Istat rivede al rialzo le stime sul Pil: +1% nel 2017. Ma il gap con l’Europa resta significativo…

UE sul debito italiano linea morbida: “Niente procedura”. Bruxelles: “visto il clima politico, aggiustamenti di bilancio eccessivi, rischiano di ostacolare la crescita”.

“Nel 2017 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo pari all’1,0% in termini reali”. È la stima dell’Istat. L’Istituto, rispetto a novembre, ha così rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali le indicazioni sul Pil per quest’anno. “Nell’attuale quadro di previsione si ipotizza una dinamica più sostenuta del commercio mondiale che favorirebbe le esportazioni”.  Si spiega così perché, Il tasso di crescita del nostro Pil diventa: “lievemente superiore a quello registrato nel 2016 (+0,9%)”. “Oggi è una giornata in cui arriva un messaggio di ottimismo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ad Ariccia, commentando i dati dell’Istat. “Sappiamo – ha aggiunto il premier – che le condizioni di crescita del nostro Paese, che finalmente ci sono, sono graduali e il fatto che in una giornata come oggi si registri che questa gradualità ha una spinta verso l’alto è un fatto che ci incoraggia ad affrontare a testa alta le sfide che la nostra economia avrà nei prossimi mesi e io penso potrà affrontare in modo stabile e con fiducia nel futuro”. Nel primo trimestre del 2017 il Pil italiano, ha registrato “un ulteriore miglioramento consolidando in tal modo la fase di recupero”, sottolinea l’Istat. Almeno a livello di stima del Pil, per l’economia italiana, l’Istat prevede una crescita dell’1% in termini reali, con un tasso di incremento lievemente superiore a quello registrato nel 2016 (+0,9%). Ma “la diversa intensità della crescita rispetto a quella dell’area euro costituisce una caratteristica dell’attuale ciclo economico”, aggiunge l’Istituto. Tanto che “prendendo come riferimento il primo trimestre del 2015, il livello del Pil italiano è cresciuto dell’1,9% nei primi tre mesi del 2017. Nello stesso periodo il Pil dell’area euro è aumentato del 3,5%”. Al netto delle scorte la «crescita sarebbe +1,1%» Nelle ”Prospettive per l’economia italiana nel 2017” l’Istituto di statistica spiega anche che “la domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil”, mentre l’apporto della domanda estera netta sarebbe marginalmente negativo (-0,1 punti percentuali) e nulla la variazione delle scorte. Il consolidamento atteso per gli investimenti. Nel dettaglio, la crescita della stima di spesa delle famiglie sarebbe determinata da un incremento medio dei consumi alimentato “dai miglioramenti del mercato del lavoro, solo parzialmente limitati dal rialzo atteso dei prezzi al consumo”. Invece, “l’attività di investimento è attesa consolidarsi sui ritmi di crescita registrati nel 2016, beneficiando anche degli effetti positivi sul mercato del credito derivanti dal proseguimento della politica monetaria espansiva della Banca centrale europea (+3%).” L’Istat spiega infine che “le previsioni incorporano le misure descritte nel Documento di Economia e Finanza diffuso ad aprile”. Una «situation room» per l’occupazione giovanile. Occupazione: il miglioramento continua ma decelera. Riferendosi all’occupazione, il documento segnala poi che il miglioramento dei livelli occupazionali: “dovrebbe proseguire nel 2017 (+0,7% in termini di unità di lavoro) ma in decelerazione rispetto agli anni precedenti”. La riduzione della disoccupazione osservata negli ultimi anni dovrebbe dunque proseguire «anche nel 2017, con un tasso previsto pari all’11,5%». L’Istat sottolinea anche che «una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale, legata al miglioramento delle aspettative delle imprese, costituirebbe un ulteriore stimolo per l’attività economica». I rischi al ribasso sono invece costituiti «da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e dall’eventuale riaccendersi di tensioni sui mercati finanziari». Come commentare tutto ciò e quale giudizio reale dobbiamo dare sull’andamento della nostra economia?  Al netto del miglior… ‘pessimismo’: “si tratta di ’briciole’ che cadano sulla tavola degl’italiani per via del confermarsi di una congiuntura internazionale favorevole… sicuramente meglio di niente… ma per dirla con un fiorentino doc “Lorenzo il Magnifico”: “chi vuol essere lieto sia di doman non c’è certezza”.

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