500 motivi per lasciare l’Italia…

Alcuni mesi fa ho invitato i lettori di questo Blog, più vari conoscenti e tutti quanti gli amici a partecipare ad un sondaggio che evidenziasse e condividesse tra loro e il sottoscritto i vari motivi per cui eventualmente avrebbero deciso di lasciare l’Italia… beh la sorpresa è il gran numero delle risposte (ben 500) la loro grande omogeneità nelle ragioni pur in articolata differenza di età tra i partecipanti al sondaggio… in un’ampia eterogeneità dei soggetti cui è stato chiesto di rispondere… Comunque come promesso ecco qui i VOSTRI motivi per lasciare l’Italia.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e un invito a tutti quanti di lasciare un commento in fondo alla pagina con la vostra opinione su questi motivi…

“Perché un paese che non offre sicurezze, prospettive e lavoro ai propri cittadini è un paese fallito. Voglio andarmene, anche se a malincuore, perché dopo tre anni dalla Laurea, non ho ancora un lavoro stabile. Poi perché preferisco che le tasse del mio lavoro finiscano in mano ad uno Stato che mi offre servizi e non disservizi.” (Giovanni Lombardi – Milano).

“Poca meritocrazia, poche opportunità per i giovani. Scarso rispetto del codice della strada.” (Joseph Pike).

“Per vivere in un luogo più consono al mio modo di sentire e vivere che mi consenta di esprimere al meglio me stessa e le mie potenzialità.” (Carlotta Baccino – Varese)

“Per la non possibilità di costruirsi un futuro, comprare casa, avere un lavoro, fare famiglia” (Graziano Mutolo -Verona)

“Perché mi sono rotto le scatole di aspettare che qualcosa cambi. l’Italia non ha costruito nessun futuro per i suoi cittadini, importando clandestini senza educazione e denaro. Inoltre esaspera i cittadini con leggi assurde che penalizzano gli italiani onesti e favoriscono i disonesti.” (Alberto G.)

“Quando la frase: dai l’Italia si risolleverà l’anno prossimo…ce la faremo! Diventa demodè inizi a farti qualche domanda in più. Quando vedi che vorresti pagarti l’ultimo anno di studi, lavorando solo part-time per frequentare i corsi, ma diventa impossibile. Quando vedi che la ricerca è considerata uno spreco e non una risorsa, pensi più di una volta di vivere nel posto sbagliato. Quando vedi i tuoi amici emigrati fuori, non preoccuparsi della parola garante per fare un acquisto oneroso; pensi che quelle tue catene invece non si romperanno mai. Quando non pensi più che gli altri tuoi amici, colleghi ed ex compagni di università abbiano intrapreso la scelta più facile emigrando e solo tu resti l’unico scemo… Quando la parola ‘politica’ ti causa conati di vomito incontrollabili… allora è giunto il momento di preparare i bagagli. Bye bye Italy, I’ll come to Canada” (Giuseppe Aiala – Milano)

“Perché all’estero posso provare DAVVERO a trovare il lavoro che amo e per cui ho studiato e lavorato per sei anni: la restauratrice/legatrice di libri antichi e opere d’arte su carta. Qui in Italia sarei destinata alla fame, o a relegare il mio lavoro ad hobby, facendo per vivere un altro lavoro che non mi interessa.” (Laura Della Piana)

“Per la profonda ingiustizia che c’è fra le generazioni, in cui le vecchie generazioni si sono accaparrate una serie di privilegi (che chiamano diritti acquisiti) che gravano sulle spalle delle generazioni più giovani condannandole a pagare per qualcosa che a loro non spetterà mai. Esempio per eccellenza è il sistema pensionistico, e in generale l’incremento inarrestabile di debito pubblico è sinonimo di questo spostamento sulle generazioni future dei problemi odierni e passati. Il problema è che l’Italia ha dimostrato di essere incapace di cambiare rotta, col risultato di condannare i giovani ad un futuro in declino senza una speranza di crescita e miglioramento. Ritengo fondamentale nella vita la speranza in un miglioramento e l’unico modo che vedo per riaverla è andarsene.” (Marco Lorenzin – 40enne di Pordenone)

