Ma la Politica è ancora utile?

L’economia italiana cresce più del previsto.

Alla comprensibile soddisfazione del governo molti osservatori oppongono la realistica considerazione che la ripresa è un po’ meno “ina” per merito soprattutto dell’andamento dell’economia internazionale…
Certo, per onestà intellettuale bisognerebbe allora dire che anche quando le cose andavano peggio la responsabilità era del contesto mondiale più che dei nostri governanti…
Sono vere entrambe le riflessioni. E se le cose stanno così, c’è una terza riflessione: nel mondo oggi economicamente globalizzato, si sperimenta come forse mai era accaduto finora, una sensazione diffusa di inutilità della politica. Non vi pare, che a ben riflettere, la nascita, il radicamento e lo sviluppo di quelli che si è soliti definire “populismi” possano trovare la loro motivazione più profonda in questa sensazione, assieme alla reazione ai fenomeni corruttivi e ai privilegi che ‘infestano’ la classe politica e l’establishment, ma forse si può parlare di ‘classe dirigente’ nel suo complesso ai vari livelli? Se l’economia va, a suo modo, la povertà, che pure ha raggiunto misure impressionanti, non diminuisce; anzi, dobbiamo confrontarci con le diseguaglianze crescenti che colpiscono le classi sociali portando la crisi nel cuore della società… nelle famiglie cambiando le prospettive di vita nostre e dei nostri figli. Anche in questo caso la fonti sono  autorevoli, l’Istat si certo… ma anche l’Ocse e addirittura il Fondo Monetario Internazionale.  Non vi pare che non vi potrebbe essere sintomo più eloquente della “paralisi” della politica di questa ripresa economica che non riesce neanche a scalfire gli effetti più gravi della crisi? Perché di fronte all’incapacità di governare in modo efficace i grandi processi planetari – economici e non solo – la politica, almeno quella nazionale, può invocare entro certi limiti la clemenza della corte. Ma la ridistribuzione del reddito e, quindi, la lotta alle disuguaglianze, sono il campo suo proprio, il terreno su cui non può esimersi dall’essere giudicata. Intendiamoci, il problema non è soltanto italiano. La Germania, che vanta ritmi di crescita proverbiali, ha visto aumentare i poveri dell’8,1% tra 2014 e 2015. Anche Francia e Spagna sono in situazioni analoghe.  Quest’ultima poi, oggi, ha un problema in più. Non è un caso che l’“antipolitica” abbia attecchito vigorosamente anche in quelle contrade e che il disagio sociale conservi dimensioni inquietanti, al di là di risultati elettorali condizionati in modo decisivo da sistemi istituzionali e di voto molto diversi dal nostro. Il nostro Paese, infatti, aggiunge alle dinamiche condivise il sovraccarico di un sistema politico fragile e la prospettiva di un quadro ancora più complicato dopo le prossime elezioni – fino a prova contraria, ovviamente – ma visti i risultati delle votazioni siciliane con l’ampiezza dell’astensione dal voto… la maggioranza dei siciliani non ha votato, alle urne solo il 46,76% degli aventi diritto…  vedere crescere ulteriori difficoltà diventa una certezza.  Intanto i mesi che ci separano dalla fine della legislatura già scorrono discutendo di leadership in ragione di possibili riaggregazioni di questo o quel campo dopo le tante divisioni, di eventuali nuovi soggetti politici da formare prima della scadenza elettorale (come non ve ne fossero già troppi) e soprattutto  della nuova legge elettorale (Rosatellum) che non ci darà comunque la governabilità, né una stabilità politica, anzi, dopo le elezioni non esisterà più una  maggioranza di governo e bisognerà vedere quali “coalizioni” tra “diseguali” saranno possibili… Oppure si danno come probabili solo altre elezioni. L’utilità di questa discussione per i problemi delle persone …dove sta? Utile o inutile? I problemi in campo non aspettano! Certo nessuno ha la bacchetta magica, ma ci sono ancora un governo e un parlamento in carica e c’è l’appuntamento cruciale con la legge di bilancio, che dovrebbe essere l’occasione specifica per compiere alcune scelte economiche e portare a soluzione alcuni gravi problemi. Ma, già lo sappiamo, visto le limitatezze delle risorse disponibili, la manovra, sarà quel che sarà, infatti non sembra presenti alcuna reale nuova prospettiva economica per il paese. Tiene sotto controllo evitandolo l’incremento dell’IVA per via delle garanzie di copertura dei due ultimi DEF e distribuisce (elettoralmente) qualche miliardo di rifinanziando vecchie esenzioni sulla casa nonché alcune voci di bilancio specifiche sull’occupazione giovanile e il contrasto della povertà e poco altro, ma siamo ben oltre la …frutta. Certo, la campagna elettorale permanente in cui siamo e saremo sempre più immersi è un contesto molto sfavorevole. Ma se non sono più queste le occasioni in cui la politica, in democrazia, può dimostrare di essere ancora utile… Quando?!

“E sempre tempo di Coaching!”

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