Italia: siamo in crisi e siamo isolati, ecco perchè oggi l’Italia è davvero nei guai…

La Commissione Ue propone la procedura contro l’Italia: “Violate le regole sul debito”. Conte: “Dialogo ma nostre stime diverse”. Il clima è cambiato a Bruxelles: dalla fase pre-voto in cui negoziava con l’Italia, alla fase post-voto in cui non fa più sconti. Con la certezza ormai di poter escludere che i sovranisti, rispetto alle previsioni, possano fare blocco e cambiare tutto in Europa… ll governo gialloverde, nazionalisti e populisti insieme, primo caso tra i paesi fondatori dell’Ue, finisce così spalle al muro  e fuori da accordi europei che possano garantire un minimo di negoziato, fuori dalla maggioranza, senza possibili alleati in Consiglio europeo sui quali far leva per cercare almeno di rallentare (altro che cambiare) la macchina sanzionatoria europea di fronte alle nostre palesi violazioni delle regole sul debito. Che ne dicano Conte, ma soprattutto Salvini con l’ormai fiebile eco di Di Maio, la nostra situazione economica peggiora di giorno in giorno.  La spirale:  debito più alto, interessi più voluminosi, crescita al palo continua inarrestabile. Rischiamo così di uscire dall’Euro, oppure di assistere all’arrivo della Troika. E il Governo italiano che fa? Continua a propinarci soprattutto per bocca di Salvini sempre più irresponsabili menzogne. Se il Debito e lo spread continuano ad aumentare, siamo ormai dentro una “tempesta perfetta” che si abbatte sull’Italia”. E questa volta sarà anche peggio di altre volte. L’Italia si sta indebitando a un costo sempre maggiore per pagare gli interessi sul debito accumulato negl’anni scorsi. E ormai: «Per i mercati l’Italia è spacciata, aspettano solo la ristrutturazione del debito». Sono le dure parole dell’ex Ministro Carlo Padoan, che suonano come una “campana a morte” per il destino dell’Italia, è l’attestazione chiara che il peggio deve ancora venire e che non è più evitabile. Lo spread fisso tra i 250 e i 300 punti base ormai è così da dodici mesi e attesta la sfiducia profonda che il mondo economico e finanziario ha nei nosti confronti. Il nostro Paese cresce di meno in Europa, col debito pubblico più alto d’Europa e, nonostante inanelli avanzi primari da almeno un decennio. In altre parole: dal 2008 a oggi, senza soluzione di continuità, l’Italia si sta indebitando a un costo sempre più alto. E mentre si indebita, non ha né i soldi per crescere, né la volontà politica per investirli nella crescita, perché deve badare a una popolazione sempre più povera, l’unica in Europa che dall’introduzione dell’Euro a oggi ha visto diminuire il proprio livello di ricchezza procapite. E’ così chiaro, perché i mercati abbiano già emesso la loro condanna a morte. Nel giorno in cui il nostro debito sarà declassato dalle agenzie di rating – e se Salvini continuerà a tirare la corda, quel giorno arriverà molto presto – lo spread aumenterà ancora, e così la spesa per interessi e il debito da rifinanziare, peggiorando ulteriormente il circolo vizioso in cui ci siamo infilati. A quel punto, la discesa dei nostri Btp sotto il livello spazzatura sarà solo una questione di tempo. L’effetto di tutto questo? Semplice: i mercati non potranno più usare i titoli di stato italiani come collaterali per avere dalla Banca Centrale Europea il denaro di cui hanno bisogno, e le banche più deboli andranno in crisi di liquidità. Le più forti, invece, così come la Bce, smetteranno di comprare titoli di Stato italiano e di rifinanziare il nostro debito, mandando in crisi di liquidità pure lo Stato italiano. A quel punto si aprirebbero due strade: quella che porta alla zecca di Stato, alla stampa delle nuove Lire e all’immediata uscita dell’Italia dall’Euro e dall’Unione Europea (sì, le due cose possono solo andare assieme). O, per l’appunto, a una ristrutturazione del debito modello greco, che vuol chiedere aiuto al Meccanismo Europeo di Stabilità, con tutto il corollario di tagli e tasse che necessariamente ne consegue. Altre strade non ce ne sono, fuori dal tunnel: o la Lira o la Troika, questo è il vero bivio che attende l’Italia (nonostante le bugie di Salvini e Di Maio). E fa sorridere, per non piangere, che al governo ci sia gente che parla ancora di flat tax e di misure che costano decine di miliardi all’anno, ignaro o indifferente al fatto che sta solo alimentando aspettative irrealistiche e che tutto questo produrrà un risentimento enorme nella popolazione italiana, una volta che le toccherà prendere atto che l’unica verità è il baratro economico e l’aumento della povertà. Svegliamoci, quindi. Che è già troppo tardi…

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