E se alla base di tutto questo trambusto interiore vi fosse la mancanza di autostima?

L’autostima è quella parte del nostro auto-concetto che rende più o meno resistente la nostra pelle emotiva. Amarci in modo incondizionato è, indubbiamente, la pietra angolare del benessere psicologico, ma anche se a priori il concetto di amor proprio possa sembrare semplice, in realtà è più importante di quello che immaginiamo per quanto riguarda il raggiungimento della felicità… È impossibile essere felici se non amiamo noi stessi. Amarsi, accettarsi, approvarsi e stimarsi qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa dicano gli altri e nonostante i fallimenti, è il cemento per costruire una vita costellata di soddisfazioni, gioia e pienezza. Esercitare l’accettazione incondizionata di se stessi è un lavoro così difficile che, permettetemi la ridondanza, è difficile trovare persone che si amino davvero e senza maschere. Condividere. Non sappiamo esattamente perché l’essere umano, per norma generale, ama così poco se stesso. A quanto pare ha a che vedere con l’ego e con l’ansia di spiccare sugli altri. Quando vogliamo essere speciali o migliori degli altri, finiamo per amareggiarci; alla fine, scopriamo di avere anche delle carenze e dei limiti e di non essere così singolari come pretendevamo di essere. Questo permette al pensiero polarizzato -o bianco o nero- di attivarsi nella nostra mente e di creare in noi un dialogo interiore del tipo: “Se non mi distinguo dagli altri, allora non valgo assolutamente nulla”. Il segreto per avere un’autostima sana, dunque, è non pretendere mai di attribuirci troppo valore, bensì un valore unico, comune a tutti gli esseri umani. Condividere. La mancanza di autostima e la sua relazione con alcuni disturbi. Se osserviamo alcuni disturbi psicologici classici (paure, ansia, insicurezza, ecc. ecc.) ci renderemo subito conto che la loro origine è in gran parte influenzata dalla mancanza di amore verso se stessi. Questa mancanza di stima si trasformerà, successivamente, in credenze disfunzionali, emozioni negative e condotte controproducenti che inseriscono la persona in un circolo vizioso. Per capirlo meglio, vediamo alcuni esempi:

Disturbo d’ansia. Le persone ansiose provano un’intensa paura nei confronti del futuro. I loro pensieri sono sempre catastrofici, poiché credono che realizzando una certa azione, possono fallire o può capitare loro qualcosa di terribile. È evidente che al di sotto di questa paura esiste un’immensa insicurezza. Queste persone non hanno fiducia nelle loro capacità né credono di avere le potenzialità per affrontare da sole le avversità. Il pensare continuamente che nella vita tutto debba svolgersi in un modo “perfetto”. È una delle vie di fuga “naturali” per l’appunto del ‘perfezionismo…’ portato all’estremo. Una persona è perfezionista quando pensa di dover fare tutto senza errori. Questo non è altro che il risultato, come già detto, del volersi distinguere dagli altri. Il perfezionista dubita spesso, gli è difficile decidere, poiché è indispensabile che tale decisione lo conduca verso il cammino corretto; infine, crolla quando si accorge che questa perfezione anelata è irraggiungibile… Anoressia e bulimia. In questo caso l’assenza di autostima è particolarmente evidente. Non si ameranno fin quando il loro fisico non sarà adatto. Dipendenza emotiva. Quando penso che gli altri valgono più di me o che io non sono degno di stima, ci sono alte probabilità che finisca con l’essere un dipendente emotivo e che arrivi a sopportare condotte da parte di altre persone che, altrimenti, non tollererei.Il pensiero del dipendente emotivo recita nel seguente modo: “Dato che io non valgo nulla e non merito amore, mi accontento delle briciole che mi lasci e resto alla mercé di quello che vuoi fare di me”. Depressione. Anche in questo caso la mancanza di amore è ben visibile. Le persone depresse vedono se stesse “molto piccoline”, totalmente prive di valore e, pertanto, rimandano l’avvio dei loro progetti scontrandosi con questa barriera. Credono che nulla di quello che intraprenderanno andrà bene e arrivano persino al punto di non vedervi alcun senso, “Perché?” Si sentono colpevoli, miserabili, vittime e si convincono ogni giorno di non valere nulla e che, quindi, nessuno le apprezzerà.

Potremmo citare moltissimi altri disturbi: tutti quelli che hanno a che vedere con il controllo degli impulsi, con il riempimento dei vuoti interiori, i disturbi di personalità, ecc. ecc. Possiamo vedere facilmente che il comune denominatore in tutti essi è la mancanza di amore e che occorre lavorare sull’accettazione di sé in modo efficiente. Occorre lavorare su se stessi e aumentare l’autostima… occorre salire una scala che è dentro noi stessi. Avere come obiettivo ultimo l’accettazione di se stessi ci rende liberi: i fallimenti perdono importanza, così come le critiche o i rifiuti altrui.

La perfezione smette di essere cercata e permettiamo a noi stessi di agire in conformità al nostro criterio personale, indipendentemente da tutto il resto…

Dovete imparare a rafforzare la vostra autostima seguendo questi semplici consigli e presto il trambusto interiore che provate se ne andrà dalla vostra vita…

E’ sempre tempo di Coaching!”

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