“È un paese corrotto che non dà speranze riguardo un futuro cambiamento. Non si vede la fine di questa crisi, non c’è lavoro, non ci sono prospettive. La maggior parte della gente è pessimista, grigia, se non addirittura disperata. Altri approfittano di questa situazione e il tutto al momento pare senza soluzione. Non è quello che voglio per me, men che meno per i miei figli. Spero di farcela…” ( Marisa – Una tra tante)

“Perché l’Italia è un Paese con gravi problemi irrisolti rispetto ad altri Paesi avanzati tasso di disoccupazione troppo alto, corruzione, clientelismo, corporativismo, immobilismo burocratico e legislativo, accoglienza immigrati clandestini, ecc.” (Antonella Tromba)

“Perché il mio sogno è quello di aprire un ristorante e non ho intenzione di pagare il 60 % di tasse sul mio lavoro …” (Anonimo –  50 anni – Bologna).

“Perché non si scommette sui giovani. Ovunque io giri lo sguardo vedo persone anziane che hanno il controllo su tutto e prendono le decisioni per il popolo intero, ma dubito che un 70enne possa sapere cosa è meglio per un ragazzo di 20 anni che magari vuole solamente perseguire i propri sogni nel paese dove è nato. Questa problematica è radicata ad ogni livello in questa società: dalla politica allo spettacolo, dallo sport ai lavori pubblici e sembra che siamo lungi dal trovare una soluzione a questo male insopportabile. Avrei almeno altri 10-12 buoni motivi altrettanto validi che mi spingono a voler lasciare l’Italia, ma qui c’è scritto di fornire uno solo e mi limito a questo…” (Francesco Brambilla)

“Non vivo in Italia perché non ci sono possibilità decenti di crescita professionale nel mio settore” (Margherita Orsini – architetto)

“Perché è un paese vecchio, e non progredisce. Da italiana che ama davvero il suo paese lo devo dire: rimaniamo sempre indietro su tutto. Che poi il merito non si premi è facoltativo…” (Anonimo).

“Non avere un futuro e nessun tipo di soddisfazione personale professionale logora lentamente la mia dignità” (Dario Follini- Torino)

“Non voglio che lo Stato Italiano succhi anche il sangue dei miei figli, oltre al mio” (Giovanni Amoruso)

“Troppe chiacchere/provvedimenti inutili da parte sia del Governo sia della gente comune. E’  un paese invivibile attualmente buono solo per una vacanza mordi e fuggi.” (Daniele P.)

“Perché in Italia non c’è speranza di un futuro, per me, mio figlio, la mia famiglia.” (Bruno Argento)

“Perché mancano le basi per vivere un futuro sereno e civile” (Marco Famà – Roma)

“Perché temo che diventerà un paese sempre più povero, con tutte le conseguenze che ne derivano disoccupazione, delinquenza, degrado…” (Stefano Accorsi – Monza)

“Perché non intendo più sottomettersi alle ESTORSIONI fiscali. Lavoro o attività in proprio?? Solo all’estero please. Qui non faccio NULLA. Campo coi ‘soldi di mamma’.” (Giorgio Rossi – Milano 36 anni)

“Perché in Italia non c’è futuro. Perché continuo a passare da un lavoro all’altro con contratti di un mese, 2 o 3 e poi di nuovo a casa per mesi interminabili senza sapere quando arriverà un altro lavoro. In più ormai c’è la guerra tra i poveri! Tutti sgomitano per arrivare primi, siamo tutti contro tutti, non c’è più solidarietà, anzi! I rapporti umani si sono deteriorati. Ci si insulta ai semafori e ci si ammazza per cose da niente! Per questo me ne vado perché non esiste più una vita serena” (Simona Farina – neo laureata  con 110/lode – Genova). 

