PD: adesso basta! I genitori di Renzi vengano difesi dagli avvocati non dal Pd…

“Muoia Sansone con…”

Matteo Renzi ieri al Lingotto prova a trascinare a fondo quel

che resta del PD e delle primarie… 

Ecco la scena. La sala del Lingotto esaltata, anche con parecchia gente fuori su di giri. In prima fila, due candidati su tre alla segreteria del Pd, Giachetti e Martina, che addirittura rinuncia a un’altra iniziativa per andare a Torino. Renzi che, dal palco, altrettanto gasato, adrenalinico, scamiciato chiama alla “resistenza” contro tutto e tutti, prigioniero di un passato mai elaborato. E che urla ferito: “sono orgoglioso dei miei genitori”. Come si suole dire ogni dubbio è lecito, ma ora Matteo Renzi dovrebbe esser serio: e non trasformare i suoi in vittime sacrificali. E inoltre i renziani non sposino idee suicide di complotto della magistratura… nel tentativo di continuare a condizionare e controllare il PD. Si possono avere molti dubbi (però io non li ho) sulla tempistica del provvedimento giudiziario a carico dei genitori di Matteo Renzi. Ma, nessuno mi convincerà mai che quella data sia stata oggettivamente scelta e che non ve ne fosse un’altra a disposizione e nessuno riuscirà, al tempo stesso, a persuadermi che il magistrato ignorasse in quale contesto sarebbe caduta la notizia dell’atto a sua firma. Si possono anche avere molti dubbi sugli arresti (ancorché domiciliari e molto soft) che hanno consegnato in una bella casa i due Renzi senior impedendo loro di andarsene in giro. Dubbi, dicevo, legittimi. Come è legittimo che il figlio della coppia sia addolorato, difenda i genitori e dica cose… Ecco qui di seguito quali cose vengono dette… Il tema della politica italiana dal ‘92 è quello della magistratura che si muove come un partito politico che fa e disfa i partiti politici. Oggi possiamo affermare che quel partito dei magistrati, che è apparso sulla scena della vita pubblica per tanto tempo, ha subito lo stesso destino dei partiti veri: si è sfasciato, ognuno dei membri va ormai per conto suo. Insomma non appare credibile oggi che vi siano una o più teste che guidano i magistrati. Questa lunga premessa, purtroppo a mio parere è necessaria, per dire a Renzi, ai suoi seguaci nel Partito democratico di non fare della “family” una bandiera. Da quel che si legge (e da quel che si è letto delle famiglie Di Maio e Di Battista) non siamo certo di fronte a un esempio di imprenditoria da indicare come modello. Il magistrato elenca i reati, noi possiamo vedere che c’era troppa furbizia, troppa disinvoltura anche a danno di dipendenti da parte di questi imprenditori… Sia chiaro, io sono ‘innocentista’ per costituzione fin da bambino, quando nel famoso processo Fenaroli-Ghiani in cui i due furono condannati come assassini della moglie del Fenaroli, mi iscrissi al partito degli innocentisti. Non mi piace la galera. Non ci manderei neppure Matteo Salvini, e con ciò, ho detto tutto. Però può un partito accettare una devota campagna filiale come la linea di marcia dei suoi elettori e iscritti? Auguriamoci che i Renzi tornino liberi, ma dobbiamo dire con chiarezza che da quel che abbiamo appreso leggendo quanto i giudici gli imputano i genitori di Renzi non sono modelli di imprenditoria, come non lo sono Di Maio e Di Battista senior… Renzi quindi non trasformi i genitori in vittime sacrificali… Il PD può accettare, con una idea suicida, che la difesa dei genitori del de cuius, il tema del complotto e addirittura del colpo di Stato siano circolanti nelle proprie fila? No! Sarebbe motivo di ulteriore declino e risulterebbe che il partito è ancora troppo condizionato e irrimediabilmente da Renzi e dai suoi… Parliamoci chiaro, siamo ormai al “muoia Sansone con tutti i Filistei”, con un ex leader che, pur di creare danni ai propri avversari, travolge tutto, in una battaglia in perdita, a partire da se stesso. E anche il libro “L’altra strada”, mostra alla fine sempre la stessa e unica strada che è quella lastricata di vittimismo, iper-garantismo, sindrome dell’assedio come terreno per chiamare alle armi il suo popolo contro i barbari. Non ci vuole un genio per vedere in questo approccio non solo una reazione emotiva, ma una strategia consapevole per “far fallire le prossime primarie”, o quantomeno risucchiarle nel gorgo di un passato che torna al personalismo dell’ex leader del PD.  