Life: sostenere le persone ai tempi del Covid-19

Questo post è la traduzione dell’articolo di Shiri Ben Arzi, fondatrice del Medical Coaching Institute, è apparso sul sito ICF https://coachfederation.org/blog/supporting-clients-through-coronavirus. E’ un invito ai medical coach e a tutti i coach in primis, ma anche a tutti noi,  sia come  semplici persone, che come persone impegnate in ruoli di manager, imprenditori, consulenti, lavoratori o genitori. E/o tutto questo insieme… “Il nuovo Coronavirus (COVID-19) sta gradualmente diventando parte della nostra realtà quotidiana, per alcuni più di altri. Oltre al suo effetto sulla nostra realtà esterna, sta anche influenzando la nostra realtà interna, invitando ad entrare nel nostro spazio personale ulteriori stress e ansia. Questa nuova realtà interna entra nello spazio del coaching, con i nostri coacee. Se vogliamo aiutare i nostri coacee a raggiungere risultati sostenibili, dobbiamo sapere come supportarli attraverso tutto questo. Il modello RAIN (che in italiano possiamo tradurre come Vedere, Riconoscere ed Accettare, Esplorare e sollecitarne il significato, Senza Attaccamento) offre una road map per creare chiarezza, aumentare la resilienza e costruire un piano d’azione per andare avanti. Possiamo usarlo con i nostri coacee e per noi stessi. Osservare i nostri pensieri e le emozioni che sono connesse allo stress. Guardarli senza giudizio e dare loro nome. Dare un nome ai nostri pensieri e alle nostre emozioni ci aiuta a ridurne l’impatto emotivo, a renderli di quella intensità che possiamo gestire, e a separarli dagli altri pensieri ed emozioni. Ricordiamoci che l’ansia è uno stato di paura fuori controllo. E nel contesto di questa crisi, è la normale riposta a questa situazione straordinaria. Riconoscere ciò che ci sta accadendo, quello che proviamo e quello che pensiamo. Accettare questo come la nostra realtà presente e autorizzare noi stessi a vivere in questo spazio con compassione. Accettare profondamente le nostre sensazioni, pensieri ed emozioni non significa assumere un atteggiamento passivo rispetto ciò che non ci piace; significa invece abbracciare la nostra umanità, riconoscere, accettare e abbracciare lo stato in cui ci sentiamo in questo specifico momento. Esploriamo e sollecitiamone il significato. Usiamo la curiosità, propria del coaching, per facilitare l’esplorazione del significato della nostra realtà di quel momento e chiediamoci: Di cosa ho bisogno adesso? In cosa credo? Quali sono le risorse, interne ed esterne, che ho a mia disposizione, ora? Quali azioni posso fare per aiutare me stesso? E poi, una volta pronti, poniamoci in uno stato di “meta-view”, guardandoci da una distanza, e poniamoci nuovamente queste domande. Sono i nostri pensieri e le nostre emozioni, NON SIAMO NOI. Pensieri ed emozioni sono parte dell’esperienza che stiamo facendo in questo momento. Se lasciamo andare il nostro attaccamento ai contenuti e alla natura dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, smettiamo di identificarci in loro. E quando l’identificazione sparisce, allora possiamo riconnetterci con i nostri valori e indirizzare la nostra attenzione, concentrazione ed energia sulla creazione di un piano di azione. Quando lavoro come coach con coacee che affrontano una situazione di stress, aggiungo al modello una “S” finale che sta per “Self-Care”, in italiano diremmo aggiungiamo una “C”, che significa “Cura di Sé.” Curarci di noi è un atto di auto-conservazione. Significa scegliere consapevolmente di compiere azioni che sviluppino la nostra salute mentale, emozionale e fisica. Quando iniziamo davvero ad occuparci di noi, i discorsi negativi che ronzano dentro di noi e le convinzioni che ci limitano vengono a trovarci. E’ allora che abbiamo bisogno di praticare l’amore nei confronti di noi stessi e la compassione, così da poterci prendere cura di noi. RAINS non è una tecnica per aggiustare le cose. E’ un approccio, una via per creare e mantenere uno spazio per noi e per gli altri. Ad un certo punto questa crisi finirà. Come ogni crisi, può tirare fuori il meglio o il peggio di noi. Come coach, facciamo del nostro meglio per usare ciò che sappiamo, gli strumenti che conosciamo e il nostro personale bagaglio di capacità per promuovere il bene e rendere il mondo un posto migliore”.

E’ sempre tempo di Coaching!

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