I 5 principi chiave della Crescita Personale

“I metodi possono essere un milione e più, ma i principi sono pochi. Chi afferra i principi può scegliere con successo i suoi metodi. Chi prova i metodi, ignorando i principi, avrà sicuramente dei problemi”

(R. W. Emerson)

In alcuni dei post pubblicati in questo Blog nei mesi scorsi avevo già impostato – secondo il mio …sentimento – risposte a domande fondamentali sulla vita l’universo e tutto quanto… che mi erano state poste da più persone nell’ambito di vari commenti di amici e lettori del Blog stesso e/o a dei singoli coachee incontrati durante i loro singoli percorsi di coaching…
In questa secondo post risponderò quindi ad una seconda domanda.
Una domanda che per certi versi può essere considerata come complementare rispetto a quella vista qualche giorno fa.
Se nell’altro post abbiamo infatti parlato delle tecniche fondamentali di crescita personale che impiego ancora attualmente, oggi ci concentreremo su quelli che sono i principi chiave a monte di questi metodi.
Una sorta di… “comandamenti della crescita” personale secondo me.
Vediamo allora questa seconda domanda.
Ecco la domanda, votata da ben 52 lettori del blog: questi amici vorrebbero delle vere e proprie “tavole dei comandamenti” (…esistono?) sulla crescita personale: beh, questa sì che è una “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto!“
Naturalmente non ho la risposta definitiva a questo quesito, posso però condividere con voi/te quelli che sono stati per me i 5 principi essenziali per migliorarmi e raggiungere alcuni degli obiettivi a cui tenevo maggiormente.
Eccoli nell’ordine:
Non procrastinare. Avevi dubbi? A rischio di sembrare ripetitivo, non mi stancherò mai abbastanza di sottolineare l’importanza di sradicare la “rimandite” dalle nostre giornate.
Puoi infatti diventare il massimo esperto di “tecnicucce & metoducci” di miglioramento personale, ma finché non ti sporchi le mani, finché non ti scontri con la realtà, tutta questa teoria non ti servirà a nulla.

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Inizia. Inizia adesso. Sbaglia. Ricomincia. Inizia meglio. Non ti arrendere.
Concentrati sui piccoli progressi quotidiani. Ricordi quando vi/ti ho parlato della formula del successo e della felicità. Ecco, l’idea che qualsiasi traguardo, anche il più ambizioso, possa essere conquistato un piccolo passo alla volta è uno di quei principi di miglioramento che sento profondamente miei.
Traggo profonda ispirazione dal sapere che anche il mio obiettivo più ambizioso in fondo è fatto di piccole attività quotidiane e che quelle piccole attività sono l’unica cosa di cui mi devo davvero preoccupare.
Ricorda che il successo non è mai lineare. Poter conquistare mete ambiziose un passo alla volta non significa però che la nostra crescita sarà lineare.
Potremmo farci il mazzo per mesi, o addirittura anni, senza vedere risultati tangibili.
Perseverando sulla giusta strada però succede qualcosa di molto interessante: ad un certo punto, quando meno ce lo aspettiamo, l’energia cumulata si sprigiona rapidamente e noi compiamo finalmente il nostro salto quantico.
Ehi, non sto parlando di quelle minchiate pseudo-scientifiche che vanno tanto di moda negli ultimi anni, quando uso l’espressione “salto quantico” faccio riferimento a quanto spiegato in questo articolo. Focalizzati sull’essenziale. Molti spesso si fermano ad una lettura superficiale del principio.

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Beh, voglio che vi/ti sia cristallino questo punto: farti il mazzo non ti garantisce un bel nulla.
Non è che se ti sbatti sulle attività sbagliate l’universo ti darà un premio di consolazione: scordatelo.
Non basta impegnarsi giorno dopo giorno, serve anche impegnarsi sulle attività essenziali, ovvero quelle che contribuiscono realmente a farci progredire verso le nostre mete.
Questa è l’essenza del concetto di efficacia: fare poche cose importanti, ogni giorno, ed eliminare tutto il resto.
Abbraccia il disagio.
L’ultimo principio chiave della mia top 5 di miglioramento personale riguarda il disagio e la capacità di accettarlo, anzi abbracciarlo.
Non c’è reale crescita fintanto che ci comportiamo come “pulcini da allevamento“.
Non a caso nei miei articoli affronto spesso il tema delle frigne e dei frignoni.
Non lo faccio per insensibilità o scarsa empatia: sono infatti intimamente convinto che lamentarci ci dreni via energie, energie fondamentali per cambiare la situazione in cui ci troviamo e che non desideriamo.

“L’uomo forte soffre senza lagnarsi,

l’uomo debole si lagna senza soffrire.”

(Ruggiero Bonghi)

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda (le “tecniche” per integrare questi principi), direi che quelle trattate nel primo articolo la settimana scorsa rispondano piuttosto bene al quesito.
Bene, anche questa seconda puntata termina qui.
Nel terzo post di questo ciclo, che pubblicherò nei prossimi giorni, cambiamo decisamente argomento.
Un amico, infatti mi chiede una serie di consigli lavorativi e finanziari per studenti universitari.
Ne approfitterò per raccontarvi/ti quelle che sono state le mie esperienze a riguardo, dei tanti fallimenti affrontati e delle piccole-grandi rivelazioni che ho avuto strada facendo.
A presto.

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