e meccanismi hanno generato la situazione attuale.

Spesso i motivi hanno ben poca importanza, quello che conta è stabilire se questa situazione ci sta bene o meno, e cosa comporterebbe agire per ripristinare il nostro status precedente ovvero come tornare contenti e felici.

Ritrovare se stessi, significa sostanzialmente prendere delle decisioni e lavorare affinché queste non rimangano semplici intenti, ma diventino azioni che producano risultati.

Il secondo passaggio è quindi quello di smettere di ricercare i “perché”, e passare subito ai “come”. Fin da piccoli siamo stati abituati ai “perché”: “Perché non mangi la pappa”; “Perché non vuoi studiare”; “Perché perdi tempo invece di cercarti un lavoro”; “Perché hai fatto quelle cose…”

Aiuto!

Che orribile modo di affrontare le situazioni e che immensa perdita di tempo a ricercare i “perché” delle cose, quando la soluzione ad ogni problema si trova solo quando s’incomincia a chiedere “come”.

Ecco dunque la ricetta per il secondo passo fondamentale da compiere: capire “come” fare per riportare tutto alla “normalità”, ovvero alla situazione che ci aggrada, quella in cui eravamo felici.

Vogliamo veramente cambiare?

Puntare tutto sui “come” nasconde un secondo interessante vantaggio, e cioè quello di farci capire subito se siamo o meno intenzionati a migliorare le cose.

Spesso ci si ritrova infelici o inadeguati, spendiamo fiumi di chiacchiere con amici e confidenti sviscerando ogni singolo “perché” della situazione attuale, ma poi non agiamo per cambiarla.

Se obblighiamo noi stessi ad agire, ma ci rendiamo conto di non volerlo realmente fare, allora significa che la situazione in cui ci troviamo, in fondo ci sta bene, che stiamo solo vivendo un momento di stress, e che forse abbiamo ingigantito un problema.

Alle volte, nella vita si fanno scelte che portano con sé sia svantaggi che vantaggi; se stiamo sacrificando la famiglia per il lavoro, ce ne rendiamo conto, ma non vogliamo fare niente per cambiare le cose, significa che egoisticamente vogliamo mettere al primo posto un nostro interesse diretto.

Possiamo scegliere di non cambiare le cose, ed essere sinceri con noi stessi, questo non porterà ad un cambiamento ma, l’aver scovato la fonte del nostro malessere, ci darà sollievo, e ci aiuterà a capire meglio noi stessi, e quello che vogliamo dalla vita.

E’ tempo di coaching!

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