“Per trovare l’amore” (Anonimo).

“Perché è e sarà sempre governata da incapaci e disonesti che pensano più al benessere personale che a quello del nostro paese dove la furbizia e il clientelismo sono sempre stati considerati delle doti da perseguire. Per gli onesti e per le persone semplici è come vivere con un nemico in casa.” (Giacomo Liberani – Napoli)

“Per formarmi professionalmente. In Italia per i giovani questo non è possibile, li vogliono tutti “nati imparati” (Martina Zucca – Vicenza).

“Perché è una nazione che ha perso il coraggio di inseguire i propri sogni e provare ad essere migliore. Vado via ad Aprile 2017” (Eliana Bianchi – Milano)

“Per non pagare le tasse ad uno Stato corrotto ed incapace!!!” (Anonimo)

“Me ne vado perché non voglio che mio figlio cresca in un ambiente così pericoloso e mal sano, con ragazzi della sua età buttati li nelle strade.” (Debora di. Biase)

“Voglio lasciare l’Italia perché non vedo futuro per me 20enne, perché trovare un lavoro non è semplice e il più delle volte anche se si trova bisogna accontentarsi, con un salario minimo, che tende sempre di più ad assottigliare il potere di acquisto e quindi danneggiare un’economia già pesantemente tassata. Il tutto giustificato da un anno in Australia, dove effettivamente se vuoi lavorare puoi trovare una possibilità che ti permette di vivere decentemente, uscendo dalla casa familiare e riuscendo a salvare dei risparmi per una futura propria famiglia o progetti/ambizioni.” (Nicolò Silvani – Legnano)

“L’Italia non è un paese per giovani, non vedo futuro qui, purtroppo.” (Antonio Conte)

“Io verrei lasciare l’Italia perché sostanzialmente è un paese vecchio, abbastanza chiuso e arretrato. Non c’è tutela dei propri diritti (e il primo dei diritti è avere un lavoro tutelato) e ne mancano anche di fondamentali che la legge non vuole riconoscere. Questo è un paese dove una famiglia spende molti soldi in istruzione dei propri figli e poi questi sono ridotti a lavori per i quali manca hanno studiato, e tra l’altro viene detto loro di accontentarsi e di essere grati e contenti di quello che passa in convento. E’ un paese dove le opportunità sono scarse, dove vige un baronato incredibile, dove la burocrazie è interminabile e le tasse strozzano le piccole attività. Insomma: niente diritti, poco lavoro (e mal curato), impossibilità di costruire qualcosa di solido, queste sono le cose che secondo me mancano, e ce ne sarebbero altre ancora da dire. Spero un giorno di poter andare via e di poter costruire una vita salda, cosa che qui è ostacolata in mille modi.” (Claudio Vicari)

“Voglio iniziare una nuova vita, quella che non riesco ad avere restando qui.” (Alessia Burato)

“Voglio lasciare l’Italia perché, in un Paese dove dopo aver lavorato 40 anni non viene data una pensione dignitosa perché si continua a pagare un 30% circa di tasse… io, continuo a viver male e non ho più sufficiente energia per continuare a starci. Se poi aggiungiamo che, dalle istituzioni e dalla politica, vengono scaricate su di noi poveri anziani la responsabilità del disastro nazionale cosa che è un vero controsenso. Loro che sono i veri responsabili… facendoci odiare dai giovani… che sono capaci solo di dire bisogna “svecchiare” il Paese. Che bel coraggio… E se aggiungiamo il fatto della inesistenza di un minimo di riconoscenza per quel che abbiamo fatto e rappresentato come cittadini che hanno lavorato, pagato le tasse, difeso la democrazia, rispettosi di tutto e di tutti, ma, ciò non conta… (l’importante è rottamare in nome di una gioventù o meglio di un giovanilismo arrogante… allora è molto meglio andarsene. È ora di imparare l’inglese e fuggire altrove altro che continuare a fare sacrifici… io e quelli come me, una vita di sacrifici l’hanno sempre fatta!” (Gaetano Bacchini)

