Life: Emozioni e Ragione un confronto necessario…

Ciao a tutti,
quando dobbiamo prendere una decisione utilizziamo soprattutto le nostre emozioni come strumento per capire se quello che vorremmo fare possa essere la strada giusta. Le emozioni funzionano come guida? Sì e no. Di solito pensiamo questo: “se provo un’emozione negativa, vuol dire che c’è qualcosa che non va, ma forse non è la scelta giusta, devo fermarmi o lasciare perdere”. Contrariamente, se proviamo un’emozione positiva: “ho una sensazione positiva questo è il segnale che questa scelta è la migliore”. Pensiamo che stiamo seguendo la strada giusta e quindi che non stiamo sbagliando. Il punto è che le nostre emozioni non hanno necessariamente ragione. O meglio, non è detto che siano la risposta giusta a quello che accade e a cosa viviamo. Le nostre emozioni non ci dicono se quello che stiamo facendo è giusto, ma solo che noi lo pensiamo. Se noi pensiamo che una cosa sia giusta, tendiamo ad avere sensazioni positive. Ma non significa che quello che stiamo facendo sia davvero la cosa migliore. Quello che ci sfugge quasi sempre, purtroppo, è che l’emozione non dipende da cosa ci accade, ma da quello che pensiamo, dal nostro giudizio su quello che viviamo, dal significato che vi diamo. Personalmente, sono tante le volte che sono stato entusiasta di un nuovo progetto, di una nuova idea e le mie emozioni mi davano ragione, sentivo: entusiasmo, voglia di fare, tanta energia, insomma ero convinto che fosse la cosa giusta. Poi a distanza di poco tempo non funzionava e mi rendevo conto che quella “sensazione positiva” era frutto della mia convinzione, delle mie aspettative e speranze, non il segno che stessi facendo la cosa giusta. Anche l’emozione negativa non ci dice che stiamo sbagliando, ma solo che lo pensiamo. Magari inconsciamente. Che quel che sta accadendo o stiamo decidendo, va in conflitto con qualcosa dentro di noi. Come l’emozione positiva invece fa l’opposto: ci dice che quel che stiamo facendo ci piace, ci crediamo, è in armonia con le nostre convinzioni profonde, con le nostre regole e che quindi lo consideriamo qualcosa di buono.  L’emozione ci potrà guidare veramente verso la scelta giusta? Sì, però  solo ad alcune condizioni quali: “Sono veramente disposto a fare ciò che è giusto e non ciò che mi piace? Non ho preconcetti o pregiudizi, quindi sono aperto a qualsiasi possibilità? So che l’emozione dipende da me e non da quello che accade, quindi la osservo con attenzione. Lascio “decantare” l’emozione e mi do tempo per rifletterci a mente serena e calma. La mia felicità non dipende dalla decisione che devo prendere. So identificare le paure che posso avere e le vinco tutte”. In altre parole, dobbiamo cercare di arrivare all’indipendenza emotiva, imparare a vivere serenamente (felicemente) a prescindere da quello che ci accade, raggiungendo un equilibrio dal quale ogni emozione diventi davvero un segnale utile per decidere. Tanto per cominciare (si tratta innanzi tutto di un bel percorso personale!) non fatevi più ingannare dalle emozioni da ora in poi. Quando le provate non date per scontato che siano la prova che avete ragione o state sbagliando. Usatele come indizi, non come prove. Osservatele e cercate di capire se quello che provate non sia più il frutto dei vostri gusti e desideri che non della realtà, ascoltatele, osservatele, non prendete la loro indicazione come necessariamente giusta ma cercate di capire. Non abbiate fretta di scegliere. E non fate l’errore opposto di non ascoltarle più. La prima cosa da fare è capire che l’emozione potrebbe ingannarvi. Ma anche no! Se cercate di capire per quale motivo provate quel che provate, farete enormi passi avanti nel fare le scelte migliori. In sostanza non c’è una regola che dice che l’emozione positive significa che facciamo bene. Dipende, dovete sempre capire, valutare, osservare emozione per emozione, situazione per situazione. Questo è sicuramente più faticoso e impegnativo. Ma è anche il modo migliore di vivere avendo consapevolezza di se. Chi vi ha detto che sarebbe stato facile?
Buona giornata.

E’ sempre tempo di Coaching!

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