Renzi le elezioni siciliane ma soprattutto quelle che verranno…

Elezioni Siciliane. L’ultimo sondaggio indica: il Pd nettamente sotto il 20%. Quindi un crollo di Renzi! Mentre il Centrodestra è testa a testa coi 5 Stelle.
Mancano ormai solo due settimane alle cruciali elezioni regionali in Sicilia, ultimo appuntamento prima delle Politiche del prossimo anno. E per il Pd va sempre peggio. Renzi prima ne nega il rilievo nazionale e ora non ne parla nemmeno più, cercando di spostare i riflettori altrove. Dopo la celebrazione per i 10 anni dalla fondazione del PD.  Un decennale che ha mostrato impietosamente, per via dell’assenza di alcuni e alla recente uscita dai ranghi del partito di altri – praticamente di quasi tutti i padri e gli zii che lo fondarono –  come quello d’oggi, sia un partito totalmente diverso oltre che nella sua rappresentanza anche nei valori costitutivi. Un tentativo quello del decennale, non certo ben riuscito, di esorcizzare una probabile ulteriore debacle dei Democratici nell’isola e che quindi potrebbe avere (nonostante dichiarazioni che le negano) pesanti conseguenze politiche anche a Roma… Visto che secondo i numeri dell’ultimo sondaggio che circolano Musumeci resta saldamente in testa salendo al 35,5% e puntando così al 40% dopo il ritiro di Vittorio Sgarbi, al quale – spiegano fonti ben informate – è stato promesso l’assessorato alla Cultura in cambio del sostegno al candidato di Centrodestra. Giancarlo Cancelleri dei 5 Stelle è stabile con il 33% dei consensi. Sempre più in difficoltà invece, Fabrizio Micari, candidato del Partito Democratico e di Alternativa Popolare (soprattutto dopo l’esclusione delle liste del Governatore uscente Crocetta), resta inchiodato al 15-16% anche per colpa delle liti tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e i Piddini. Bene, invece, la sinistra di Claudio Fava che si colloca, sopra le attese, intorno al 13%. Altri candidati minori sono sul 2,5% complessivamente. Qualche dettaglio: Sulle liste i dati disponibili riguardano solo il Centrodestra. Forza Italia non decolla ed è ancorata al 15%. Bene la lista personale di Musumeci, “Diventerà Bellissima”, al 10-11%. Intorno al 9-10%, sopra le aspettative, il duo Fratelli d’Italia-NoiconSalvini. Ottimo 5% per l’Udc di Lorenzo Cesa. E, se le cose stanno veramente così… credo di essere stato in buona compagnia se non mi sono sorpreso quando ho sentito dire da Renzi che: “le elezioni regionali in Sicilia hanno solo un carattere locale. E’ stato un mettere le “mani avanti” rispetto ad una ennesima catastrofica sconfitta. C’è chi ha addirittura celiato: “Mi è sembrata una barzelletta veramente unica… che ha reso l’uomo un po’ più simpatico”. E’ stato il commento ironico di Massimo Cacciari a Otto e Mezzo – qualche settimana fa – circa quella dichiarazione del segretario Pd sulle elezioni siciliane di novembre, rimbeccando così anche Massimo D’Alema che in modo molto tranchant, come ricordava la conduttrice Lilli Gruber, aveva definito pur senza menzionarlo che: “…chi non dà valenza nazionale a questo evento elettorale è un idiota!”  Personalmente io credo, che Renzi sia tutt’altro che un idiota… anzi. Ma sicuramente mostra ormai, pur essendo un “politico di carattere”, un profilo alquanto logoro. Non v’è dubbio che abbia sbagliato molto e deluso le molte aspettative suscitate all’inizio del suo mandato da leader del PD e da Premier del Governo. Quasi incredibile poi che l’abbia saputo fare in un tempo politicamente brevissimo. Ma, oggi, nonostante gli sforzi per mostrare un ritrovato buon stato di salute della sua leadership, rischia invece di logorarsi ancor di più, apparendo molto preoccupato rispetto alle prospettive di poter tornare a palazzo Chigi dopo le elezioni politiche la primavera prossima. Così, almeno lo fanno apparire sia la recentissima fiducia messa sul Rosatellum e imposta a Gentiloni, sia la mozione parlamentare sulle ‘insufficienze’ della vigilanza di BankItalia sul nostro sistema bancario. Una mozione che è un vero e proprio ‘siluro’ rispetto al Governatore Ignazio Visco in odor di riconferma voluta dalla Presidenza della Repubblica e condivisa dal Premier Gentiloni. Due palesi forzature, che esprimono proprio la preoccupazione di vedersi bypassato nel gradimento dell’opinione  pubblica e di una parte della stessa dirigenza del PD da Gentiloni e dal suo Governo.  Così facendo da una prova di forza ‘muscolare’ della sua maggioritaria leaderschip nel PD ribadendo che il partito avrà un solo possibile candidato Premier, lui Matteo Renzi e che lo sarà anche per quello che riguarda l’intero Campo di Centrosinistra, con buona pace di Pisapia, di Bersani e compagnia cantante.  