PD: Congresso di riscatto o conta feroce?

Chiusa la nona Leopolda, l’interrogativo rimane interamente: si terrà il Congresso del PD e quando questo avverrà? No, non è affatto certo… Renzi continua a non volerne parlare “non è una priorità!” Accantoniamo il risultato della Leopolda. La notevole partecipazione di pubblico e le ricche proposte uscite dai vari tavoli. Sarebbe interessante, invece, capire l’uso che ne verrà fatto di questo appuntamento fiorentino, all’interno del Pd. Le proposte di Renzi (e Padoan) di dimezzare lo spread e tagliare le tasse saranno l’ossatura del programma del prossimo Pd? O come detto da Padoan sono indicazioni complementari con il programma presentato dal segretario del partito Martina solo una settimana renzi-padoan-1-4084584389-1540357535205.jpgprima.  La coppia inedita, Renzi & Padoan, sul palco, ha sempre usato il noi, inteso come loro due, senza nessun specifico accenno al partito democratico… L’ex sindaco di Firenze, ex Premier e ora anche ex Segretario ha pubblicizzato la Leopolda sulla sua e-news specificando a tono che nulla aveva da spartire con il congresso del Pd, con le primarie, con le lotte di corrente, a marcare le distanze nette, quasi voler dire che all’occorrenza dalla Leopolda poteva nascere ben altro. La Boschi, seconda gamba della Leopolda, ha affermato al termine della seconda giornata di lavori, che la Leopolda “non è una espressione del Pd in quanto tale”. Pigiare sul tasto dei comitati civici è un primo passo, per dire che ci vuole altro rispetto al Pd? E’ il caso di chiedersi, che cosa sia quest’altro? Un eventuale partito di Renzi che è dato dai sondaggisti dall’8 al 15%? La Leopolda è images (1)quindi stata “la prova del nove” per la nascita di un partito di Renzi che si mangerà il Pd? È vero che la Leopolda è sempre stato un laboratorio a sé, con un solo deus ex machina: Matteo Renzi. La Leopolda è stata sempre funzionale ai propositi e agli obiettivi di Renzi (e del suo gruppo) e viceversa. Che di volta in volta ricopriva incarichi politici e istituzionali. Prima la scalata al Pd. Poi a Palazzo Chigi (di fatto in quel tempo il programma della Leopolda era stato assunto e fatto proprio dal partito democratico). Segretario poi Premier, dimissioni, poi per la seconda volta segretario, dimissioni e poi semplice senatore di Scandicci e Firenze fino a tutt’oggi. Dove non si capisce ancora fino in fondo, quello che vuole fare Renzi. In un ‘bagnomaria’ senza fine, in attesa di qualcosa che somiglia soltanto al ritorno in sella. D’altronde la strategia renziana è rimasta quella dalle ultime elezioni in poi: gli italiani hanno votato quelli sbagliati, i gialloverdi al governo faranno un flop gigantesco, il Paese sarà in pericolo default e saremo richiamati per salvare l’Italia… downloadIl Partito democratico a sette mesi dalla più pesante sconfitta elettorale degli ultimi anni si avvia quindi salvo imprevedibili cambi di scena, ad affrontare comunque il congresso più difficile della sua pur giovane storia. Difficile per il contesto politico ed economico nazionale ed internazionale, in un`Europa che vede in atto un conflitto sistemico nel quale si scontrano due impianti culturali e due visioni alternative della democrazia. Siamo nel pieno di un cambiamento epocale perché quella che sta avanzando su scala mondiale non è una destra liberale: è una destra nazionalista e aggressiva che mette in discussione alcuni dei pilastri della democrazia minando alle fondamenta la stessa Unione Europea… E i comitati civici di Renzi che fanno? Dividono ulteriormente il partito. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dice chiaramente che i download (1)comitati civici lanciati alla Leopolda, rappresentano: “Un primo passo per l’uscita di Renzi & dei suoi dal PD”. L’iniziativa dell’ex segretario preoccupa quindi l’altra parte dei dem. Intanto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti candidatosi alle primarie per la scelta del nuovo segretario insiste sulla discontinuità nei programmi rispetto al passato superando di fatto il renzismo. Dice: “O cambia o non ha senso”. La data delle primarie manca ancora di preciso anche se Martina ribadisce che si terranno entro le due prime settimane di febbraio 2019… ma la battaglia per il Congresso al momento mantiene una grossa incognita: cosa farà Matteo Renzi? L’ex premier sembra puntare tutto come si è detto sui suoi comitati civici. download (2)L’ex sottosegretario Sandro Gozi, che sogna un raggruppamento per le Europee che vada oltre il Pd, già si sbilancia: “I comitati civici lanciati da Matteo Renzi possono essere un punto di partenza per una nuova formazione di liste civiche europeiste in vista delle elezioni europee. “Lo vado ripetendo dal cinque marzo: il principale discrimine europeo non sarà destra/sinistra ma solidarietà