Come la paura limita la nostra vita: come difenderci…

Paura. Tutti ne abbiamo sentito almeno una volta il tocco freddo raggelarci e irrigidirci pensieri e azioni…

Cosa fare di questa emozione? Come gestire la paura? Personalmente ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma il trionfo su di essa…

“L’uomo coraggioso non è quello che non si spaventa,

ma colui che conquista quella paura”

(Nelson Mandela)

Esistono delle tecniche abbastanza facili da usare contro le nostre paure quotidiane. Innanzi tutto permettetevi di avere paura.  La mia personale e preferita definizione di mancanza di paura è questa: “…l’abilità a restare aperti e rilassati, anche nelle circostanze più difficoltose”. Molto spesso la paura porta a negare la vostra umanità ed anche quella degli altri. Cosa fare? Liberiate la vostra vita e quando volete soltanto scappare, ricordatevi che la via migliore per fuggire è rimanere… Se riuscite a rallentare solo un pochino, potete riuscire a vedere la paura emergere e dissolversi in sé stessa. Il segnale che denota il “guerriero” è proprio permettere che succeda questo. Il codardo rivolge la sua attenzione al combattere la paura, il guerriero le crea spazio. Cosa succederebbe se faceste questo: la prossima volta che vi accorgete che il livello di paura sale, che si manifesta come ansia, tristezza o rabbia, fermatevi e prendete un foglio di carta e scrivete una breve frase che descriva la vostra paura. Iniziate con le parole “Io ho paura di…” e riportate i primi pensieri che vi vengono in mente, senza fare attenzione alla grammatica o alla razionalità… Potrebbero venirti fuori cose banalissime come: “Ho paura di controllare la mia posta e-mail perché ho già troppe cose da fare” oppure “Ho paura della discussione che avrò con il mio ragazzo/za” o “Ho paura di avere il cancro”. Leggete per tre volte le parole che avete scritto. Dai… fate un bel respiro completo e profondo dopo ogni lettura. Evitate qualsiasi tentativo di ingrandire o rimpicciolire la nostra agitazione sulla base di pensieri razionali… affidatevi all’ascolto del vostro respiro e alla lettura di ciò che avete scritto e la paura vedrete assumerà una dimensione più reale e conosciuta e così ridimensionata si dissolverà… Chiediamo Aiuto. Una tra le paure più diffuse è quella del volo. Se siete tra le persone che odiano volare e avete già provato mille strategie per superare la paura quando salite in aereo e nessuna di queste vi è stata di aiuto. Ecco cosa suggerisce un noto scrittore, che lascio nell’anonimato e che soffriva di attacchi di vero panico quando saliva in aereo: “ho detto a qualcuno che avevo paura di volare e questa persona mi ha offerto un bicchiere d’acqua. E con mia sorpresa mi sono calmato all’istante. Ho imparato che ritrovarmi con qualcuno che si prendeva cura di me, anche se solo per un momento e anche se faceva solo finta, aveva il potere di calmarmi”. La verità è che il 99% dell’umanità è buona. Quando siamo vulnerabili le persone vogliono davvero proteggerti. Nel momento in cui sappiamo questo, ci possiamo rilassare. È facile che ci sia qualcuno lì per noi. Cosa succederebbe se faceste questo: se vi accorgete che vi sta salendo il panico, contattate qualcuno. Intavolate una conversazione con qualcuno vicino a voi, o chiamate un amico, scrivete una lettera, inviare una email.  Non avete bisogno di entrare nello specifico di tutta la storia, potete dire qualcosa come “Ho un momento difficile e pensare a te mi risolleva lo spirito…”. Se non volete comunicare con nessuno potete esprimere questa richiesta singolarmente a voi stessi “Possa questa paura costruire un ponte tra me e gli altri”. La chiave qui è prendere questa energia di paura, che crea spirali dentro di voi e verso il basso per rendervi isolato e sovraccarico, e contrastarla con una energia di connessione che crei spirali verso l’alto ed intorno a voi, alleggerendo la situazione a tutti i livelli. Come sapete uno dei modi più potenti per imparare a trasformare la paura è la camminata sul fuoco, un antico rituale praticato da migliaia di anni in tutto il mondo. Infatti, quando facciamo o assistiamo a qualcosa che credevamo difficile o impossibile, ogni nostra cellula impara a superare la paura e le credenze limitanti. Metti gli altri per primi. La paura può farvi ignorare i vostri desideri autentici e