Life: via i rimpianti, libera il cervello dai pesi del passato…

I rimpianti intasano il cervello e bloccano l’azione. Vediamo come è possibile eliminarli in cinque atti… I rimpianti bloccano l’azione del cervello e ci fanno deprimere. «Se non avessi fatto…»; «Se non avessi detto…». È così che vivono molti di noi: legando sempre il presente al passato e rimuginando di continuo su cause, colpe, rimpianti e rimorsi per eventi che, di fatto, non esistono più se non nella nostra testa. Non riuscendo a smaltire il passato, il cervello è così pieno di pensieri inutili che il presente non viene mai vissuto appieno, non c’è trasformazione, sorpresa, rigenerazione, ma malinconia e depressione. E in un batter d’occhio il presente è già identico a questo passato carico di frustrazione. Come si può uscire da tutto ciò? Quando i riferimenti al passato e i rimpianti sono così frequenti e disturbanti, la soluzione non può basarsi sulla razionalità. Ci vuole un approccio che agisca direttamente sul corpo e sugli strati profondi della psiche. Provate alcuni veri e propri “atti terapeutici” da eseguire in sequenza, aiutano il cervello ad aprirsi a spazi di rinnovamento. Basta lamentarsi. È il primo “atto”, senza il quale non è possibile alcun cambiamento. Il lamento continuo infatti diluisce sugli altri il proprio disagio e lo rende sopportabile, così da non farci prendere mai davvero in mano la situazione e sbloccarla. Lamentarsi diventa un modo di vivere, in cui il passato viene di continuo ricreato e riportato in vita, fino a sostituirsi al presente. In questo modo il cervello va in cortocircuito. Secondo, non criticate continuamente. Questo è uno dei primi insegnamenti che si apprendono in psicoterapia, da aggiungere tre giorni dopo aver iniziato a non lamentarsi. Smettere di criticare gli altri e se stessi aiuta a smantellare schemi di giudizio nati nel passato che impediscono di cogliere il presente nella sua pienezza e nella sua varietà. Ci si libera così dai vecchi schemi mentali e s’interrompe il flusso monotono di pensieri sempre uguali, sintomi di un cervello che funziona male. Tre, digiunate. È una pratica presente in tutte le tradizioni, da eseguire a tre giorni dall’inizio dell’astensione dalla critica. Depurare il corpo significa depurare il cervello. Fatelo per un solo giorno, compatibilmente con il vostro stato di salute, che deve essere buono. Evitate i fuori pasto e concedetevi un unico pasto serale leggero, durante il giorno bevete molta acqua. Queste azioni portano il cervello a eliminare le scorie dell’esistenza, cioè i pensieri del passato, aprendo nella mente uno spazio vuoto. Mezz’ora per voi. È il quarto atto. Una tecnica tanto banale quanto difficile per noi occidentali, abituati all’attivismo della mente e del corpo. Dal giorno seguente la depurazione, ogni giorno per tre giorni, prendetevi mezz’ora tutta per voi nella quale non dovete fare assolutamente niente, neanche dormire. Potete incantarvi, osservare i vostri pensieri, non importa: state lì e basta. Questa pratica amplia il vuoto mentale, preparando lo spazio per far entrare finalmente il presente. Ed ora l’ultimo atto: agite. Ma fatelo a partire da proposte che arrivano dalla realtà (inviti, viaggi, progetti, giochi, incontri), non dal vostro vecchio modo di “gestire” la realtà, con le solite aspettative. Accettate ciò che vi viene proposto, anche se è insolito, lasciandovi andare e mettendo da parte i residui di antichi schemi, paure o progetti mentali. Fate e basta. Se riuscite a concedervi al presente con più libertà e scioltezza rispetto a prima (anche di poco), vuol dire che avete fatto un buon lavoro. L’azione decisa nutre il cervello di nuovi eventi e induce rinnovamento e trasformazione. E così la vita torna a fluire…

E’ sempre tempo di Coaching!

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