America: Trump fa attaccare il parlamento dai suoi “Patrioti” un vero e proprio tentativo di golpe…

È un atto terroristico interno quello in corso a Washington su istigazione del presidente uscente Donal Trump. In realtà era già scritto che si sarebbe arrivati all’assalto alle istituzioni USA. Ed è altrettanto palese che molti governi e politici occidentali sono stati complici di un impostore di tal fatta. Ma guarda un po’ che sorpresa: Donald Trump è un golpista. Ben svegliati, eh. Sono anni, già da prima che fosse eletto nel 2016, che giornalisti ben informati  e altrettanto ben orientati…  scrivevano dicendo in tutti i modi possibili che si sarebbe arrivati esattamente a questo punto, all’assalto armato alle istituzioni degli Stati Uniti istigato da Trump… Ma in tanti ignorando gli avvisi e facendo spallucce si sono resi complici del prevedibile “tiranno” alla ricerca del suo consenso e della sua legittimazione. Lo è stato iI governo Conte 1 si in qualche modo è stato complice di Trump ricordate “Giuseppi” e anche Luigi Di Maio ha cercato la sua legittimazione internazionale schiacciando l’occhiolino all’Amministrazione americana… Senza dimenticare quell’altro bel campione di Matteo Salvini, che flirtava con l’impostore dai capelli arancione, salutandolo come fosse un fratello del cambiamento, piegandosi ai suoi desideri criminali di diffondere quelle stesse fregnacce alla base degli eventi di Washington, così umiliando i nostri servizi segreti, le nostre istituzioni, il nostro paese. Trump è un truffatore patentato, aiutato da Vladimir Putin e dal modello di business delle corporation tecnologiche a occupare la Casa Bianca a diventare Cialtrone-in-Chief, con l’obiettivo di disorientare l’occidente, di indebolire i sistemi liberal democratici e di smantellare il sistema di alleanze internazionali costruito nel secondo dopoguerra… Trump è il primo presidente antiamericano della storia degli Stati Uniti, un fervente antidemocratico ma non lo è da ieri, da quando ha incitato una massa di deficienti, cioè la versione yankee del popolo del vaffa sommato a quello del Dio Po e per questo ammirata dai nostri retequattristi e dai nostri casaleggisti, ad assaltare il Congresso degli Stati Uniti… Questo è un atto di vero terrorismo interno, un attacco all’America che dura da ben quattro anni. Trump è il primo presidente antiamericano degli Stati Uniti dal venti gennaio 2017, dal momento esatto in cui ha spergiurato sulla Costituzione degli Stati Uniti e ha sputtanato l’America. Sono mesi che si scrive e si legge sui Media che Trump andava fermato, che stava preparando il golpe ancora prima di venire travolto dai voti degli americani di tutte le aree ideologiche e geografiche, liberal e conservatrici, delle coste e del midwest, bianchi e neri, del nord e del sud, compresi i residenti nella Georgia tradizionalmente conservatrice che proprio ieri ha eletto due senatori democratici pur di cancellare l’ignominia dell’era Trump, assegnando quindi alla prossima Casa Bianca di Joe Biden la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, un “united government” che a Washington si è visto solo in quattro degli ultimi quaranta anni… I capibastone repubblicani sono complici di questo oltraggio alle istituzioni americane, ma anche i giornali e le televisioni che hanno aspettato l’ultimo anno per denunciare le bugie e i reati di Trump e per difendere la democrazia americana (Twitter ha cancellato un paio di suoi tweet eversivi, che tempismo). Le prese di distanza dei senatori e dei deputati che pochi mesi fa lo hanno salvato da un impeachment solare sono tardive e non serviranno a riprendersi un partito stuprato e ucciso da Trump. Deputati, senatori e i membri del governo, a cominciare da quel pesce lesso di Mike Pence, che prima hanno consentito tutto ciò e poi magari si sono dimessi e ora lo criticano, sempre col timore di incorrere nella sua ira distruggi-carriere, potrebbero però ancora avere un ruolo nel fermare la sceneggiata delle contestazioni sulla certificazione dell’elezione di Biden, interrotta ieri al Congresso prima ancora che dai terroristi domestici da un manipolo di eletti repubblicani. I membri del governo potrebbero dichiararlo incapace di intendere e di volere, come da venticinquesimo emendamento della Costituzione che abbiamo visto invocare solo nelle serie tv, e rimuoverlo immediatamente dalla Casa Bianca. Trump sa che prima o poi finirà ospite di altri edifici federali, meno prestigiosi di quello sito al 200 di Pennsylvania Avenue, non per vendetta giustizialista del pacioso Joe Biden, che pure ne avrebbe diritto dopo le infamie costruite sulla sua famiglia, ma perché ogni singolo giorno della presidenza eversiva di Trump ha violato la legge, la Costituzione, la decenza. La nuova Amministrazione americana e il nuovo Congresso di Washington dal 20 gennaio dovranno indagare su questo attacco alla democrazia occidentale e individuare le responsabilità e i colpevoli. Anche le istituzioni italiane dovrebbero chiedere a Joe Biden di rendere pubbliche le ingerenze di Trump sulla politica europea ma soprattutto quella italiana, a partire dalla responsabilità dei politici che ne hanno condiviso metodi e strategie… pagando profumatamente le consulenze politiche del Guru Steve Bannon diventando così volenterosi fans (complici) di Trump…

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