Dalla complessità alla semplicità

 

(riflessioni sulla vita)

…abbiamo parlato del Caos, della Complessità della vita e

del bisogno di un ritorno alla Semplicità

 …come antidoto  per non perdersi

Ho conosciuto molte persone che hanno impiegato una vita per raggiungere una tranquillità economica che consentisse loro di vivere come volevano.

Esse hanno impiegato tante energie, hanno fatto tanti sacrifici per arrivare a realizzare i propri sogni ed infine, raggiunta una posizione sociale ed economica importante e che conferisse stabilità e sicurezza, hanno iniziato a fare tutto quello che davvero volevano.

Molte volte, i sogni erano basati sulla possibilità di condurre una vita libera e semplice: vacanze con zaino in spalle ed itinerari in mezzo ai boschi a alle montagne.

Molte altre strade somigliano a questa, in varie situazioni ed in contesti diversi, ma sull’onda dello stesso cammino e con la logica simile della semplicità dopo una notevole …complessità.

Arrivare a tanta riduzione di mezzi ed energie, dopo aver impiegato anni ed anni a complicarsi la vita per poi capire che il senso era nella semplicità ed in una strana forma di ‘povertà’.

Molte volte impieghiamo mezzi sofisticati e costosi per ottenere risultati semplici, ma altrettanto grandiosi proprio per la loro importanza.

Soltanto che, stranamente, la ‘semplicità-povertà’ raggiunta attraverso la complessità e la ricchezza, assume il sapore della conquista e conferisce quel senso di potere dell’aver ottenuto una condizione sociale di riscatto e libertà.

Però sappiamo bene che forse abbiamo esagerato nel tentare di dimostrare a noi stessi che potevamo fare qualcosa. a anche in altri ambiti, come quello della scienza, della letteratura e della filosofia.

E’ un processo strano quello della semplicità attraverso la complessità.

Meticolosi ed accurati, complicati e costosi, difficili e poco ripetibili i cammini spesso utilizzati per raggiungere un livello di affidabilità e di efficienza senza pari.

Anche nella tecnologia in vari settori, spesso, le prime versioni di macchine e ritrovati sono state corpulente, eccessive, e poi, via via, con l’evoluzione, si sono rimpicciolite e rese talvolta essenziali, ma molto efficaci.

L’uomo sta capendo che, anche nei processi economici e sociali, conviene ed occorre una semplificazione degli schemi e degli apparati, ciò che ormai viene sempre più spesso chiamato ‘decrescita’.

Dopo aver sperimentato livelli di sofisticazione degli stili di vita e di amplificazione dei bisogni senza pari nella storia dell’uomo, ormai si intuisce sempre più che è giunto il tempo di rallentare e semplificare il tutto.

Il problema è che quasi sempre i  veri poveri non sanno tutto questo e continuano a premere per entrare in un mondo ed in uno stile di vita dal quale poi vorranno uscire per ritornare a una vita più semplice.

La stessa evoluzione che spesso caratterizza la vita individuale corrisponde all’evoluzione delle ere di un fenomeno.

Eppure la vita è fisiologicamente assestata sul massimo risultato col minimo impiego di forze.

Parallelamente alla complessità delle cose, ai giorni d’oggi,  decorre un’altra dimensione che contribuisce alla complessità della vita che è quella della ‘fretta’. Si impiegano risorse ingenti per rendere veloci dei processi che basterebbero a sé stessi se svolti in tempi più lunghi e naturali. Serve davvero l’accelerazione, la velocità…e quanto costa effettivamente rendere veloce qualunque cosa?

il rischio e quello di riscoprire poi che: L’importanza della lentezza è come quella della semplicità, si comprende col tempo e dopo tanta velocità e ricchezza!

Il problema è solo come sincronizzare la comprensione degli argomenti: “l’età del mondo è una cosa ben diversa dell’età delle persone”.

E’ giusto chiedersi: la semplicità si apprende o si vive spontaneamente? Si scoprirà che: spontaneamente la si impara, dopo un complesso apprendistato. Curioso anche considerare che …la vera semplicità sembra impossibile senza aver conseguito prima livelli estremi di complessità.

Quindi, è come nello yin e yang: il piccolo nel grande, il grande nel piccolo, il nero nel bianco, il bianco nel nero…

L’evoluzione riconosce il suo speculare all’interno della proiezione nel sé.

E’ tempo di Coaching!

 

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