Dentro tutto ciò una cosa appare finalmente chiara… al netto di tutte le chiacchiere, i politicismi, i grovigli mentali in cui sono ormai specializzati dentro il PD, si è capito che l’unica alternativa a Renzi è Nicola Zingaretti, anzi è proprio il timore crescente giorno dopo giorno che il partito finisca nelle sue mani ad alimentare tanto attivismo dell’ex leader. Per la serie: se vinci, comunque devi fare i conti, col mio popolo, con le mie truppe, perché alla fine sono ancora in grado di pesare e di contare dentro il PD, finché non deciderò di andarmene a fare un’altra cosa… Per l’appunto siamo a: “muoia Sansone, con tutti i filistei”… e muoia così anche il PD. Perché è evidente che su questi presupposti la competizione del prossimo 3 marzo poco si presta a scaldare i cuori e a risuscitare interesse nei tanti delusi che, proprio nell’era renziana, si sono allontanati dal PD. Se pi non si interrompe questa linea di commenti alle scelte della Magistratura diverrà più che comprensibile la rinuncia di tanti a votare per le Primarie… Matteo Renzi difenda i suoi, preferibilmente mostrando l’inconsistenza delle accuse. Si tenga i dubbi sulla tempistica e auguriamogli che i coniugi Renzi tornino liberi. Dobbiamo essere seri. Deve essere serio, almeno questa volta lui… Matteo Renzi. Difenda i suoi, ma non li trasformi in vittime sacrificali per sostenere il proprio slancio politico… Caro Renzi, cerchi di capire… lei non ha alcuno vero slancio politico in corso… Ha solo un gruppo di fedelissimi, al vertice e alla base di ciò che resta del PD, che le vuole bene… ma che lei dovrebbe rispettare non coinvolgendoli in una faccenda che si può risolvere con un buon avvocato. Insomma, l’hanno capito ormai quasi tutti… lei è ancora il leader di un bel pezzetto di un partito che in questi anni ha contribuito a mutare geneticamente, nelle politiche, nei valori, nella mentalità, nel linguaggio. Ecco, il punto è proprio questo. Questa ultima voluta esibizione muscolare di Torino, dopo le parole sulla magistratura dei giorni scorsi, squarcia il velo di ipocrisia proprio su queste Congresso e sulle prossime primarie del PD. Finora tutto è stato composto e politicamente corretto, seppur privo di una analisi vera di ciò che è successo in questi anni. Quindi nessun dubbio, Renzi c’è, col suo orologio politico ancora fermo al 4 dicembre 2016, con tutti i suoi discorsi, che ormai sembrano un disco rotto, con le solite battute su Di Maio, Salvini, Toninelli, la Lezzi …stra-sentite decine di volte. C’è con tutta la sua egolatria e le sue rimozioni del passato, sempre più solamente rabbioso e incapace di trasformare il reducismo in un nuovo sogno collettivo…  C’è ancora una volta con lo spirito del “primo della classe”, che non ha capito perché gli italiani lo hanno bocciato… Diciamo le cose come stanno: la vicenda giudiziaria dei suoi genitori, fa sì che Renzi si sia ripreso la scena politica poi col suo tour in giro per l’Italia per presentare il suo “nuovo” libro… sta gasando ciò che resta del suo popolo. Con l’obbiettivo di avere un effetto depressivo sulle imminenti primarie… è questo il film che effettivamente proietta… Per cambiare veramente il PD rinnovandolo e rifondandolo, tutto ciò sarebbe dovuto essere affrontato di petto e con chiarezza e per tempo, ma questo è tutto un altro discorso… e quel che appare e si sente dire nel PD, è invece, che non se ne sta affatto ragionando ne parlando…

E’ sempre tempo di Coacing!

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