Politica Italiana: chi ci capisce qualcosa è bravo…

“La prospettiva dell’Europa – diceva Matteo Renzi – per me è chiara. Da un lato ci sono i populisti che vanno sconfitti. Dall’altro ci sono i tecnocrati che però sono spesso i migliori amici dei populisti, perché non si rendono conto che l’Europa deve cambiare. Deve cambiare sulle periferie, sul sociale, sul ministro economico condiviso (sono d’accordo con Macron). Deve cambiare sull’austerity. Dopo di che ringrazio Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, perché è l’unico che ha detto con chiarezza che le riforme italiane sono state riforme molto serie, che in passato non erano state fatte. Stupisce che nessun ‘rigorista’ abbia commentato questa frase di apprezzamento delle nostre riforme da parte del campione della linea dura. Noi per nostro conto abbiamo fatto molto. Ma vogliamo cambiare anche l’Europa: Europa sì, ma non così. A cominciare dalle primarie, perché senza voti, l’Europa, diventa la patria dei veti. O c’è la democrazia o l’Europa non ha futuro”. (Claudio Cerasa – Il Foglio (cerasa@ilfoglio.it) 13 Maggio 2017. Queste le dichiarazioni di  Matteo Renzi, poco meno di un anno fa, in un’intervista all’indomani della sua riconferma a leader del PD con una percentuale di consensi semi-bulgara ovvero al 70%. Se confrontiamo quelle dichiarazioni con la realtà odierna del PD all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo u.s.,  vediamo che il partito è passato da un 40% ottenuto nelle elezioni europee di 4 anni fa, all’attuale 18,5%. E dobbiamo renderci conto, che anche il principale protagonista della Politica Italiana di questi ultimi anni… ci induce nel dubbio, che anche lui, se: …ci capisce qualcosa è bravo. Evidentemente, non lo è stato più di tanto. Nonostante i suoi tanti estimatori della prima ora. E alla fine il risultato eclatante che ha ottenuto è quello di  spaccare e forse “spacciare” per sempre il PD. Certo non è stato il solo a non esser bravo! D’altronde la Politica Italiana ha visto e sta ancora vedendo  esprimersi più di un “…fenomeno”. Mentre la/le leadership effettive, risultano tutte complessivamente deludenti. E purtroppo in questo ambito, non è certo questione del: “mal comune mezzo gaudio”. Tutto diventa solo ancor più difficile.  In queste ore e nei prossimi due giorni, i partiti che dovrebbero governare questa nuova legislatura, si dovranno rappresentare in un Parlamento dalle prospettive politiche e temporali alquanto incerte, vista la mancanza di una chiara e trasparente maggioranza. Costruita su programmi da realizzare a fronte dei gravi problemi che affliggono il Paese e molti suoi cittadini… Come si rappresenterà quindi questa nostra Democrazia rappresentativa? Dopo la vittoria di una Coalizione e di un Movimento (il centrodestra e il M5s) che hanno condotto la competizione elettorale all’insegna del così detto “populismo” ma soprattutto con una forte carica anti- establishment. E già vanno scordandosi di quanto detto prima del 4 marzo e dalle varie aspettative sollecitate con improbabili promesse… Partiranno rappresentandosi, nel più classico dei modi ovvero … con la spartizione, sulla base dei numeri ottenuti nella consultazione elettorale, dei due “scranni” delle presidente di Camera e Senato.  “…Or tu chi se’, che vuo’ sedere a scranna, per giudicar di lungi mille miglia con la veduta corta d’una spanna?” (Dante). Così scriveva ai suoi tempi il sommo Poeta… che forse della Politica e di Guelfi e Ghibellini che si combattevano all’interno del Belpaese  invece, qualcosa aveva ben capito. Uno “scranno” a me e l’altro “scranno” a te…  così hanno deciso  di dividersi i presidenti di Camera e Senato, uno al M5s e l’altro a Forza Italia. La domanda obbligata, sembra essere come ai tempi di Dante, chi si siederà sulle due più alte “panche” del nostro Parlamento, per esercitarvi i principali incarichi istituzionali della nostra Democrazia rappresentativa, avrà la vista lunga necessaria a guardare al merito dei gravi problemi del nostro Paese o avrà “…la veduta corta d’una spanna?”  Sapranno ‘rappresentare’ l’intero Paese o solo le parti di coloro che a quelle “sedie” li avrà nominati? Saranno super partes e soprattutto non divisivi… guidando auterevolmente i Partiti nelle necessarie sintesi legislative su obiettivi comuni per risolvere necessariamente i problemi della gente?  Avranno coscienza che c’è bisogno sempre più di equilibrio e sobrietà delle Istituzioni  per non lacerare ulteriormente un già così diviso Paese?  Come si sul dire: “chi ci capisce qualcosa è bravo”.

E’ sempre tempo di Coaching!”

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