Povertà e Immigrazione: qual è il nesso? Africa i numeri parlano da soli…

Quando si parla del fenomeno immigrazione, usando parole come “esodo biblico”, bisogna soprattutto parlare d’Africa e del suo maggior problema, che è l’estrema povertà delle popolazioni di quel continente… e riflettere sull’indissolubile nesso esistente tra povertà e immigrazione. Africa i numeri parlano da soli. Sono 87 milioni le persone che vivono in povertà in Nigeria, uno dei due paesi africani con la migliore performance economica. Il paese a maggio ha superato l’India per la maggior concentrazione al mondo di persone in stato di indigenza. Eppure la Nigeria è il Paese più ricco d’Africa in termini di Prodotto Interno Lordo 405,1 miliardi di dollari statunitensi – il dato è del 2016: anno in cui il paese era in recessione e il Pil subì una contrattazione del -2,24% – ma già nel 2017 il Pil nigeriano ha registrato un +2,6% e quest’anno sta incrementandosi di un ulteriore +2,5% e la previsione del 2019 è di un +2,8% –  ma è anche quello che ospita il più gran numero di persone che vivono nella povertà estrema: secondo l’ultimo rapporto di World Poverty Clock del World Data Lab di Vienna, Coi suoi 87 milioni di abitanti in estrema povertà, risulta essere la nazione dell’Africa Occidentale in vetta alla classifica mondiale della povertà. Fino all’anno scorso il triste primato spettava all’India, che annovera quest’anno solo 73 milioni di persone in situazione di povertà estrema, ovvero con un reddito di 1,25 dollari al giorno. Ma se in India le statistiche dimostrano come il fenomeno sia in diminuzione, l’andamento della povertà in Nigeria ha un trend inverso, e registra un aumento di quasi 6 persone al minuto. Paragonato alla popolazione totale – quasi 197 milioni di abitanti – il dato mette in evidenza che già il 44,2% della popolazione nigeriana è in situazione di estrema povertà. Il paradosso salta agli occhi quando si pensa che la Nigeria è la nazione d’origine del miliardario più ricco del continente, l’uomo d’affari Aliko Dangote, e quella dove cresce un’elite di benestanti sempre più ricchi. Se il ritmo del deterioramento della situazione rimanesse uguale nei prossimi anni, si arriverebbe a 119,766,229 di nigeriani in estrema povertà nel 2030. Il conflitto con il gruppo terroristico Boko Haram sembra inevitabilmente legato a un deterioramento della qualità della vita dei nigeriani, ma non viene mai messa in evidenza la correlazione tra i due fenomeni. Cinque  le cose da sapere sui nigeriani migranti.  Boko Haram, ci sono state più di 50mila vittime in meno di vent’anni, che hanno incentivato la povertà, la tratta e la prostituzione. I nigeriani hanno il record di richieste d’asilo in Italia, ma noi non li consideriamo quasi mai dei rifugiati che chiedono protezione Le stragi dei terroristi di Boko Haram e quelle dell’esercito regolare, la violenza alle stelle, la tratta delle schiave verso l’Italia, la crisi di fiducia nel paese. Dalla Nigeria si fugge per molte ragioni, ragioni che tuttavia l’Europa molto spesso non riconosce. Molti di loro arrivano in Italia (è dei nigeriani il record delle domande d’asilo nel nostro paese), ma se sbarchi a Lampedusa e al momento dell’identificazione dai la risposta “sbagliata” – «sono qui per lavorare» – oppure se provieni dalla regione sbagliata del paese africano, il tuo viaggio può ritenersi concluso. Quindi la Nigeria è un paese in guerra, ma il conflitto non viene conclamato. La Nigeria nella classifica africana nella fiducia nelle istituzioni (governo, parlamento) è in fondo alla classifica. In una ricerca realizzata da Afrobarometer nel 2015, i nigeriani che si dicevano immuni alle intimidazioni o violenze politiche erano il 17,3%, coloro che si dicevano spaventati poco, un po’ o molto erano l’81,3%. Oggi, Il 63,2% dei nigeriani è convinto che la corruzione sia un male che affligge il governo in carica e solo il 29% è “molto o abbastanza soddisfatto” della democrazia nel paese. E, soprattutto, il 74% è convinto che la Nigeria stia andando in una direzione sbagliata.  L’Italia è il paese d’elezione per la fuga dei nigeriani verso l’Europa. Negli ultimi dati disponibili su 12 mesi (dicembre 2014 – novembre 2015), i nigeriani che hanno fatto richiesta d’asilo in Europa sono 31.460, di cui più della metà (17.895 pari al 57%) in Italia. Nel trimestre luglio-settembre 2015, addirittura il 68% dei nigeriani (pari a 7.575) che hanno chiesto asilo in Europa lo ha fatto nel nostro paese. Malgrado ciò e malgrado l’alta visibilità che hanno in Italia, la quota di residenti provenienti dal più popoloso paese africano è ancora piuttosto bassa, alla fine del 2015 erano circa 70.000.  La presenza di vittime di tratta è una delle caratteristiche principali del flusso di migranti dalla Nigeria verso l’Europa e l’Italia. Più di un quinto delle richieste d’asilo presentate in Italia è rappresentato da donne, per la maggior parte adolescenti o da poco maggiorenni (in generale ragazze tra i 15 e i 24 anni). Secondo un recente rapporto Oim – L’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l’Agenzia delle Nazioni Unite: «la maggior parte di queste donne, è destinata allo sfruttamento sessuale». Migliaia di donne vittime di tratta sono arrivate in Italia negli ultimi anni provenienti da zone ben precise della Nigeria (l’area di Benin City e in generale dal sud del paese). A seguire la Nigeria nella classifica africana dell’estrema povertà sono la Repubblica Democratica del Congo, con 60,9 milioni di abitanti in forte disagio, l’Etiopia – che pur è una delle economie africane più dinamiche degli ultimi anni – con 23,9 milioni, e la Tanzania, con 19,9 milioni. Nel mondo, secondo gli stessi analisti, vivono nell’estrema povertà ben 643,530.000, di persone, ovvero l’8% della popolazione mondiale. Il dato è contenuto nel rapporto di tre studiosi del World Poverty Clock per Brookings Institution. Lo studio solleva la preoccupazione sulla crescita della povertà rispetto agli sforzi per eradicarla. Ben 14 dei 18 paesi con il maggior numero di indigenti nel mondo sono in Africa…

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