“Il problema dell’Italia sono gli italiani (menefreghisti, scansafatiche, parassiti pubblici, furbi, disonesti, maleducati e senza senso civico) e i loro politici che l’hanno rovinata. Dovrei far crescere qui i miei figli e finire qui i miei anni? No grazie!” (Luca Maniscalchi)

“Perché è diventato un paese governato da chi sta mirando a distruggerlo e voglio salvare me e la mia famiglia! Dopo aver lavorato per più di 20 anni per migliorare questo ingovernabile Paese”. (Giuseppe Alfano)

“Perché il mio stipendio non equivale al lavoro che faccio, le tasse sono troppo alte e alla fine la libera professione non è libera per niente!” (Giovanni Lo Cascio)

“Perché non abbiamo l’umiltà di ammettere che abbiamo fallito e ricominciare così da zero.” (Edoardo Di Giovanni)

“Zero possibilità di crescita professionale per merito” (Annalisa Valente)

“Perché non farlo!?!? Cosa c’è nel Bel Paese che funziona!!! Sanità sempre più allo sbando, scuole sempre più lasciate al degrado più totale, opportunità lavorative ormai nulle, sistema giudiziario incapace di svolgere il proprio lavoro, assenza di progetto come nazione, è ormai un paese morto e solo per anziani. (Valentino Ancona)

In tutto questo macello manca la cosa fondamentale sono …siamo riusciti ad annullare ogni tipo di sogno a noi italiani e senza prospettiva un paese non sa dove andare. Spero un giorno di poter fuggire da qui e magari chissà andare a Montreal oppure anche in Svizzera: questa ormai è diventata la mia missione, per me e la mia famiglia.” (Marco Mari)

“Premessa: lascerei l’Italia non per sempre ma per un po’ (2-3 anni), comunque il motivo che mi porta a lasciare l’Italia è migliorare l’inglese e arricchire il curriculum, in vista di un impiego migliore in Italia” (Filippo Polanzan)

“Voglio lasciare l’Italia perché, pur amando la mia lingua e la mia cultura, sto scoprendo ogni giorno di più che siamo un popolo di perdenti nati, piagnoni, lamentosi e ignoranti.” (Anonimo)

“Perché vedo questo paese andare alla deriva… Saccheggiato da orde di immigrati clandestini che stanno cancellando la nostra storia e vengono trattati con più civiltà di come venga trattata una persona anziana o i malati di S L A, insultati e umiliati da un’Unione Europea che ci ha solo resi schiavi, è svergognati da una classe politica che solo per il fatto che continua a esistere ci classifica tra uno dei popolo più miseri e incapaci di reagire … Che dire … Da qui a cinque anni io vedo solo desolazione…” (Crissy Miao – Firenze)

“Per garantire una vita dignitosa ai miei figli. Ho un contratto a tempo determinato e mio marito è disoccupato. Questa non è vita” (Maria Tonini)

“Non mi rispecchio nella sporcizia, nelle strade rotte, nell’incuria che hanno i comuni per le città, non mi rispecchio nel governo, non mi rispecchio nella mafia, nella ‘ndrangheta, in una democrazia inesistente, nei notiziari falsi venduti al sistema, nella presunzione delle università di essere migliori, nell’incapacità del governo di governare e di dare opportunità di lavoro, nel suo essere assassino dell’imprenditoria giovanile, nel propinare programmi televisivi che ci fanno rimanere stupidi, ignoranti e senza possibilità di incrementare il senso critico e creativo… e non mi rispecchio in un governo che non aiuta le famiglie ma, le affonda ecc. ecc.” (Jolanda – Roma)

“Perché voglio vivere in un Paese civile dove esista la meritocrazia e dove ci sia giustizia, senza menzogne e senza papponi mafiosi al governo. Un paese dove non ti trattino come un oggetto ma come una persona.” (Giovanna Rusconi)

“Perché ormai è un paese noioso e bigotto ma ciò che è più deprimente è il suo livello e la sua spinta culturale. Ad esempio basta accendere la radio e ascoltare la musica che girano per buttarsi giù e rendersi conto che questo è un paese senza speranza.” (Anonimo)

…chissà se avrebbe un’altra opinione dopo aver cambiato il canale su cui ascolta abitualmente la musica?!

