Governo: siamo al delirio… nella manovra economica di Lega e Cinque Stelle è tutto falso…

Una settimana di delirio attorno alla cosiddetta “manovra del cambiamento”, dalle balle sui terreni e i figli alle favole su “quota 100”. Ai fantomatici calcoli che assicurerebbero sviluppo e crescita. Tutto falso. Altro che popolo sovrano, ci considerano dei gonzi… questo è populismo per idioti! Abbiamo vissuto un’altra settimana di passione attorno al Def del cambiamento, settimana iniziata con la notizia di un fatto epocale per i destini nazionali: la separazione Isoardi-Salvini. In mancanza d’immigranti da additare al pubblico ludibrio, guarda cosa deve fare un povero ‘capo’ popolo per evitare che i seguaci s’accorgano, una dopo l’altra che le banche stanno aggiustando i tassi attivi (inclusi quelli sui mutui) mentre dichiara che dello spread si fa un bel baffo sovranista… Nel frattempo viene reso noto che a chi dovesse riprodursi per la terza volta verranno concessi ampi terreni demaniali su cui tracciar solchi con l’aratro; la produttività dell’economia italiana ne risulterà, senza alcun dubbio, grandemente beneficiata. Eppure di giornalisti bravi (altro che pennivendoli e puttane) non mancano che da almeno vent’anni continuano a spiegare che forse il problema italiano si chiama produttività, la quale nulla ha a che fare con l’Euro perché l’appiattimento della nostra dinamica produttiva risale a prima ancora che dell’Euro s’iniziasse a discutere, ricordandoci cosa succede da tre decenni a questa parte ai salari reali dei lavoratori italiani. “Senza se e senza ma” ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la “domanda interna stagnante” viene da quella stagnazione di salari e stipendi e che, se la domanda interna si vuol ravvivare, è meglio scordarsi i magici moltiplicatori dei consumi e dedicarsi a tagliare per davvero le tasse sul lavoro produttivo facendone crescere la produttività con riforme strutturali. Anziché raccontare in Tv (con accompagno d’ebeti sorrisi) che le fertili terre solcate dall’aratro del terzo figlio porranno fine a questo pluridecennale declino. E come far finta di nulla se quota 100 è la versione peggiorata dell’idea Renzi-Nannicini di far prestare dalle banche le pensioni anticipate di chi volesse smettere di lavorare prima dei termini previsti. Mentre l’Istat ci fa sapere che nemmeno alle micro imprese il Def del cambiamento ha fatto il regalino fiscale promesso… Nel frattempo esce l’aggiornamento del PMI (Purchasing Managers Index) per capirci l’indice responsabile acquisi, che annuncia riduzioni sostanziali un po’ ovunque in Europa. Basta guardare al Pil della Germania in frenata: in calo del – 0,2% nel terzo trimestre. Per la prima volta dal 2015.  Se va così per la Merkel figuriamoci per l’Italia, che addirittura nel 2019 tutti prevedono si posizioni in un terreno di nuova recessione, prevedendo un crollo di ben dieci punti rispetto al 2018. Alla faccia della manovra per la crescita! Ma il governa continua a dire che non c’è nulla di cui preoccuparsi: tutto si riaggiusterà entro pochi mesi grazie all’esplosione della domanda interna che il mega condono fiscale ed il pensionamento anticipato di quasi un altro mezzo milione di lavoratori produrranno. Questo sarebbe garantito dai magici calcoli moltiplicativi che un tal Biagetti (consigliere del Ministro Savona) pubblica sul medesimo blog di fanta-economia su cui venne pubblicato a suo tempo lo scherzo accademico noto come Piano B). Fanno quindi bene tutti i Ministri economici del governo italiano e l’attento Primo Ministro soprattutto, ad ignorare sia questa che altre notizie negative che arrivano da un po’ ovunque. Le prospettive di crescita dell’economia italiana per gli anni a venire stanno migliorando grazie alle rosee aspettative generate dal DEF, mentre il conclamato crollo degli ordini è una mossa tattica per confondere i nemici del cambiamento. Il ministro italiano dell’Economia Tria, intanto abbandona per l’ennesima volta un incontro europeo adducendo a motivazione una non ben specificata “defaillance tecnica”, non si comprende se italiana o della Commissione. Continua il dibattito italiano sui “moltiplicatori”, vera chiave di volta della rinascita nazionale. Dozzine di esperti, tutti con rigorosamente zero pubblicazioni scientifiche sul tema, si alternano a turno nella miriade di talk show televisivi per spiegare che nessuno al mondo – eccezion fatta per Paolo Savona, Giovanni