Vuoi vivere il migliore anno della tua vita? I quattro pilastri per rendere efficace il proprio percorso di crescita personale…

 

Vuoi vivere il migliore anno della tua vita? Allora non puoi non conoscere i 4 pilastri dell’efficacia.

“Non puoi vivere lo stesso identico anno per 75 volte di seguito e poi chiamarla vita”

(Robin Sharma)

La prima volta che ho letto questa frase di Sharma, mi è arrivata dritta in faccia come un treno in corsa.

Era uno di quei periodi “no” della mia vita. Uno di quei periodi in cui mi chiedevo: “ma a che serve?”… “Ma a che servono tutte queste stronzate di crescita personale?” Leggevo, studiavo e testavo di tutto, senza ottenere risultati degni di nota. Anzi. Ad ogni 31 dicembre poi, mi ripromettevo che quello successivo sarebbe stato il migliore anno della mia vita. Non lo era mai. Magari era un pochino meglio o un pochino peggio del precedente, ma mai quell’anno della svolta che desideravo come l’aria. 

Aspetta… sbaglio o hai annuito leggendo queste ultime parole?! Ho dato un nome a questo periodo della mia vita: gli anni “fotocopia”. Se anche tu sei vittima di questa “maledizione”, continua a leggere.

Dicembre. Quando arriva la fine dell’anno, ti guardi indietro e l’insoddisfazione ti travolge…

Giuri allora solennemente che quello che arriverà sarà il migliore anno della tua vita e che dal 1° gennaio… (segue sfilza chilometrica di buoni (s)propositi).

Gennaio. Sei carico come una molla e gonfio come un panettone. I primi giorni del mese spakki tutto! Sveglia all’alba, corsa di 10 km al parco, colazione a base di green smoothie, bacche di goji e chicchi di caffè cagati da una scimmia del Borneo.

Poi accade qualcosa e… Febbraio-Marzo-Aprile-Maggio-Giugno-Luglio. Questi mesi sembrano essere stati inghiottiti da un buco nero. Hai corso come un matto dietro ad impegni, scadenze e urgenze, ma di obiettivi raggiunti, neanche l’ombra. I buoni (s)propositi personali naturalmente sono un lontano ricordo.

Agosto. Vacanze! Anche se in realtà non riesci davvero a godertele: continui a pensare al lavoro o all’università, e hai un vago senso di rimorso nei confronti della prima parte dell’anno, che è andata ormai a belle signorine. Giuri allora solennemente che dal 1° settembre… (segue nuova sfilza chilometrica di obiettivi). Bene. Settembre-Ottobre-Novembre. Vai avanti ad ansia e scadenze, e qualcosa combini pure, ma sei talmente stanco e stressato che ti capita di rinchiuderti in bagno, accovacciarti a terra e dondolando la testa pronunci parole sconclusionate: “feeerie!”, “naaatale!”, “paaanettoni!”. Dicembre. Nuovo giro di ruota! Nuovo anno “fotocopia”! Ok, forse qualche passaggio è un pelino (ironicamente) esagerato, eppure ho il sospetto che il quadro ti sia familiare. Come possiamo uscire da questa trappola, come possiamo liberarci dalla maledizione degli anni “fotocopia”? Esistono decine di strategie per realizzare i buoni propositi di inizio anno, formare nuove abitudini, definire obiettivi efficaci, etc. etc.

Se però vuoi che il prossimo anno sia davvero il migliore anno della tua vita, prima ancora di applicare la tecnica x o la tecnica y, devi imparare a rispettare 4 principi fondamentali, quelli che mi piace definire i 4 pilastri dell’efficacia personale.

Eccoli…

“[…] I principianti si invaghiscono spesso delle tecniche più fantasiose e non comprendono che interiorizzare ed affinare la conoscenza è molto più importante dell’apprendere sempre nuove nozioni. A farci raggiungere il successo non è mai una tecnica misteriosa, ma al contrario l’assoluta padronanza dei fondamentali… La profondità batte l’ampiezza ogni singolo giorno della settimana, perché attraverso di essa abbiamo accesso a quelle componenti intangibili, inconsce e creative del nostro potenziale nascosto”

(Joshua Waitzkin – The Art of Learning).

Ho dedicato gli ultimi 5 anni… di vita, allo studio e all’approfondimento delle migliori strategie di crescita personale… Come scritto nell’introduzione, trovare la “quadra” non è stato facile e uscire dal circolo vizioso degli anni “fotocopia” è stato un processo lungo.

