Pensieri positivi: ti cambiano la vita…

…continuiamo insieme a ragionar di pensieri negativi e di pensieri positivi.

Ci sono persone che sono totalmente allergiche ai pensieri positivi – li detestano proprio – e che soprattutto si imbufaliscono quando si suggerisce loro di pensare positivo, almeno qualche volta.

Se si cerca di indirizzarle a coltivare una visione positiva… come si suole dire a “vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto”. Guai a dire a queste persone che è utile essere più positive e concentrarsi su quello che c’è e non sempre su quello che non c’è, su quello che hanno e non sempre su quello che non hanno.

“L’ottimista è una persona che ordina una dozzina di ostriche

nella speranza di poterle pagare

con la perla che troverà in una di loro”

(T.Fontane)

Ci sono persone che fanno del lamentarsi o, peggio ancora, del “piangersi addosso”, un vero e proprio stile di vita, un sistema filosofico, una religione. E, poi, stupite e sorprese, si lamentano a gran voce anche del fatto che non hanno un partner e che, sul loro percorso, trovano solo rospi. E non si riferiscono solo alla loro vita sentimentale, si intenda. Non avere pensieri positivi rovina la vita, in tutti i suoi aspetti. Non c’è niente di meno attraente e di più respingente di chi si lamenta di continuo. Lamentarsi avvelena alla fine il lamentatore (o la lamentatrice) e avvelena di conseguenza tutti quelli intorno a lui/lei. E’ per questo che coltivare pensieri positivi e osservare la vita dal lato migliore è indispensabile e necessario. E può cambiarti per il meglio la vita. I pensieri negativi avvelenano perché sono contagiosi: se stiamo con una persona negativa, diventiamo a nostra volta una persona negativa anche noi. Non solo, stare con persone che hanno pensieri “depressivi” durante un momento di difficoltà della propria vita potrebbe addirittura portare alla noi stessi alla depressione. I pensieri negativi sono veleni. I pensieri positivi sono medicine. E questo ci conduce ad alcune considerazioni importanti. Nessuna persona sana vuole stare con qualcuno che si lamenta sempre e ha pensieri depressivi, perché “sente” che questo lo/la porterà a star male. Quindi volete avere attorno e relazionarvi con persone sane? Combattete i vostri pensieri negativi e coltivate i pensieri positivi. Se no il rischio è che vi troverete ad avere attorno e relazionarvi con persone alle quali piace la negatività, perché sono negative anche loro, perché sono complessate e problematizzate o perché ne vogliono trarre profitto. Per prima cosa quindi, smettetela di lamentarvi, perché state solo scendendo attraverso una spirale che vi farà sentire sempre peggio e creerà attorno a voi solo situazioni negative. Hanno ragione coloro che sostengono che la positività attira positività e la negatività attira negatività.

“Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono”

(Romano Battaglia)

Smettere di lamentarsi ed essere positivi significa mettersi attorno un’aura che attira attorno a te amici e persone che rispecchieranno con te il tuo buon umore e non ti permetteranno di essere sopraffatto dalla negatività e dai problemi, ma ti permetteranno di ricacciarli indietro facendoti ancora più forte. I pensieri positivi, ti salveranno. La lamentela è l’antitesi del volersi bene e del voler bene, si potrebbe dire che è l’antitesi dell’amore per la vita. Ecco, occorrerebbe che il senso della condivisione con altri… con chi sta attraversando le nostre stesse sfide nella vita – la mancanza di lavoro, una separazione, un rifiuto, le difficoltà della società moderna e di una normale esistenza – è quello di comunicare sì le nostre difficoltà che stiamo affrontando, ma facendo risaltare un atteggiamento o meglio il “pensiero positivo” che evidenzia la possibilità e la volontà (che è ben diversa dalla lamentela e basta) che si potranno risolvere per il meglio e allo stesso tempo serve a condividere e comunicare al mondo la nostra decisione di voler cambiare la nostra a vita in meglio, raccontare qual è la propria personale soluzione ai problemi che si sperimentano e rafforzare, nel confronto, la propria fiducia e la propria capacità di uscire dalla “melma” delle difficoltà. Smettiamo di incontrare e frequentare solo e sempre stronzi e ambienti negativi lamentosi, distruttivi che avvelenano anche noi e, mai vere e brave persone, che ci aiutino a sollevarci dai nostri guai. Oltre a questo c’è di più: come abbiamo detto, coltivare pensieri positivi è importante perché con una visione più serena e solare della vita evitiamo di deprimere noi stessi e gli altri. Il che ci permette di diventare realmente più attrattivi ed evitare di essere quel tipo di persone dalle quali gli altri girano al largo. Il pensare positivo serve anche a rafforzare la nostra emotività, a farci stare meglio fisicamente e soprattutto a “costruire pezzo a pezzo” una struttura psicologica che porta al successo, in ogni ambito della vita, incluso quello sentimentale. Ma di questo, magari, parleremo un’altra volta… Ora facciamo ancora qualche considerazione tornando a quelli che si lamentano di continuo. Una pima considerazione: vivere è abbastanza complicato per tutti. Per nessuno la vita è stata o è un letto di rose. Eppure non tutti fanno della lamentela continua il proprio stile di vita. C’è chi, al proposito, ha un atteggiamento mentale diverso. C’è chi accetta quel che accade o per lo meno non se ne lamenta e prende provvedimenti. Forse coltivando i pensieri positivi, forse semplicemente guardando in faccia la realtà per come essa è. E, spesso, mettendo in atto una serie di “contromisure” sia per cambiare le condizioni in cui vive, sia, soprattutto, per cambiare il proprio approccio a quel che gli succede. Non traiamo subito le conclusioni, però, come a dire che tutto dipende sempre dall’atteggiamento mentale di ciascuno. Per la verità la propensione umana al “negativo” e alla “negatività” è del tutto naturale, cioè ci appartiene dal punto di vista biologico, anzi, neurologico. I pensieri positivi ci vengono molto meno naturali di quelli negativi. Siamo più attenti a quello che di brutto ci accade e ci ricordiamo con più facilità gli eventi negativi del passato rispetto a quelli positivi semplicemente perché il nostro cervello è strutturato proprio per questo: per difenderci dai pericoli e dai rischi. Esprimendoci più terra a terra: per i nostri antenati e le nostre antenate che vivevano nella giungla e nella savana o nelle terre ghiacciate (dipende dalle situazioni) era molto più importante ricordarsi e tenere bene a mente quella volta che avevano visto un leone sbranare una gazzella o un mammut che si ingoiava una foca, che non quanto fosse bello il panorama primaverile dei ciliegi in fiore. I pensieri positivi non erano (non sono, non sarebbero) di primaria importanza per la sopravvivenza su questa terra. Grazie a questa “attitudine” i nostri antenati non rischiavano di “dimenticarsi” di scappare alla vista di un leone o di un mammut. E si ricordavano anche di raccontarlo agli amici, di modo che tutti stessero attenti. I nostri antenati, naturalmente, erano meno portati a pensieri positivi e di più a quelli negativi. Esattamente come lo siamo noi. Perché nel nostro cervello le cose non sono cambiate di molto, a livello neurologico. I pensieri positivi sono più difficili, mooolto più difficili, ma non tanto difficili (come scrivono tutti i lamentosi su Facebook). Anzi, già che ci siamo vi do un’altra brutta notizia, che potrebbe riguardarvi da vicino: se è vero che i pensieri negativi hanno la loro radice nel passato, cioè nei ricordi, o in un’educazione impostata più sulla negatività che sulla positività, è anche vero che la loro “potenza” è legata alle aspettative sul futuro… Alcuni ricercatori di alcune Università americane, hanno dimostrato che si attribuisce un valore ancora più negativo a quel tipo di esperienze deludenti del passato che in qualche modo ci si aspetta di rivivere in futuro. Alla faccia dei pensieri positivi e del sentirsi motivati, eh? Avete già capito dove voglio arrivare? Ora vediamo:

“L’ottimista vive nella penisola delle infinite possibilità, il pessimista è incagliato nell’isola della perpetua indecisione”

(W.A. Ward)

Se stiamo soffrendo ancora per qualcosa (ad esempio …per amore, perché lui/lei è sparito/a nel nulla, se abbiamo paura di rivivere quell’esperienza di nuovo in futuro, ecco che tendiamo a ritenerla ancora più negativa di quanto sia stata in realtà… Ecco perché in molti (uomini e donne) hanno paura di amare di nuovo o hanno paura di innamorarsi. E’ una sorta di “incantesimo malefico” della mente che ci fa incontrare il ricordo del passato e l’aspettativa del futuro (nulla di legato alla realtà della vita vera) in un presente emotivo negativo. Eccoci presi dalla negatività, anche se nei fatti non esiste niente di reale e di negativo… è un’ipotesi della nostra pente che riflette il passato in questo presente condizionando anche il nostro futuro. Vedete un po’ che ‘sta storia dei pensieri negativi e positivi’ non è poi tanto campata in aria, dal punto di vista della pratica quotidiana… Il quesito quindi è: da dove arrivano i pensieri negativi e come si eliminano?Ora, vi chiederete: “accipicchia Coach, ma non doveva essere un articolo dedicato ai pensieri positivi e invece ci hai spiegato solo perché pensiamo in modo negativo. Che ce ne facciamo di tutte queste belle spiegazioni …quando stiamo male e abbiamo paura?” Vi dirò: la positività – ovvero avere obiettività verso il ‘pensiero positivo’, con uno sguardo distaccato ed equilibrato sulla realtà – non è un “mestiere” facile per nessuno e chiaramente nemmeno per il sottoscritto, ma guarda un po’. Spesso quindi mi sono interrogato e ancora continuo a interrogarmi e anche a ‘studiare’ su come migliorare la qualità dei miei pensieri e della mia prospettiva sulla vita per vivere con più aderenza alla realtà ed essere più sereno… Capire quindi il per come e il perché la nostra mente ci porta a pensarla in un certo modo è fondamentale per acquisire consapevolezza: di questi tempi la nostra natura, la nostra mente, nell’incontro con le problematiche del mondo contemporaneo e con quelle delle relazioni, sempre più spesso crea alcuni “cortocircuiti” che è importante comprendere… Perché una volta che si sono compresi questi “inganni mentali”, è possibile aggirarli e guidare la nostra mente nella direzione del raggiungimento del nostro equilibrio e della nostra serenità.

“Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose

hanno le spine, oppure gioire perché

i cespugli spinosi hanno le rose”

(A. Lincoln)

Occorre quindi ritornare più volte sul tema dei pensieri positivi e di quanto pensare positivo è importante e praticabile nella realtà di tutti i giorni… Per ora, quello che vi dovete portare a casa da questa lettura è un nuovo grande senso di possibilità: “se voi/tu volete/vuoi cambiare i vostri/tuoi pensieri e assumere i comportamenti che vi/ti rendano una persona davvero felice puoi farlo, ci sono più tools (utensili) mentali e sono alla vostra/tua portata. Quello che vi/ti è utile fare, per ora, è prendere una decisione: fare piazza pulita dei pensieri negativi, a vantaggio dei pensieri positivi…

E’ sempre tempo di Coaching!”

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