Governo: Basta con chiacchiere inutili. L’impressione è che tutto sia sulle spalle del Pd che deve dire basta!

L’Italia, non solo da oggi, ma se si può dire ancor più in questo tempo di Covid, ha bisogno di un governo stabile. Quali caratteristiche dovrebbe quindi avere questo governo? Deve essere innanzitutto autorevole. L’autorevolezza non significa l’avere un consenso bulgaro, ma che il governo abbia giuste competenze per guidare la macchina dello stato, sapendo prendere decisioni tempestive, indicando ai cittadini i comportamenti che in questa fase di emergenza si possono tenere o no, sappia guidare il sistema regionale, dia agli imprenditori prospettive serie e tempi stabiliti, sappia alleviare veramente le sofferenze dei più poveri… Queste cose le può fare sia un governo di sinistra sia un governo di destra. La scelta è degli elettori. Io ovviamente ho la mia scelta. Non è necessario che questo governo abbia applausi o like sui social, l’importante è che faccia e faccia bene. Una volta il giornale satirico Cuore (parecchi anni fa) fece l’elenco delle correnti del Pci, che come si sa, ufficialmente non esistevano, e ne indicò una a guida Gerardo Chiaromonte, storico leader riformista, che aveva come nome “Basta con le chiacchiere”. Ecco: basta con le chiacchiere. Con quelle sui migranti, sul Mes, sulle mascherine ecc. ecc. Senza un governo con queste caratteristiche diventa difficile anche la cosa più semplice e si discute di stupidaggini ogni giorno che dio manda in terra. I giornali di destra stanno massacrando la povera Silvia Romano creando attorno a lei una situazione di pericolo che richiede di essere vigilata. Un governo serio, in via informale, suggerisce alla prefettura di Milano di non perdere tempo nel darle la tutela. Magari il conto poi lo mandiamo a Feltri e al suo giornale che fomenta l’odio. Mancano la mascherine? Oppure ci sono nei depositi delle regioni? Il ministro degli Interni scateni l’inferno e trovi le mascherine e se 0,50 non è remunerativo dica ai farmacisti che la salute pubblica è prioritaria rispetto al loro guadagno… non sono i farmacisti i ‘paladini’ del libero mercato nel tentativo di speculare lucrando sulla pandemia… se prima le mascherine si vendevano a 0,22 cent. l’una, e oggi a 0,50 cent. è questo sicuramente un prezzo equo… un incremento di costo del 100% è di tutto rispetto della regola della domanda e offerta. Il Mes, basta anche con le chiacchiere sul Mes, i 5 stelle, non possono imporre i loro guai interni con continui “stop and go”. Più parlano, più l’Italia appare un debitore inaffidabile… E poi occhio a quel che succede nel grande mondo della piccola e media distribuzione: usurai, finanziamenti fasulli ad esercizi per riciclare denaro sporco. Purtroppo l’Italia è piena di Pivetti & C. Anche le organizzazioni criminali dopo i truffatori abituali, sono uscite dal letargo della Fase 1 e sono già in piena Fase 3. Queste cose ed altre ancora le deve e può fare un governo stabile e vero, che ha soprattutto a cuore il bene comune, e non l’interesse di piccole e grandi corporazioni. Inoltre, c’è un’altra cosa che deve fare. Abbiamo sempre saputo qual era la collocazione internazionale dell’Italia. Ora invece c’è chi tira per Putin e chi per la Cina. L’innamoramento cinese è trasversale. Dovremmo essere, invece, soprattutto europeisti e atlantisti. Invece siamo tornati una Italietta che si è messa sul mercato. Uno squallore prima che un errore. Ora il governo Conte… chiaramente non è il governo stabile e vero di cui ha bisogno il Paese. Personalmente penso che il Premier abbia fatto cose che altri suoi sodali giallo verdi non avrebbero mai fatto. Ma ha avuto alle spalle solo un partito generoso nella sua maggioranza, il Pd. Ora di fronte alle tante difficoltà non basta più. Ora serve un salto di qualità, o lui fa il salto o deve saltare e lasciare… il posto a un altro. L’impressione prevalente e altresì evidente è che il Governo del Paese, poggi proprio tutto sulle spalle del PD.  E Zingaretti & C. dovrebbero smetterla di confondere la tradizione di responsabilità del partito con la vocazione al sacrificio. Morire per Crimi o meglio per il conflitto tra Di Maio e Di Battista sui resti del fu M5s. Oppure, perdere ulteriormente la fiducia degli italiani che ti votano, a causa dei continui capricci di Renzi e le continue incursioni sulla scena di Salvini che racconta balle a tutto campo, non ne vale la pena… non tanto per il Pd, ma proprio per il Paese che è in una sofferenza estrema. È il momento di dettare all’alleato M5s (e anche a Renzi & C.) le condizioni per proseguire… Altrimenti un bel basta!! E si vada al voto. La cronaca politica quotidiana e soprattutto la sua lettura nel tempo dicono chiaramente che c’è una minoranza politica, un partito di governo e il suo mondo elettorale e no, che portano sulle palle un intero Paese e fanno da sponda a quella parte di Italia che non vuole morire. Questa parte politica e questo suo elettorato non sono premiati dai sondaggi che, invece, indicano come vi