I buoni motivi per imparare a gestire la rabbia…

(prima parte)

…è già capitato che in qualche altro post abbia fatto cenno alla rabbia. Mi pare più che opportuno parlarne ancora e in maniera più approfondita e precisa… visto che è una emozione che è sempre più presente nella vita quotidiana di molte persone.

Quanti degli eventi che succedono e di cui leggiamo quotidianamente sulla carta stampata o online da qualche Blog o addirittura vediamo nelle immagine dei Media, hanno a che fare con la rabbia? Molti e sempre più numerosi… “colorando” spesso a tinte fosche la “cronaca” quotidiana dell’esistenza umana.

Tra le emozioni, la rabbia è una delle più intense e travolgenti, quella che accende e colora di toni intensi la nostra vita. Cercare di controllarla è sbagliato, basta imparare a dominarla e a convogliarla nel canale giusto per farne un’arma a nostra disposizione. Ecco alcuni buoni motivi per imparare a farlo. Un’ampia letteratura scientifica sottolinea quanto sia importante, per il proprio benessere fisico e psicologico, regolare le emozioni. Non controllarle, ma saperle gestire. È dimostrato che reprimere cosa si sente, così come esserne sopraffatti, è fisiologicamente molto “costoso” per l’organismo e comporta effetti negativi che possono sfociare in disturbi di vario tipo. Invece, entrare in contatto con ciò che proviamo, decodificarlo, esprimerlo e sperimentarlo, sapendo di poterlo influenzare, è la chiave del nostro benessere. La rabbia è una delle più intense. Non è negativa di per sé, ha funzioni adattive importanti, rende energici, difende, allerta e dà la carica per affrontare le situazioni. Ma non saperla dosare ed elaborare, intossica e danneggia seriamente salute e relazioni. Un incremento sia in senso repressivo che aggressivo della regolazione della rabbia è correlata a stati patologici diversi. In sostanza, mandarla giù fa male, come fa male anche urlarla. Il mito dello sfogo, di fare a pezzi quello che capita, di urlare e aggredire per scaricarsi – di cui la tecnica della camera della rabbia è l’applicazione pratica – è una modalità che non solo non aiuta a liberarsene ma, anzi, la alimenta. I vantaggi di una gestione efficace della nostra rabbia sono diversi vediamoli: – esiste un legame tra regolazione delle emozioni in generale e in particolare, come rabbia e ostilità, e salute fisica degli individui, un legame evidente nell’ambito del benessere cardiovascolare; – quando ci arrabbiamo, il nostro corpo produce e rilascia gli ormoni dello stress, adrenalina e cortisolo. Il cuore accelera, il respiro diventa affannoso e la mente si agita. Il rilascio di zucchero provoca la secrezione di sostanze coagulanti nei muscoli e nel sangue. Se la tensione o la scarica sono brevi e sporadiche non vi sono danni, mentre se sono ripetute gli ormoni si trasformano in tossine; – l’effetto depressivo del cortisolo sul sistema immunitario è correlato a numerose malattie e disordini gravi. Il cortisolo logora il cervello, favorisce l’atrofia delle cellule e la perdita di memoria, innalza la pressione sanguigna e il tasso di zuccheri, indurisce le arterie e provoca malattie cardiache; – l’espressione abnorme della rabbia, così come un’eccessiva inibizione, si correla a disturbi asmatici;  – reprimere la rabbia comporta effetti negativi a carico del sistema nervoso centrale, cardiovascolare, endocrino e immunitario. Depressione, ulcera e mal di testa sono i disturbi più comuni per i troppo accomodanti; – chi ha un caratteraccio, è irascibile e aggressivo rischia molto di più aritmie e attacchi di cuore rispetto a chi reagisce senza infiammarsi alle situazioni di stress e di conflitto; – quando ci facciamo trascinare dall’ira, ci mettiamo più tempo a guarire, anche se si tratta solo di una ferita superficiale; – la classifica dei pericoli per il cuore (come infarti, aritmie, rottura di placche) vede al primo posto le emozioni negative. Più un evento o emozione sono intensi e inattesi (come può essere un’arrabbiatura pesante), più è probabile che il sistema cardiovascolare vada in tilt; – esistono legami evidenti tra dolore cronico, rabbia e depressione; – la rabbia svolge un ruolo di primaria importanza nella vulnerabilità e nel decorso delle emicranie così come rancore, sospetto e diffidenza nelle cefalee tensive. Se da un lato la rabbia è l’emozione più soggetta a disapprovazione sociale, e quindi è diffuso negarla o inibirla, è anche vero che spesso “dà spettacolo”, quindi molti programmi di informazione e di intrattenimento sono costruiti in modo tale da suscitarla. Perché è un’emozione persuasiva attorno alla quale sono nate idee distorte: come il fatto che sia incontrollabile, che si debba sfogare, che sia un diritto, che bisogna tirar fuori i denti per farsi rispettare, che la vendetta è da eroi. In realtà la rabbia è un’emozione seduttiva, pericolosa e devastante con la quale è bene confrontarsi e intervenire. Se è normale sperimentarla, è necessario anche evitare di sfogarla, alimentarla o nasconderla. Deve essere sgonfiata, riorganizzata e trasformata in senso costruttivo. Non significa farsi passare sopra, far finta di niente, passare da scemi. Ma attribuire un diverso significato, reinquadrare la situazione in termini nuovi, stare in contatto con ciò che si prova, acquisire autoconsapevolezza, utilizzare l’empatia. Promuovere comportamenti interpersonali adattivi, competenze sociali non antagonistiche, diventare manager di questa emozione. Per imparare a muoversi con intelligenza emotiva…

Segue…

 “E’ sempre tempo di Coaching!”

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