Politica: Padri e figli…

L’impressione è che ormai gli italiani abbiano compreso che la Politica quella con la” P” maiuscola è definitivamente morta e sepolta… nonostante alle ultime elezioni i nostri concittadini abbiano tentato di rivoltare il tavolo, votando in massa i 5 stelle e facendo diventare il Movimento di Grillo e Casaleggio, la prima forza politica del nostro sempre meno “Bel Paese”. Un 32% di voti dell’elettorati sottratti innanzi tutto a un Partito Democratico imploso sul tentativo “monarchico” del renzismo di farlo diventare un partito personale tipo Forza Italia dei bei tempi. E oggi ulteriormente diviso, sempre per colpa di Renzi & dei suoi, sospesi in un dilemma così declinabile: “o il Giglio Magico comanda ancora, magari attraverso un Segretario amico (Marco Menniti) o se il partito va a Zingaretti, i renziani se ne vanno. I Comitati Civici, nati come idea dell’ultima Leopolda, per andare oltre il PD, con il volo di una nuova ‘Fenice’ che sorga dalle ceneri di un vecchio renzismo ormai largamente in difficoltà, per rifondarne uno nuovo sul modello (personale) di un Movimento centrista di tipo “macroniano”. Dite che è un “vagheggio”, ma come? Il ritardatissimo Congresso è alle porte, il partito è conteso nella frastaglia leadership dei 7 candidati a Segretario. E il (non) contributo di Renzi e Boschi… ripropone il dibattito Padri e figli e se le colpe dei primi ricadono sui secondi? Francamente credo che agli italiani del padre di Di Maio non gliene frega nulla. E tanto meno di questa politica ormai sempre più senza alcuna dignità ancora meno. Infatti, ci vuol poco per comprendere che non c’è niente di più infame che usare gli affetti per colpire gli avversari politici: vale per Renzi e Boschi, tanto quanto per Di Maio. Piuttosto la politica smetta di combattersi a colpi di accuse e presunzioni di colpevolezza. Perché così si uccide da sola. O l’opposizione a un governo di destra destra, a trazione Salvini con a rimorchio Di Maio & C., si costruisce su un’idea nuova di Paese e su nuovi contenuti politici, nonché anche, su uno stile di governo diversi o tutto si riduce a liti personali, coltivate da gravi patologie caratteriali… In Politica invece si dovrebbe dire chiaramente, che prendersela con Di Maio perché suo padre ha assunto gente e li ha fatti lavorare in nero, dieci anni fa, o che “Luigino” ha un conflitto di interesse essendo socio  paritario con la sorella dell’ex azienda paterna per cui forse anche lui in passato ha lavorato in nero è solo perpetrare l’uso della macchina del fango allo stato purissimo! Si dovrebbe dire  che le prediche garantiste di Renzi e Boschi, seppur motivate da un legittimo dolore personale, sono in realtà un modo ‘paraculo’ per consumare una vendetta postuma e freddissima! Così come un’altra ‘paraculata’  sembra il contrattacco di Di Battista, che invece è un tentativo mal riuscito di buttarla in caciara a suon di torpiloquio per spostare l’attenzione (e i riflettori) dal “carissimo Luigi” a egli stesso e al suo prossimo ritorno!  La Politica  dovrebbe dire chiaramente, che tutta questa polemica da bambini dell’asilo non fa onore a nessuno, né tantomeno aiuta a riflettere su garantismo, giustizialismo e conflitti d’interesse… E sia chiaro lo stesso giudizio vale per quanto in passato Grillo, Casaleggio, Di Maio e Di Battista, hanno detto e fatto rispetto ai padri di Renzi e Boschi.  Probabilmente gli italiani e per davvero si sono rotti le scatole di questa pantomima da Mani Pulite 4.0 consumata per interposti genitori, o nel sensazionalismo televisivo che mette alla gogna per una colf o per un dipendente in nero, nella ricerca spasmodica del più puro che epura il puro. Senza conoscere e capire nulla di quella famosa frase di un padre della Patria come Pietro Nenni: «Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura» che già allora, in tempi “non sospetti”, invitava proprio i politici – tutti i politici – di tutte le parti – a evitare accuratamente a fare inutili gare di purezza. E sono invece quasi trent’anni ormai, dal 1992, che ci cascano tutti, proprio tutti, come pere mature. Dall’abolizione dell’immunità parlamentare alla fine del finanziamento pubblico ai partiti, sino ad arrivare a Ministri che si dimettono se indagati, o anche solo coinvolti nelle intercettazioni, come Josefa Idem, Maurizio Lupi, Federica Guidi, tanto per citare i casi più recenti. Un po’ per compiacere il popolo, un po’ per marcare una diversità dagli “altri”, l’insieme universo dei politici disonesti. Per dimostrare di essere i più puri del mazzo, di nuovo. Peccato si finisca poi e tutti quanti sempre per subirlo. E ogni volta in modo più violento e ogni volta per motivi più futili, ogni volta convinti che dare del disonesto all’avversario, presumendone la colpevolezza alla ricezione di un avviso di garanzia sia più efficace che contestarne le politiche. Così come è stato in questi ultimi anni, troppo facile limitarsi per i Cinque Stelle e la Lega alla loro atavica fame di gogna; mentre c’è né come si vede per tutti: i 49 milioni della lega truffati agli italiani dal padre fondatore della stessa Umberto Bossi… poi i padri di Renzi (assolto in un procedimento ma rinviato a giudizio per fatture false in un altro) a quello della Boschi, assolto dalla bancarotta fraudolenta, ma non assolvibile sul piano morale nei confronti dei risparmiatori azionisti dell’Etruria così come la figlia che da Ministro perorava l’intervento di altre banche per il salvataggio di quella dove il padre era Vicepresidente e dove lavorava anche il fratello, per finire a quello di Di Maio e al lavoro nero nell’azienda edile di famiglia… E se non bastassero questi esempi: che dire poi del Pd romano che defenestra Marino per “quattro scontrini” ed esulta quando Virginia Raggi. viene messa sotto accusa per un reato che più stupido non si può, mentre  pensa di attaccare e far fuori Salvini, proprio per via dei 49 milioni di rimborsi elettorali distratti da Bossi e Belsito. Per dirlo in modo brutale: la Politica nemmeno dovrebbe interessarsene, di queste cose. Dovrebbe starsene fuori. E pure il politico sotto indagine dovrebbe fregarsene, del giacobinismo e dell’invidia sociale, dei segnali alla nazione, degli elettori che comunque non capirebbero. Dovrebbe stare lì, fino a che una sentenza giudiziaria definitiva e un’interdizione dai pubblici uffici non lo mandi a casa. Un politico vero, sicuro di se e della sua onestà, dovrebbe avere le spalle abbastanza larghe per capire che tutte le indagini e le pseudo inchieste sui famigliari – giudiziarie o pseudo-giornalistiche che siano – servono solo a caricarlo di pressione emotiva, a renderlo più debole e vulnerabile colpendone gli affetti. In una parola sola, la dignità perduta della politica si recupera anche così, sfidando il giustizialismo e le gogne mediatiche a viso aperto, Capendo che solo attraverso un meccanismo di tutela reciproca tra chi fa Politica questa ricomincerà a essere qualcosa di serio. In caso contrario, abituiamoci alle polemiche sui papà di Di Maio Renzi e della Boschi. Sapendo che non finirà qua, e sarà sempre peggio… avanti quindi gli altri Padri & Figli… A proposito quello di Di Battista è dichiaratamente fascista… quindi, Di Battista figlio, sarà o meno costituzionalmente antifascista?

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