mettere la vostra vita in attesa. Finite per voler sfuggire, ritirarvi e pensare che quello che volete non sia possibile o non sia realistico ma questo non danneggia solo voi! Anche coloro che vi amano ne vengono toccati. So che molte persone spesso consigliano di mettere se stessi per primi, ma ritengo che sia vero anche il contrario. Quando mi fermo e mi ricordo chi è presente nella mia vita, il perché li amo, e quanto la mia felicità li possa rendere felici, ritrovo un coraggio incredibile per fronteggiare le mie paure. Lo sto facendo per noi! Le mie azioni sono radicate nell’amore, non nell’aggressione – ed amare gli altri è una fonte potente per la mancanza di paura. Cosa succederebbe se faceste questo: chiedetevi “Chi altri ne sarebbe felice, se io superassi le mie paure peggiori?”. Se non riuscite a pensare ad almeno una persona che gioirebbe della vostra gioia, immaginate la persona che ammirate di più seduta di fronte a voi. Questa persona può essere vera o immaginaria, ma quando pensate a lei arrivate a provare un senso forte di incoraggiamento. Scrivete il nome di ogni persona e spiegate il motivo per cui questa persona sarebbe felice se voi superaste le vostre paure.Fatti coraggio. Questo può sembrare banale e non profondo, ma in realtà è il contrario. In un saggio intitolato “Avere a che fare con la Depressione Mattutina” (“Working with Early Morning Depression”), Chogyam Trungpa Rinpoche afferma: “Il punto primordiale è sempre presente: è quella scintilla di bontà che c’è anche prima che tu ti metta a pensare”. Tutti possediamo quella possibilità di essere felici nonostante tutto, a prescindere dai fattori esterni. Tutti abbiamo dentro di noi questa scintilla. Anche se la crediamo spenta, in un secondo possiamo riaccenderla. Cosa succederebbe se faceste questo: la prossima volta che vi sentite insicuri, fermatevi e dite a voi stessi queste parole “Posso sempre farmi coraggio. Mi basta deciderlo”. E poi fatti coraggio. Funziona sul serio; può durare soltanto alcuni secondi/minuti/ore, ma puoi sempre riprovarci ancora. Rilassati. L’opposto della paura non è l’audacia, è il rilassamento. Come tutti i partecipanti ai nostri corsi di Camminata sul fuoco hanno sperimentato, un incredibile segnale di coraggio è l’abilità a rimanere aperti e concentrati in ogni circostanza, non importa quanto questo sia scomodo. Quando non siamo capaci di mantenere la consapevolezza perdiamo di vista quello che sta succedendo intorno a noi. Confondiamo quello che pensiamo che stia accadendo con quello che sta davvero accadendo. Quando l’attenzione viene rivolta tutta alla paura siamo distratti da quello che sta succedendo davvero. La mancanza di paura, come il rimanere nel centro tranquillo del tifone – invece di venire portati via – richiede attenzione e ricettività complete, e queste sono due qualità che hanno le loro radici nell’essere rilassati. Cosa succederebbe se facessi questo: la prossima volta che noti che la paura sta crescendo, smetti di fare quello che stai facendo.Porta l’attenzione dentro di te. Dove si sta manifestando la paura nel tuo corpo? Può rivelarsi in una mascella bloccata, nel ventre teso, nella respirazione superficiale, e così via. Quando localizzi il punto in cui c’è la paura, rilassa quell’area. Rilassa la mascella o lo stomaco, oppure fai dei respiri profondi. Questo deve essere un rilassamento fisico, non uno emotivo. Per calmare il tuo corpo non è sempre obbligatorio che tu debba calmare la mente; funziona anche nell’altro senso. Smetti di parlarti. Come scrivo in Libera la tua vita nel Buddismo ci sono diverse categorie di sofferenza ed una di queste è detta “La sofferenza della sofferenza”, ed è diversa dalla sofferenza normale che è parte della vita. Tutti noi sperimentiamo perdita e delusione ma aumentiamo il nostro dolore quando ci raccontiamo tutte quelle storie complicate sulla loro origine, da dove vengono, di chi era la colpa. Non sto dicendo che non dovremmo riflettere sugli eventi della nostra vita, ma ad un certo punto tutto questo raccontarsi storie diventa controproducente. Invece di analizzare le tue sensazioni, prendi in considerazione il suggerimento della monaca buddista americana Pema Chodron: “Senti la sensazione e lascia andare la storia”. Cosa succederebbe se facessi questo: esercizio che è tratto da Libera la tua vita. 