Un processo che però mi ha insegnato molto. Nello specifico, ho imparato che per vivere ogni anno, come fosse sempre il migliore anno della mia vita, devo rispettare i quattro pilastri dell’efficacia:

1. Avere un Mantra. Uno dei motivi per cui non realizziamo i nostri obiettivi è perché abbiamo troppi obiettivi. Inutile negarlo, le risorse a nostra disposizione sono limitate (tempo, soldi, volontà, etc.). In passato, ti ho già spiegato ad esempio quali sono le ragioni fisiologiche per cui non ha senso fare troppo affidamento sulla nostra forza di volontà. Sì, certo, tu se vuoi puoi anche continuare a raccontarti la favoletta che “da domani…” sarai Superman (o Wonder Woman), ma stai semplicemente prendendo per il …culo te stesso. Se seguiti a disperdere le tue energie in mille priorità (plurale), rischi di non centrare nessuno dei tuoi obiettivi. Se al contrario concentri tutti i tuoi sforzi su un’unica priorità (singolare), le tue probabilità di successo saranno immensamente più alte. Questa è il primo obiettivo che ho cercato di insegnare hai miei “allievi”. Nello specifico tra le prime sfide che ho proposto loro, vi era proprio quella di definire un mantra, ovvero una “parola d’ordine” che li avrebbe accompagnati per il resto del percorso di coaching e che avrebbe rappresentato il loro obiettivo prioritario… E per definire il tuo mantra devi rispettare alcune regole chiave, altrimenti rischi di ritrovarti con una parola d’ordine vuota e priva di significato. Per il momento però, l’importante è che tu smetta di darti ogni anno 872.931 nuovi obiettivi, per poi portarne a termine mezzo (quando va bene). Così facendo, non fai altro che rafforzare l’immagine di una persona che non è in grado di raggiungere i propri traguardi. Fallo per 10 anni di seguito e cambiare sarà per te 100 volte più difficile.

2. Concentrarmi sugli Output. Come ho avuto modo di spiegare in centinaia di incontri (singoli o di gruppo) ogni obiettivo ha due componenti:

  • Le azioni che dobbiamo compiere per raggiungerlo (gli output).

  • I risultati che otteniamo concretamente (gli outcome).

Sulle azioni, ovvero gli output, abbiamo il pieno controllo. Sui risultati, ovvero gli outcome, no… E naturalmente noi ci concentriamo sempre su ciò di cui non abbiamo il controllo (i risultati) e ci demotiviamo dopo pochi giorni se questi risultati non arrivano. Il segreto in questo caso è definire obiettivi basati esclusivamente sulle azioni su cui abbiamo il 100% del controllo (gli output). Ma vediamo il terzo pilastro dell’efficacia…

3. Tenere un Segnapunti. È un po’ difficile capire se stai vincendo o meno, se nessuno segna i punti, giusto? Non prendiamoci in giro: anche se sarai super-efficace nel nuovo anno, ti capiteranno comunque giornate del ca…volo. Queste giornate possono spezzarti la schiena (e la motivazione); ma soprattutto possono far scattare il famoso “effetto chissenefrega“. Ecco perché è così importante avere un segnapunti e sto parlando proprio di un riferimento grafico (un foglio di carta, un foglio excel, etc.) in cui tenere traccia dei progressi verso i tuoi obiettivi. Il segnapunti ti aiuterà ad andare avanti anche nelle giornate storte e tirerà fuori il tuo “io competitivo” nelle tue giornate migliori.

4. Fare SAM regolari. SAM. Questo acronimo sta per: Stato Avanzamento Mantra. Il nome può sembrare un po’ troppo tecnico e pomposo, ma che ci vuoi fare, ho fatto il Direttore Generale per parecchi anni… un certo vocabolario ti si attacca come una cozza e non te lo togli più! Paroloni a parte, un SAM non è altro che un appuntamento fisso (può durare anche meno di 15 minuti), durante il quale fare il punto della situazione sulla tua priorità, valutare quali azioni sono state compiute rispetto al SAM precedente e definire le azioni da portare a termine prima del successivo SAM. Ti anticipo subito che fare dei SAM regolari non è facile, ma possono davvero aiutarti a rendere il nuovo anno, il migliore anno della tua vita. Quando rispetti questo appuntamento e fai i conti con quello che hai fatto e quello che devi fare, non ci sono più scuse che tengano…

“E’ sempre tempo di Coaching!”

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