sia una maggioranza a favore di chi con la crisi sta giocando e mettendo a rischio la comunità nazionale… Il partito è proprio il Pd che deve fronteggiare quotidianamente un premier preoccupato di se stesso e della sua futura permanenza in politica e un alleato di governo cialtronesco che si muove come una variabile impazzita su tutto lo scacchiere politico-sociale. Non si capisce perché questo partito responsabile e il suo elettorato debbano farsi carico di una componente così irresponsabile. D’altro canto all’opposizione ci sono tre forze di cui due Lega e FdI tornano, pur con alcune differenze, a vivere le suggestioni di uno scontro frontale in una guerra senza limiti agli avversari politici, alle istituzioni, alla convivenza civile mentre Forza Italia è attratta dalle proprie urla nel timore di spegnersi definitivamente e perdere altresì quel vantaggio che i sondaggi oggi le stanno dando. La domanda è semplice. Fino a che punto è utile che il Pd e la sua gente si facciano carico di questa situazione? Non è arrivato il momento di dire  adesso basta! O per migliore chiarezza, applicare a quella aurea la “diplomazia del vaffa?”. Chiudere baracca e burattini, e fare al Paese finalmente un discorso di verità. Il discorso di verità non è lungo, anzi lo è ma è sintetizzabile con esempi lampanti. C’è un partito di opposizione che ha sottratto soldi allo Stato ma che pretende di fare il giustiziere degl’altri. Questo partito aveva una classe dirigente periferica fra buona e eccellente. Il giudizio non è cambiato solo se sottraiamo dal calcolo i governanti della principale regione d’Italia, la Lombardia. I dati del Covid-19 ci dicono che il caso italiano non sarebbe così clamoroso se la Lombardia fosse stata guidata da persone serie e non da due incapaci. Col fiato sul collo soffiato dall’uomo del Papeete. C’è dall’altro canto un inutile partito di governo il M5s che ha un leader provvisorio che è più ridicolo di chi l’ha preceduto e che blocca ogni iniziativa tesa a salvare il Paese. La sanatoria per i migranti impegnati in agricoltura, prima di essere un atto di giustizia, è una necessità per l’impresa agricola. La discussione sul Mes è diventata infantile e cialtronesca. La corsa alla prima scena, da parte di Giuseppe Conte e Luigi Di Maio all’arrivo di Silvia Aisha è stata indecente. Si può continuare e si vedrà che si inanellano episodi di malgoverno, di approssimazione, di cialtroneria dilagante che giustificano una scelta di rottura da parte del Pd o almeno un suo discorso solenne al Paese in cui si denunciano questi avversari e questi alleati e si indicano le condizioni per proseguire. Altrimenti si vada verso il governo del presidente e poi verso il voto. L’esasperazione che corre veloce nelle vene del Paese rischia di essere canalizzata contro chi sta tenendo in piedi la baracca. Il livello morale e di responsabilità delle forze indicate sta tutto negli editoriali di Vittorio Feltri e dei suoi seguaci giornalisti, una versione italiana della setta del reverendo Moon con annesso istinto suicida collettivo. Proprio adesso con l’approvazione del decreto di 55miliardi di euro a sostegno per imprese e lavoro per una possibile ripartenza dopo il lungo lockdown della nostra già prima disastrata economia. Si rischia di vedere un momento in cui la fragile barriera costituita da un partito indebolito ma comunque di volenterosi come il Pd possa crollare su se stessa, a causa dell’insipienza dei 5 stelle nonché dalle crisi dovute ai disturbi di personalità di Renzi. Un default politico, reso plastico nelle ultime 48 ore: con un  decretone che si limita a fotografare una società corporativizzata, figlio di una coalizione in cui ognuno parla a un pezzo della società, senza un afflato unitario e un orizzonte di ricostruzione che tenga assieme il paese. Un “nuovo lockdown”, che si è trasferito dal paese al sistema politico, prigioniero della sua fragilità, in un permanente gioco di specchi: un giorno si evocano le elezioni, sdoganate dal governo e ora cavalcate dalle opposizioni, pur sapendo che sono impraticabili in un paese infetto. Nicola Zingaretti è stato bravo finora, al netto delle sue titubanze e malgrado la malattia presa sui navigli in occasione di un aperitivo rivelatosi fuori contesto rispetto alle realtà pandemica del virus. Tuttavia il leader del Pd non può continuare a scambiare la tradizione di responsabilità che “viene da lontano” nella vocazione al sacrificio se non addirittura al suicidio. Perdere ulteriormente se non completamente la fiducia degli italiani per i troppi show comunicativi di un leader improbabile, o per via di ex giovani politicanti malati di narcisismo distruttivo, o di altri pseudo leader inconsapevoli addirittura di loro stessi… o di un leader prepotente  con il vizio del moijto, non pare essere la giusta prospettiva per il Pd ma soprattutto non lo è per il Paese. Se questo governo non cambia, se non svolta… se non ha  un’idea di Paese… allora dai, piantatela lì…

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