E’ l’ennesimo: “O con me o contro di me!”  Ancora l’uomo solo al comando?! Così almeno pare.  Una concezione della leadership politica che non gli ha di certo portato fortuna in passato. Alienandosi questa volta e credo definitivamente la bonaria considerazione del Presidente Mattarella. Così come già aveva persa quella di Napolitano. E ora in rapida successione  quella di Prodi e Arturo Parisi (già non invitati al decennale del PD) e oggi in profondo disaccordo con la mozione d’attacco al vertice di BankItalia definita alquanto “improvvida”. Come se tutto ciò non bastasse, anche Walter Veltroni (unico leader del passato, presente ai festeggiamenti dei 10 anni dalla nascita del PD) ha dichiarato che: “La mozione del Pd contro Visco è ingiustificabile e incomprensibile”. In molti hanno preso male l’ “in…Boschi…ata” di Renzi al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, la cosa non ha lasciato indifferente neanche Eugenio Scalfari, storico fondatore di “Repubblica“, che in un lungo editoriale scrive: “Renzi è isterico, spero guarisca. Altrimenti vada da un neurologo”. E ancora:  “Visco ha subito l’altro ieri un attacco inatteso e immotivato da Matteo Renzi e dal suo ‘cerchio magico’ del Pd”. Confessando nel contempo, che dopo la festa per i 10 anni del Pd che si era tenuta l’altro sabato al Teatro Eliseo di Roma e alla quale aveva partecipato avendo creduto al fatto che “il ‘Sono uno e comando da solo’, che finora era stata la pessima realtà del Pd renziano fosse stata superata. E Invece no. Renzi è sempre lo stesso, per di più su un argomento dai risvolti delicati per un leader di un partito che dovrebbe essere il perno politico e culturale dell’Italia e perfino dell’Europa. “…C’è un sentimento isterico nel carattere di Renzi che talvolta lui domina, ma più spesso ne è dominato. Speriamo che riesca a guarire dall’isterismo. Altrimenti deve mettersi nelle mani d’un neurologo che tenti di curarlo. Faccio voti affinché avvenga”.  sono  le conclusioni dell’articolo di Scalfari. Arriviamo così alle categorie “psicologiche”, se non addirittura alle cure “psichiatriche” vista l’indicazione della necessità per Renzi di rivolgersi ad un “neurologo”.  Sta il fatto che un noto Psichiatra il Prof. Giacomo Gatti, sul Blog di Repubblica fa eco all’articolo  e scrive a sua volta: “Mi trovo a condividere pienamente il contenuto critico di fondo alla politica dell’articolo di Eugenio Scalfari, ma dissento rispetto al titolo inadeguato: “La Politica dal Neurologo. E alla conclusione inappropriata di un presunto isterismo di cui sarebbe affetto Renzi, che se fosse vero egli sarebbe consigliabile che si rivolgesse a uno psichiatra piuttosto che a un neurologo. La neurologia non c’entra affatto: i neurologi curano ictus, sclerosi a placche, ecc..” Prosegue: “… le istituzioni umane sono suscettibili di andare incontro a processi di “sofferenza”, sotto certi aspetti paragonabili a quelli che possono interessare i singoli individui. Quando un’istituzione è sofferente, spesso viene a essere danneggiato il compito primario per il quale essa è stata istituita, non venendo così più fornito il prodotto finale connesso al suddetto compito. Tutto questo spesso può valere anche per la politica… Oggi fare politica è un fatto certamente più complesso di ieri ed il politico si configura a essere un professionista… proteso a compiti altamente complessi sempre doverosamente congiunti, si spera, al bene della “res pubblica”. Dunque sottolinea il titolo avrebbe dovuto essere …semmai: ‘la politica dallo psicoanalista’ e poi cosa vorrebbe dire: Renzi affetto da “isterismo”?  Piuttosto andrebbe specificato che egli tende sicuramente a essere un uomo di grande potere, il che di per sé non sarebbe un difetto, purché il potere, in chi lo detiene, venga sempre usato per il bene degli altri”. E scrive ancora il Prof. Gatti: “Quindi in via conclusiva soffermiamo la nostra attenzione su alcune caratteristiche possibili e non augurabili dei leader e delle organizzazioni: Il narcisismo dei leader e il narcisismo delle organizzazioni, motori delle imprese più megalomaniache e cause dei più disastrosi fallimenti; L’analfabetismo emozionale di molti leader e manager contemporanei e il pericolo di scambiare questa grave carenza di sensibilità per una tranquilla e razionale padronanza della realtà”. Accidenti! Mi sembra di capire che  Renzi sarebbe quindi:  “Un leader Narciso e Megalomane… affetto da analfabetismo emozionale e conseguentemente da una grave carenza di sensibilità che gli impedirebbe una tranquilla e razionale padronanza della realtà”. Oh mamma mia! Ma questa è una diagnosi perfetta per Kim Jong-un e Trump, che sono ..forse Matti!? Ma Matteo Renzi no! Non lo penso proprio.  