“Perché in Italia lavoro anche 16 ore al giorno ma non mi pagano mai abbastanza!” (Eugenia)

…lavorarne 8 e lasciare le altre 8 ore ad un altro lavoratore …no?!

“Lascierei l ‘italia xkè è diventato un Paese troppo xbenista dove hanno la precedenza gli stranieri lo stato x i suoi cittadini nn esiste dal lavoro alle leggi troppo ingiuste alla chiesa che ci governa ancora troppo a insaputa della popolazione ignorante, dove nn ti senti protetto e aiutato in casa tua, dove anche se hai un lavoro a stento riesci a sopravvivere e sono sempre i cittadini a pagare…solo x questo andrei via…” (Gullotta Ylenia)

“Voglio la meritocrazia sul lavoro.” (Matteo)

“Perché voglio avere uno stipendio dignitoso, perché voglio usare Uber senza polemiche, perché voglio vivere in una nazione in grado di fornirmi servizi adeguati e senza burocrazia eccessiva. Infine non voglio lavorare per pagare pensioni a gente che non se le è guadagnate…” (Anonimo)

“Lascerei l’Italia perché governata da persone che fanno i loro interessi coprendoci di ridicolo, e la cosa più triste è che siamo stati noi cittadini a permettere tutto questo…” (Francesca Gullotta – Milano)

“l’Italia non offre nessuna opportunità ai giovani …lo stato non ti aiuta in niente, si paga solo per tutto, tutto aumenta, tranne gli stipendi i datori di lavoro stabiliscono loro stessi gli stipendi e le ore da lavorare. Già vivo in Francia da molti anni, grazie agli aiuti dello Stato e alle leggi che ci sono, ho potuto comprare casa, ho un posto fisso, uno stipendio che il 30 di ogni mese arriva sul mio conto corrente, mai un ritardo di pagamento… se faccio ore in più’ sono pagate, fino all’ultimo centesimo e grazie agli aiuti dello Stato ho potuto mettere al mondo 2 figli …tante cose non vanno anche qui è ovvio, ma almeno La Francia davanti a scelte come: fai 1 figlio (ma anche 2 o più) ti garantisce effettivamente il posto di lavoro fisso guadagnato sulla base della tua professionalità… in Italia conosco decine di donne costrette a rinunciare al diritto di essere madri, perché il loro datore di lavoro le “minaccia” ovviamente in modo psicologico facendogli capire che se hanno la minima intenzione di procreare, possono scordarsi il posto di lavoro… è una vergogna… ma è una cosa di cui non si tiene conto quando si parla del calo delle nascite in Europa… dovessi dare un consiglio a chi sta ancora valutando se lasciare tutto e partire all’estero? Direi sì… fatelo soprattutto se siete ancora giovani, fatelo per voi e soprattutto per dare un avvenire ai vostri figli…” (Romana De Rossi)

“Perché siamo governati da CRIMINALI, che pensano solo ed esclusivamente ai loro interessi, e guai a chi glieli tocca, non rinunciano a niente, fregandosene di un Paese che sta cadendo a pezzi, fisicamente e moralmente. Non che in altri paesi non ci siano i ladri, però almeno si vive meglio, le cose funzionano malgrado tutto. Mi fermo qui!!!!” (Anonimo)

