Life: La paura alimenta la paura in un circolo senza fine (forse)

Ciao a tutti,
nelle scorse settimane vi ho spiegato che la paura, qualsiasi paura, si alimenta grazie a 4 radici che la rendono forte: pretese, egoismo, dipendenze e debolezza mentale. Ovviamente queste radici non sono indipendenti ma strettamente connesse tra loro, si influenzano e alimentano a vicenda rendendosi forti e rendendo forte la paura nella nostra vita. La prima che vi ho mostrato sono le pretese: pretesa significa che devi necessariamente ottenere qualcosa, in senso lato, per poter stare bene. Ne hai bisogno, è necessario, altrimenti starai male. La pretesa non è qualcosa di gradevole, non è una preferenza, ma un bisogno. Di fatto, più pretendi, più alimenti anche l’egoismo. Perché? Egoismo significa che tu vieni prima di tutti e tutto. Che ogni situazione, persona, possibilità, la valuti con la domanda: cosa ci guadagno? E ovviamente non in termini esclusivamente materiali o economici, sarebbe troppo facile. Se vivo in modo egoista significa che io sono il centro del mio mondo e tutto ruota intorno a me. Gli altri, di fatto, sono solo “comparse” sul palcoscenico in cui io sono l’attore che conta. L’unico che conta. Di conseguenza pretenderò, da unico protagonista, di avere tutte le attenzioni che ritengo giuste. Di ottenere quello che penso di meritare, pretenderò ciò che credo mi renderà felice. E più metto al centro il mio interesse, più mi importa solo di quello che mi deve far stare bene, più tendo a pretendere quelle cose che considero capaci di darmi questo benessere. E più pretendo, più penso solo a ottenerle (egoismo) più alimento anche la terza radice: la dipendenza. Infatti la pretesa (devo averlo per stare bene) diventa inevitabilmente dipendenza (non posso perderlo altrimenti starò male), e l’egoismo si rafforza, perché in entrambi i ragionamenti “io” sono al centro di tutto. Come noti queste prime 3 radici sono fortemente intrecciate tra loro. E la cosa più importante da comprendere è che pretese, egoismo e dipendenza sono un modo di pensare. Così arriviamo alla radice numero 4: la debolezza della nostra mente. Quando stiamo male la cosa più ovvia è chiuderci e ripiegare su noi stessi. Se provo emozioni negative e malessere, questo significa che metto me al centro di tutto, avanzo pretese, mi interessa solo di me e del mio stato d’animo, dei miei problemi, chiudendomi in un atteggiamento egoista. Come vi ho spiegato in queste settimane, tutte le emozioni negative sono frutto della paura. Se tu non hai paura (di soffrire e stare male sopra ogni altra), non provi emozioni negative. Ma se quando stai male ti chiudi, aumenti la pretesa di ottenere quel che dovrebbe farti stare bene, pensi in modo egoista preoccupandoti solo di te e dei tuoi problemi, tu alimenti il tuo stesso malessere. Un paradosso che nasce dalla debolezza della nostra mente. Più lei è debole, meno comprendo che per vincere la paura non devo chiudermi, ma aprirmi. Esattamente il contrario di quello che siamo abituati, ed educati, a fare. Non solo, considerate anche questo: la felicità è un’emozione e come tale non dipende mai dalle cose che viviamo, ma sempre e solo da come le viviamo, dal senso che gli diamo, da cosa pensiamo: niente e nessuno può renderci felici. Indipendenza emotiva, ossia come funziona la nostra mente, la natura umana. Se capiamo questo vi renderete conto che non ha alcun senso pretendere qualcosa che vi faccia stare bene, perché non c’è niente e nessuno che possa rendervi felici e farvi provare emozioni positive! Ma per capirlo, per superare l’impressione, la convinzione comune che siano le cose e le persone a farci emozionare, ci vuole chiarezza, forza mentale, così come ce ne vuole per dominare una dipendenza, per aprirci invece di chiuderci (egoismo), per creare benessere invece di cercarlo fuori (pretesa). Per vincere la paura spesso sembra ovvio affrontarla frontalmente. Di certo non posso vincere nulla se continuo a evitarlo. Ma se voglio eliminare la paura dalla mia vita, non posso agire in questo modo. Se volete eliminare la paura dovete rendervi conto che le 4 radici che la rendono possibile sono un modo di pensare. Io penso di aver bisogno di qualcosa per poter stare bene (pretesa), io penso che sia necessario mettere il mio interesse al primo posto (egoismo), io penso che senza alcune cose starò male (dipendenza). E questo non è qualcosa che capita, ma un modo di vivere, di osservare me stesso, la vita e gli altri. Non posso eliminare la paura finché il mio modo di pensare si basa su questo modo di vivere la vita. Per questo, prima di affrontare qualsiasi cosa, devo capire. E capire significa cambiare modo di pensare, rendermi conto della realtà. Capire che nulla di quel che posso pretendere determina le mie emozioni (felicità, benessere), che più agisco con egoismo, meno faccio il mio interesse (alimento invece la paura e il malessere), che la mia felicità non dipende da niente e nessuno in realtà, e che posso diventare più forte di qualsiasi problema (forza mentale). Una bella rivoluzione come notate. La prossima email in cui parleremo di paura sarà l’ultima di questa serie. E vi mostrerò il processo, l’unico davvero efficace, per eliminarla dalla tua vita…

E’ sempre tempo di Coaching!

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