Se di colpo il senso della vita viene a mancare…

«Cosa ci faccio qui? Cosa sto facendo?».

È una domanda che in genere arriva improvvisamente, in un giorno come tanti, mentre siamo impegnati in un’attività consueta.  Una sensazione di estraneità a ciò che stiamo vivendo in quel momento.  È sgradevole e la cacciamo via, ma lei si ripresenta con forza sempre maggiore. La scacciamo ancora ma lei si riafferma: «Che senso ha tutto questo?». Se le dessimo ascolto fin da subito e cambiassimo qualcosa nella nostra vita, di sicuro non tornerebbe più. Purtroppo quasi sempre la ignoriamo, per mesi o anni, e ogni volta che si ripresenta la soffochiamo, aumentando le solite attività.  Lei si fa comprimere per un po’ finché, un giorno, esplode di colpo e diventa uno dei sintomi-cardine di un disagio esistenziale (e il rischio di scivolare in una depressione clinica, si fa alto). Il non senso, che prima riguardava un ambito preciso, si espande nel cervello a macchia d’olio e diventa un “Non Senso” generale, che impregna di sé anche ambiti di vita che invece un senso ce l’hanno. mia-vita

A quel punto la situazione è delicata, perché il “Non Senso” è un sintomo ambivalente: se lo si “tratta bene” ci porta a rinascere, ma, se lo si “tratta male” ci spinge ancora più giù. Le conseguenze della sensazione di “non senso”… Se viene ascoltata diventa una preziosa bussola per orientarsi verso cambiamenti di vita più in sintonia con ciò che siamo e quindi  tiene lontana la depressione. Se viene “curata” con dei farmaci… ansiolitici ecc. ecc.. Può anche darsi che riacquistiamo un “senso” ma è “artificiale”, perdendo così per lungo tempo la possibilità di trovare quello vero. E quando smettiamo di prendere i farmaci, arriva la depressione (o torna) puntuale.slide_1 La perdita di senso è uno strumento del cervello… la perdita di senso è uno degli strumenti più potenti che il cervello utilizza quando vuole impedirci di vivere qualcosa che ci fa male o che non ci interessa intimamente, ma a cui ci stiamo sottoponendo con ostinazione: troppo lavoro o lavoro che non piace, amori finiti o non affini, atmosfere ostili, assenza di creatività e monotonia sono le principali “micce” di questo sintomo.

Cosa fare? Ascolta il messaggio della crisi… Sfrutta i primi segnali… se il disagio è ancora lieve, cogli al volo la possibilità di volgere questo segnale a tuo vantaggio. riflessioni-sul-senso-della-vita-libroPotresti prendere in considerazione l’idea di qualche colloquio orientativo e/o di sostegno e tentare di capire che cosa ha veramente perso senso nella tua vita… e provare a modificare questo aspetto negativo che segnala il tuo disagio… Ci vuole prontezza e anche coraggio, ma sarai ricompensato dal ritorno del benessere.

E’ sempre tempo di Coaching! 

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