Governo: il grande bluff di Lega e Cinque Stelle è arrivato alla fine, adesso dovete trovare i soldi…

Alle liti tra i due leader di governo non crede più nessuno: tutta scena per non parlare della manovra, dei 32 miliardi da trovare, della crescita zero e delle scorciatoie che non esistono più. Peccato che dalla realtà non si possa scappare… Cari Salvini e Di Maio, smettetela, che tanto non vi crede nessuno. Non ci crede nessuno alle vostre liti da pollaio, a questo continuo incontro di wrestling su qualsiasi inezia, dopo che per mesi vi siete trovati d’accordo a spernacchiare i commissari europei, a respingere i disperati sull’uscio di casa nostra, a minacciare la nazionalizzazione delle autostrade. Non ci crede nessuno perché abbiamo il calendario sottomano e sappiamo bene che cosa avete in testa: differenziarvi l’un l’altro in vista delle elezioni europee. Ma soprattutto, mandare in caciara la dialettica all’interno della maggioranza, per evitare di parlare del documento di economia e finanza e della prossima legge di bilancio… In un Paese serio, per dire, vi si chiederebbe conto di una sola cosa, oggi: di commentare le parole di Giovanni Tria sulla crescita zero in Italia, sulla necessità di fare una manovra che sostenga la crescita senza intaccare gli obiettivi strutturali di bilancio. Perché Tria dice cose molto precise, signori ministri Di Maio e Salvini: dice che occorre spostare risorse dalla spesa corrente agli investimenti pubblici. Dice che debito aggiuntivo non se ne può fare. Dice che c’è un problema serio, che vanno trovati 32 miliardi di euro circa senza aumentare le tasse o tagliare la spesa, se no la recessione si aggrava. A essere malevoli, tra le righe, Tria ne dice un altro paio: dice che quel che è stato fatto lo scorso anno, Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, per la crescita serve poco o nulla, perché bisogna far ripartire gli investimenti e si è scelto di non farlo. E dice pure che non esistono scorciatoie strane, come l’uso delle riserve d’oro della Banca d’Italia, né la soluzione modello Venezuela adombrata dal presidente della commissione bilancio Claudio Borghi, di fare impunemente altro debito pubblico, fregandocene bellamente delle regole europee, degli effetti che tutto questo potrebbe avere sui rendimenti e sullo spread e, in ultima istanza, delle generazioni future. Una soluzione che mai sarebbe avallata, giova ricordarlo, né dal presidente della repubblica, né dai commissari europei uscenti – la legge di bilancio la valutano ancora Juncker e Moscovici, per chi non se lo ricordasse, né da un eventuale maggioranza sovranista entrante, che è ciò che di più allergico ai debiti pubblici del sud Europa che esista. No, cari Ministri Salvini Di Maio e Premier Conte: fino a oggi abbiamo scherzato, ma adesso il bluff è finito e i soldi li dovete trovare sul serio. E di qui non ve ne potete andare finché non li avete trovati. Comunque vada siete con le spalle al muro… Perché non c’è maggioranza possibile in parlamento senza di voi. Perché se pure si dovesse andare a votare, a uno dei due, o a entrambi, toccherebbe comunque trovare i soldi e governare i casini che avete combinato. E se non ci fosse da piangere sarebbe quasi da ridere vedervi così affannati a far cadere il governo. E farebbe ancora più ridere, di fronte alla prossima campagna elettorale vedervi fare il possibile per perdere, così da mandare l’altro a governare. O peggio ancora, pareggiare, sperando che arrivi un tecnico alla Mario Draghi a risolvere i problemi e cancellare le vostre responsabilità dalla memoria degli italiani. Nel frattempo, cercatevi tutti i diversivi che volete: i diritti civili, gli sbarchi, le pasta al ragù Star, le cavallette. Non ci caschiamo più. Il bluff è finito. Salvini e Di Maio giù le carte…

E’ sempre tempo di Coacing! 

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