europea contro nazionalismo, apertura contro chiusura, e anche lui dice: “il Congresso PD non è la priorità”. Mentre sul congresso del PD, dice Delrio: “Al partito serve una svolta dove  al centro stanno le persone e salviamo l’unità”. Due voci diverse per due obiettivi diversi… così almeno appare e entrambe dal fronte renziano. Che significa? Intenzioni o paure di ulteriori e definitive divisioni?! Per la verità non è solo Giuseppe Sala, ma sono ormai in tanti nel partito, che sospettano che Renzi voglia sondare anche questa strada per essere pronto a uscire dal Partito democratico. Matteo non ha ancora tirato fuori tutte le sue carte e oltre a far candidare ++ Pd: Minniti, candidarmi? Al momento no ++Marco Minniti come possibile segretario (l’ex  Ministro dell’Interno che era presente alla Leopolda, non ha ancora sciolto la riserva se accettare o meno di contendere l’incarico a Zingaretti) tra queste c’è anche l’idea di uscire dal PD. Sul fronte opposto rispetto a Renzi è in marcia Pd: Zingaretti, rivoluzione è riscoprire ebbrezza del "noi"Nicola Zingaretti, il primo ad essere sceso in campo nella battaglia per la segreteria dem, con i suoi comitati Piazza Grande: “Ad oggi oltre 260 comitati PD sono aperti alla società per cambiare questo Paese”, scrive su Twitter. Dopo Roma e Trieste la scorsa settimana, oggi continua in tutta Italia la costruzione dei comitati #piazzagrande. Oggi Perugia e Terni, mercoledi a Bologna poi in Sicilia. Il governatore del Lazio combatte la battaglia della discontinuità: il Pd cambi tutto o non ha senso, è il suo messaggio. “Ho pubblicato un articolo, ‘L’economia giusta’, ho ricevuto migliaia di messaggi e condivisioni. O il PD cambia ricollocandosi con coerenza in una posizione nuova e promuovendo un altro modello economico e sociale fondato su un’economia giusta e inclusiva, puntando sulla crescita e l’equità, scommettendo sulla potenza della sostenibilità, o perde il senso stesso della sua esistenza. “Dobbiamo cambiare, tutto quanto il partito” dice Zingaretti. Questa impostazione sarà in grado di aggregare tutte le correnti oggi presenti nel PD e portarle al nicola-zingaretti-piazza-grande.pngsuperamento del renzismo? Il Partito democratico come arriva a questa sfida? È questa la domanda a cui è più urgente dare risposta e il congresso dovrebbe essere l`occasione per mettere in campo piattaforme programmatiche in grado di offrire una visione del Paese e dell`Europa con un punto di vista o meglio, dal punto di vista di una sinistra radicalmente alternativa a questa destra. Dovrebbe essere l`occasione per riaprire luoghi di discussione e di inclusione nel dibattito politico allargando il campo – a quella larga parte di società civile, intelligenze, movimenti e associazionismo – che ha smesso di guardare al PD come interlocutore in grado di fare sintesi tra le istanze di chi vive in condizioni di maggiore sofferenza nella sua quotidianità e che continuano a non trovare rappresentanza. I mesi che ancora separano il PD dalle primarie con le quali si eleggerà il prossimo segretario, possono seguire due diverse direzioni: la solita guerra feroce tra eserciti, una conta tra chi sta con chi, con il rischio che chiunque vinca si ritrovi a guidare un partito senza più militanti, passione, politica, popolo; o un processo di radicale e profondo cambiamento di paradigma. Spetta al gruppo dirigente, chiedersi quale strada vogliano tracciare. Da questa scelta dipenderà anche la capacità di mobilitare quella parte del Paese che non si riconosce in questa maggioranza di governo ma che non si fida più dell’attuale PD che è ancora grandemente caratterizzato dalla renzi-leopolda-1350-675x289-915455256-1540359625705.jpgpresenza di Renzi. O il PD saprà attrezzarsi ed essere in grado di tornare protagonista di una nuova stagione politica, quando la luna di miele tra questo governo e il Paese finirà di fronte alla disillusione delle promesse elettorali, di fronte alla vera portata di questa manovra economica che produrrà un deficit ma non porterà la “fine della povertà” incautamente annunciata dal vice premier Luigi Di Maio. Questo è il tema che il Paese ha di fronte a se: dando forma e sostanza ad un progetto alternativo credibile… C’è chi prova a dare un contributo al dibattito, anteponendo i programmi e i contenuti ai nomi, provando a ribaltare lo schema rimettendo al centro la politica prima ancora di alleanze strategiche congressuali… il congresso del Pd che o sarà di vera svolta rispetto a tutto ciò che sta alle spalle o servirà soltanto a regolare conti interni di cui né il Paese né i democratici hanno bisogno. Tre le parole che dovrebbero guidare la discussione congressuale: Europa, Sinistra, Riscatto. E nel bagaglio dovrebbe starci anche Passione…

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