Tria ed i loro magici consiglieri economici – capisce alcunché dell’arcano argomento ma che presto giustizia verrà fatta. Nessuno sembra rendersi conto che le previsione della Commissione rese pubbliche da Moscovici sono, in realtà, già ultra-ottimistiche sia perché non tengono realmente conto dei dati negativi del terzo trimestre sia perché, da sempre, il “modello” usato dalla Commissione tende ad esagerare intenzionalmente i benefici effetti delle politiche fiscali dei singoli paesi. Nel frattempo la Consob – un’agenzia indipendente di nessun valore visto che dovrebbe garantire il corretto funzionamento del mercato azionario nazionale – rimane per un’altra settimana senza presidente. Giungono notizie comunque rassicuranti: uno dei suoi dipendenti, un signore che da mesi si dedica a diffondere analisi confuse e spesso erronee sugli effetti che la politica monetaria ha sui differenziali dei tassi d’interesse del debito pubblico, sembra essere il grande favorito alla carica. La grande elettrice del dottor Marcello Minenna a tale carica tecnica e super-partes è la parlamentare penta-stellata Carla Ruocco, la quale è assai legata all’ex assessore del Comune di Roma Marcello Minenna (nota la loro faida anti Raggi alleati con Paola Taverna e Roberta Lombardi); ma che ufficialmente invece non avrebbe ovviamente nulla a che fare. Altro esempio di come il cambiamento avanza a passi da gigante. Ma c’è dell’altro nelle cronache politiche della settimana. Dall’Ufficio Parlamentare del Bilancio esce, fra i mille dettagli del Def che meriterebbero d’essere commentati, anche la tabella 3.8 la quale mostra che se si sceglie d’andare in pensione nel 2019 con cinque anni di anticipo rispetto all’età prevista dalla legislazione attuale si rinuncia per sempre a un terzo dell’importo pensionistico. Detto altrimenti: Quota 100 che come già accennato è la versione peggiorata dell’idea Renzi-Nannicini di far prestare dalle banche le pensioni anticipate di chi volesse smettere di lavorare prima dei termini previsti. Nonostante questa pesante tassazione del pre-pensionato, il medesimo UPB fa anche sapere che, comunque, quota 100 costerebbe quasi il doppio di quanto previsto dal DEF: 13 anziché 7 miliardi. Credo si dica “becco e bastonato”, ma guai a spiegarglielo agli aspiranti pensionandi sessantenni fra i quali la Lega, da anni, alimenta un odio viscerale per Elsa Fornero… La cosa fatta presente al Ministro dell’Interno Matteo Salvini viene così commentata: “noi non obblighiamo nessuno ad andare in pensione anticipatamente, chi lo desidera lo potrà fare altrimenti potrà continuare a lavorare. Ma come non dovevano andare in pensione almeno 500.000 lavoratori anziani liberando altrettanti posti di lavoro per i giovani? Per chiudere la settimana l’Istat ci fa sapere che nemmeno alle microimprese, quelle con meno di 10 dipendenti per le quali i signori Salvini e Di Maio hanno una parola di riguardo un giorno sì e quell’altro ancora perché è chiaro a tutti che da queste verrà il riscatto economico nazionale a mezzo moltiplicatori del sussidio, il Def del cambiamento ha fatto il regalino fiscale promesso. Infatti, sembra che la mini-IRES non compensi per gli stop ad ACE e maxi-ammortamento e che il saldo fiscale netto per le imprese sia, nel complesso, negativo. E per le micro imprese anche un pelino peggio del resto. A ben pensarci il conto torna: a che altro deve servire il condono all’evasione fiscale ed il permesso implicito per continuare a farlo se non per dire ai furbi “non preoccuparti, le imposte crescono solo per chi è produttivo e le deve pagare, non per te”? Chi ha letto sino a questo punto si chiederà dove sia il punto. Il punto, cari miei, sta nel fatto che non c’è come dimostra in ultimo anche la “bufala” delle Privatizzazioni. L’ennesimo bluff nei confronti della commissione europea di portare a casa nel 2019 ben 18 miliardi con le privatizzazioni…  tutti I tentativi recenti sono andati tutti male. Forse neppure Tria  spinto da Salvini Di Maio e Conte,  crede a quello che ha scritto. A questo punto il populismo del governo giallo verde è buono solo per un popolo dei minus habens…  Ma il popolo sovrano  minus habens non è, o perlomeno tale non si ritiene. E allora come mai ancora non è in piazza a chiedere a costoro di andare a casa o meglio di scappare dal paese? Già questo rischia di essere un  interrogativo che rimane insoluto…

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