Io penso per dirla ancora una volta con Il professor Cacciari: “Renzi dimostrando di non aver compreso nulla e di non poter comprendere nulla, proprio per ragioni sue, proprie caratteriologiche. Ormai non può più comprendere! Come io non posso fare i 100 metri in 10 secondi, alcune cose le posso comprendere ed altre no, anche lui non puó. Sono caratteri, non è una critica dispregiativa nei confronti di Renzi, è solo la verità. Renzi è quella persona lì!”  Haa… meno male …si tratta solo di un “disturbo caratteriale”. Ce l’hanno in tanti!  E’ la stessa cosa? Ma dai… che non è la stessa cosa, ditemi che lo pensate anche voi che non è la stessa cosa..  Come dite?  Renzi è un “caratteriale” termine che: “si attribuisce a un individuo che si presenta esasperando uno o più tratti/tendenze del proprio carattere che poi evidenzia la sua personalità. Può considerarsi come l’espressione di un conflitto psichico non risolto e di cui il soggetto non è consapevole”. Per carità, lasciamo le considerazioni sulle patologie neurologiche o psichiatriche a Scalfari e al Prof. Gatti…  Io direi che Renzi, oggi appare più come un politico “suonato”. Si, come un pugile, un Campione, che ha subito un KO drammatico (Referendum Costituzionale del 4 dicembre scorso) e che tenta, ad ogni costo di risalire sul ring, il prima possibile per riconquistare il primato e il Titolo…  Non tiene conto anzi non vuole fare, alcun incontro “intermedio” che l’aiuti e l’alleni a ritrovar la vittoria… punta subito  al ‘match della vita’ per tornare subito Campione  e già durante gli allenamenti mostra tutte le sue debolezze che gli segnalano che forse non c’è più alcuna possibilità per lui di risalire ‘immediatamente’ sul ring dopo il  “precipizio” in cui è caduto. Carriera finita?! Non saprei… anche se propendo per una risposta affermativa. Mi sembra che gli si prospettino solo match “truccati” – altro che lotta… “corpo a corpo” – con il “sempre verde” ex Cavaliere e la destra di Salvini e Meloni nonchè con il populismo ‘Grillino’. Comunque dopo il voto siciliano del prossimo 5 novembre,  l’orizzonte dovrebbe farsi più chiaro. E forse sarà possibile dare una risposta compiuta al quesito formulato poc’anzi rispetto al “destino” di Renzi  nelle elezioni politiche che verranno la primavera prossima… Personalmente credo che anche la ‘fiducia’ ottenuta alla Camera dei deputati sul Rosatellum… (spero non venga riproposta la fiducia al Senato continuando a sbagliare), così come la mozione su BankItalia e Visco siano altri due errori di forma e anche di merito che avranno un ulteriore effetto  “boomerang” rispetto al nostro uomo e questo ora  non gli serviva di certo. Mentre all’ex Cavaliere le elezioni siciliane, la nuova legge elettorale e la critica alla mozione parlamentare su BankItalia …gli permetteranno di tornare comunque se non lui direttamente (per via dell’età e della legge Severino) a competere e contendere il governo del Paese.. E, francamente Renzi non mi pare (come invece ha fatto) possa nemmeno interpretare come un “Matteo stai tranquillo”, le dichiarazioni fatte dal Ministro Orlando: “Se il Pd perde in Sicilia, non chiedo a Renzi un passo indietro” e ha proseguito: “Se il Pd dovesse perdere alle regionali in Sicilia, Renzi dovrebbe fare una riflessione non un passo indietro. Io non gli chiederò di farsi da parte, non ho un’ostilità personale nei suoi confronti”.  Un modo per  ribadire comunque, che rispetto al più che eventuale insuccesso elettorale siciliano, Renzi sarà gioco forza chiamato ad una riflessione profonda su se stesso e su ciò che ne consegue per il suo ruolo politico futuro. Non  sarà  certo per l’antagonismo personale di qualcuno, ma di fronte ad un’altra sconfitta in Sicilia… lo stesso Renzi  dovrà interrogarsi e compiere la scelta politica rispetto alla sua leadership nel PD e in prospettiva nel governo del Paese… Non mi pare che Renzi, potrà ancor far finta di niente e chiedere un ulteriore “appello” agli elettori alle prossime elezioni politiche di primavera.  Certo è la mia opinione e conta quel che conta… poco o niente, ma è la mia  modesta opinione…

“E’ sempre tempo di Coaching!”

 

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