Un mondo a pezzi…

È evidente: il mondo è a pezzi e nessun Paese è risparmiato: depressione economica, aumento delle diseguaglianze, decadenza della democrazia e perfino aumento della schiavitù, fondamentalismo e terrorismo, ignoranza e disinteresse del bene comune a vantaggio del bene proprio, guerre guerreggiate e guerre tra poteri, razzismo e chiusure. Assistiamo all’innalzamento di muri che chiudono il varco al movimento immigratorio di popoli disperati dai conflitti …mentre bisognerebbe costruire ponti che consentano la comunicazione tra diversi interessi e diverse civiltà… ponti da costruire, per superare gli abusi e i soprusi mobilitando tutti gli uomini e le donne a battersi per la pace e per l’amore contro la guerra e il potere. il-mondoPer dirla con Obama: “Troppi governi reprimono il dissenso con la violenza. Reti terroristiche mettono in pericolo società aperte e alimentano la rabbia nei confronti di immigrati innocenti. Questi stati d’animo caratterizzano purtroppo il mondo di oggi. Visioni alternative prendono piede in Paesi ricchi come in quelli più poveri. Non credo che sul lungo periodo queste idee possano generare ricchezza e benessere. La risposta non può essere quella di circondarsi di muri e di respingere l’integrazione globale ma anzi far sì che quella integrazione sia la più condivisa possibile. Non credo che in Usa e in Europa il nostro progresso sia possibile se il nostro desiderio di tutelare le identità darà il via alla disunità e agli istinti di dominare sugli altri gruppi.terrorismo Il mondo è troppo piccolo e noi troppo connessi perché si possa tornare a mentalità di così vecchio stampo. Gli imperi, dei quali noi siamo stati l’ultimo, sono ormai scomparsi. Ora dobbiamo sostenere tutti insieme l’impegno alla cooperazione internazionale. Io credo che tutti noi, e le Nazioni Unite qui convocate, dobbiamo rispecchiare questa inviolabile verità”. Per dirla con Francesco: “Cari fratelli. Dio ci esorta ad affrontare insieme la grande malattia del nostro tempo: l’indifferenza. È un virus che paralizza, rende inerti e insensibili, un morbo che interessa il centro stesso della religiosità generando un nuovo tristissimo paganesimo: il paganesimo dell’indifferenza. Non possiamo restare indifferenti in un mondo che ha un’ardente sete di pace.  In molti Paesi si soffre per guerre spesso dimenticate  ma sempre cause di sofferenze e di poverta.  CAMP SHOUP, KUWAIT: TO GO WITH IRAQ-ANNIVERSARY PACKAGES (FILES) US Marines from the 2nd battalion/8 MAR, prepare themselves after receiving orders to cross the Iraqi border at Camp Shoup, northern Kuwait, 20 March 2003. Four years after a US-led invasion billed as a bid to disarm Iraq and create a democratic pro-Western enclave in the Middle East, commanders are in fact pouring 25,000 reinforcements into Baghdad to quell Sunni-Shiite fighting, the bloodiest element of the conflict and one which even the Pentagon admits now amounts to civil war. AFP PHOTO/Eric FEFERBERG (Photo credit should read ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

Penso a famiglie che nella vita non hanno conosciuto altro che violenza, ad anziani costretti a lasciare l sempree loro terre. Non vogliamo che queste tragedie cadano nell’oblio. Noi desideriamo dar voce a quanti soffrono, a quelli senza voce e senza ascolto. Essi sanno bene, spesso meglio dei potenti, che non c’è nessun domani nella guerra e che la violenza delle armi distrugge la gioia della vita. Noi non abbiamo armi. Crediamo più nella forma mite ed umile della preghiera e perciò tutti insieme invochiamo Dio perché cessino guerre, terrorismo e violenza. Cerchiamo in Dio l’acqua limpida della pace di cui l’umanità è assetata. Essa non può scaturire dai deserti dell’orgoglio e degli interessi di parte, dalle terre avide del guadagno a tutti i costi e del commercio delle armi. Oggi non abbiamo pregato – noi di tutte le religioni – gli uni contro gli altri come purtroppo talvolta è avvenuto nella Storia. Ma tutti insieme per la pace dei corpi e delle anime. Noi qui, insieme e in pace, crediamo e speriamo in un mondo fraterno. Desideriamo che uomini e donne di religioni differenti, ovunque si riuniscano, creino concordia specie dove ci sono conflitti. Il nostro futuro è vivere insieme. morinPer questo siamo chiamati a liberarci dai pesanti fardelli della diffidenza, dei fondamentalismi e dell’odio. Ci rivolgiamo anche a chi ha la responsabilità più alta nel servizio dei Popoli, ai leader delle Nazioni, perché non si stanchino di cercare e promuovere vie di pace, guardando al di là degli interessi di parte e del momento: non rimangano inascoltati l’appello di Dio alle coscienze il grido di pace dei poveri e le attese delle giovani generazioni. Oggi è veramente una giornata di preghiera, di penitenza, di pianto per la pace: è una giornata per sentire il grido del povero che ci apre il cuore alla misericordia, all’amore e ci salva dall’egoismo”. Parole forti e concetti basilari per dare speranza e rimettere in sesto questo “mondo a pezzi” richiamando al proprio dovere “uomini e donne di buona volontà” e classi dirigenti “confuse e sperse” non nei problemi gravosi del mondo… ma soprattutto e solo nelle loro misere questioni quotidiane di ruoli e poteri… E’ paradossale l’illusione di coloro che pensano che i gravi problemi del mondo, si possono risolvere tornando semplicemente alle identità del passato… alle dimensioni nazionali e nazionalistiche… rifiutando l’opportunità di una globalizzazione o vivendola negando e combattendo la conseguente “integrazione globale” di popoli e di culture. copertina-standard-lagenda-per-limmigrazione_1Tutto ciò, viene fatto senza pensare che l’unica identità che veramente conti e vada conservata è quella che dovrebbe unirci tutti quanti e spingerci in un’unica direzione… sì, l’unica identità è quella di essere uomini e donne con una “umana identità” e dai comportamenti umani conseguenti …verso coloro che sono colpiti da guerre e cataclismi e soffrono disperandosi per una vita di stenti e fame che li vede senza futuro… una identità umana che sappia rinunciare a privilegi egoistici e ai poteri delle nostre società sempre più divise in “caste” l’una contro le altre in lotta solo per frigidi interessi.  Sì, un mondo senza alcuna passione per il genere umano… è per l’appunto un “mondo a pezzi” senza alcun domani per tutti quanti noi. identita-umana

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