Istat: rischio povertà ai massimi storici…

I dati Istat di qualche giorno fa… tracciano un quadro sempre più preoccupante rispetto all’accrescersi del rischio povertà delle famiglie italiane… Infatti, le famiglie con figli vedono aumentare le loro difficoltà. Gli espatriati crescono a doppia cifra. Quasi un italiano su cinque, ovvero il 19,9% dei residenti nel nostro Paese è a rischio povertà! Il dato, pubblicato dall’Istat… è riferito all’anno 2015 ed è il più alto da quando sono iniziate le serie storiche sulla rilevazione (2004).  Il 28,7% dei residenti sono “a rischio di povertà o esclusione sociale” e nel campione spiccano le famiglie numerose, specialmente quelle composte “da coppia con tre figli”. A rischio povertà (cioè quanti ricadono nel 19,9%) sono coloro “che nel 2014 avevano un reddito familiare equivalente inferiore al 60% del reddito mediano”, a partire da 9.508 euro annui per un nucleo con una sola persona adulta.  Fra le persone a rischio di povertà o esclusione sociale si rilevano segnali di peggioramento tra chi vive in famiglie con almeno cinque componenti (la stima passa dal 40,2% al 43,7%) e, in particolare, tra chi vive in coppia con almeno tre figli (da 39,4% a 48,3%, pari a circa 2.200.000 individui). La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, nel 2015, è pari al 28,7% (17.469.000 individui). Tale peggioramento, sottolinea l’Istat, è associato ad un incremento sia del rischio di povertà (+7,1 punti percentuali) sia della grave deprivazione materiale (+3 punti percentuali). In questa impietosa fotografia sociale del nostro Paese spicca anche il dato sulle disuguaglianze misurate dall’indice Gini. Si allarga cioè la forbice dei redditi tra ricchi e poveri. L’indice Gini in Italia risulta pari a 0,324, con riferimento al 2014. Un valore che si colloca “sopra la media europea di 0,310, ma stabile rispetto all’anno precedente”. Nella graduatoria dei Paesi dell’Ue l’Italia occupa la sedicesima posizione assieme al Regno Unito. “Distribuzioni del reddito più diseguali rispetto all’Italia si rilevano in altri Paesi dell’area mediterranea quali Cipro (0,336), Portogallo (0,340), Grecia (0,342) e Spagna (0,346)”, scrive l’istituto di statistica. Continua intanto a crescere il numero degli italiani che lasciano il Paese. Le cancellazioni dall’anagrafe per l’estero sono aumentate nel 2015 del 15%, rispetto all’anno precedente passando da 89mila a 102mila unità. Si è ridotta invece del 6% l’uscita di cittadini stranieri dall’Italia, 47mila a 45mila.

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