Appena ti rendi conto che stai incominciando a girare come una trottola, invece di pensare alla tua sofferenza, vivila. Nota dove è localizzata nel tuo corpo, se è fredda o calda, rotonda o piena di spigoli, veloce o lenta. Puoi anche piangere o metterti a saltare. Sii paziente e permettiti di sentire quello che stai sentendo come se fosse fine a sé stesso. Quando darai un taglio alla sofferenza sulla sofferenza, rimarrai colpito da quanto velocemente questa passerà. Invita qualcuno.  Ecco un esercizio che puoi fare subito per calmare all’istante la paura. Cosa succederebbe se facessi questo: prima di fare qualcosa che ti impaurisce (discutere con un amico, iniziare un lavoro nuovo, chiedere un appuntamento a qualcuno), immaginati qualcuno che sarebbe orgoglioso se tu ti assumessi questo rischio. Potrebbe essere un parente, un mentore, il tuo bambino interiore o un personaggio storico o letterario. Prima di entrare nella situazione che ti spaventa, visualizzati con questa persona al tuo fianco, che ti tiene per mano o tra le tue braccia.  Permettiti di sentire davvero la sua presenza e portala con te. Non sei solo e nella unione c’è la forza!  Concedi un tempo alla paura. Quando sei stretto nelle sue grinfie, sembra che non finisca mai. Quanto tempo pensi che debba durare questa paura? Per verificarlo fai questo esercizio. Ascolta il silenzio. A volte è come se volessimo fare di tutto per smettere di avere paura, anche se per un secondo soltanto. Non hai bisogno di guardare tanto lontano. In una situazione di paura la mente ha la tendenza ad aggrapparsi alla paura stessa fino a quando non ti sembra di esplodere. Ecco invece cosa puoi fare: smetti di concentrarti su qualcosa in particolare. Lascia che la tua consapevolezza diventi arrendevole ed aperta. Cosa succederebbe se facessi questo: porta la tua attenzione a qualsiasi suono sia udibile. Mentre io sono qui seduta, posso ascoltare un’auto che passa per strada, la musica che viene dal piano di sotto ed il rumore delle pagine del giornale che mio marito sta sfogliando. Fai in modo che le tue orecchie accolgano tutti questi rumori. Ognuno e tutti questi si scontrano contro una atmosfera di silenzio, altrimenti non ci sarebbe nulla da ascoltare. Sintonizza le tue orecchie sul silenzio, ascolta cosa c’è tra i suoni che ascolti e porta la tua attenzione lì. Puoi sempre, sempre ascoltare il silenzio, anche se sei allo stadio a vedere la partita. Prendi dentro di te la vastità del silenzio. Questo esercizio è un modo per interrompere il flusso dei pensieri quotidiani, e connetterti invece con la pace della mente, che è sempre sintonizzata sulla realtà più grande e possibile.  Impara a meditare. Tutti questi consigli sono basati su un concetto solo: l’abilità a mantenere la consapevolezza e la concentrazione, attimo dopo attimo, al meglio che puoi. Quando non concentri consapevolmente la tua attenzione, questa si muove a casaccio. Ci vuole pratica per scegliere su cosa concentrarti, e questa pratica è la meditazione. Solo allora diventerà facile mettere in azione i suggerimenti qui sopra. Non importa quale sia il tipo di meditazione che pratichi, diventerà sempre più forte se le rimarrai fedele grazie alla tua capacità di oltrepassare la paura con fiducia.

E’ sempre tempo di Coaching!”


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