“Perché da noi ci sono troppi ostacoli per fare tutto: economici, culturali e burocratici. Abbiamo una cultura troppo arretrata e facciamo fatica a staccarci da modi di pensare inattuali e poco pratici.” (Giovanni Romani)

“Futuro molto incerto in italia” (Roberto Alaimo)

“Perché non si può più lavorare in Italia.” (Claudia Prina)

“Perché’ non vedo futuro in Italia specialmente per i miei figli…” (Gianfranco Rivellini)

“Per la crisi…” (Anonimo)

“Perché i sacrifici che faccio qua in Italia per sopravvivere, nonostante una vita di studio, servano all’estero per permettere a me e alla mia famiglia una vita dignitosa e a mio figlio la possibilità di avere delle opportunità che io non ho avuto.” (Mauro Chiesa)

“Perché non ci sono dei servizi pubblici di qualità (sanità, aiuti per studio, disabili, trasporti ecc.)” (Maria Nellina)

“Perché non vedo un futuro, non tanto per me (anche se non avrò mai una pensione!), quanto per i miei figli. Ora sono piccoli, ma sinceramente non vedo miglioramenti nei prossimi anni.” (Luisa – Milano).

“Non vedo futuro per i miei figli” (Gian Luca Canavese)

“Mi piacerebbe vivere in un paese dove avviare un’attività non sia impossibile. Dove ci siano leggi che aiutano i giovani imprenditori che hanno voglia di fare, dove il tuo incasso sudato non viene tassato in quantità spropositata, dove se sei un artigiano non esistono leggi a volte incomprensibili che ti costringono a spendere un sacco di soldi per rendere a norma il tuo laboratorio. Dove sia più semplice seguire le regole e dove sai non esistere una corsia preferenziale dettata dalle tue ipotetiche conoscenze e parentele.” (Leyla Costanzo)

“Voglio lasciare l’Italia per lo scarsissimo riconoscimento degli sforzi fatti nel mio Paese per l’ottenimento di un titolo di studio, o comunque in generale per le capacità che molti italiani possiedono e dimostrano ma che non vengono adeguatamente valorizzate, e anzi sono addirittura considerate come un peso per la società anziché una risorsa e… mi fermo qui quel che ho detto è già sufficiente” (Alessandro Salaris).

Anch’io …mi fermo qui, la pubblicazione di tutti i 500 motivi, che mi avete inviato per dire la vostra sul vostro forte desiderio di cambiare paese alla ricerca di migliori chances di lavoro, di guadagno e di vita in genere, per voi e i vostri figli, richiederebbe un post di ben 56 pagine…

Inoltre, si nota subito che le lamentazioni, ‘pardon…’ le motivazioni addotte …si ripetono omogenee pur nelle differenze di età dei partecipanti al sondaggio nei contenuti delle risposte… Cosa dire a riguardo? In altre ma brevi parole ho l’impressione che: L’Italia sembra non piacere più agli italiani!!??

Già… alla maggioranza degli italiani non piace affatto la maggioranza degli italiani… e inoltre che a questa maggioranza d’italiani non piaccia la politica italiana e tanto meno i politici italiani che la fanno… e purtroppo sembrerebbe anche che ai politici italiani che fanno la politica italiana non piacciano a loro volta gli italiani… Sì, ci stiamo vicendevolmente antipatici e sulle rispettive “scatole” …ormai si può dire anche ‘irrimediabilmente’. L’impressione è quella che questo nostro Paese non sia più abitato da quel: «popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori» ma semplicemente da un “popolo scontento” del proprio paese e dei propri connazionali… tanto da desiderare di tornare ad essere un popolo di emigranti… che però allo stesso tempo non gradisce che il Paese venga ripopolato da atri “emigranti” di altre nazionalità. E, molti italiani che non hanno ne …fanno figli però, vantano grande preoccupazione per il loro futuro… Italia e italiani… un paradosso rispetto e se stessi??!!

E’ sempre tempo di Coaching!”

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