PD: l’italia affonda e il Partito litiga…

Una delle poche cose di sinistra rimaste al Pd è la capacità di farsi continuamente opposizione interna. Bisognerebbe prenderli per un orecchio e trascinarli fuori dal Parlamento e dalle loro cene da separatisti e fargli vedere quanto poco risultino interessanti agli occhi del Paese… Un giorno troveranno un nome specifico, forse ci venderemo addirittura una parola nuova, per descrivere questa ‘sinistra sindrome’ (una delle poche cose di sinistra che è rimasta) del Partito Democratico che riesce ogni volta a stupirci per il talento che ha nell’opposizione endogamica mentre là fuori ci sarebbero milioni di cose da dire e da fare. Così accade che mentre al governo quei due traballano per il sotto vuoto della loro mancanza di idee il Partito Democratico riesce nella mirabile impresa di disperdersi nei soliti cento rivoli delle lotte intestine che vengono vissute come battaglie campali e invece all’esterno risuonano come patetici tonfi. In prima fila (non c’è nemmeno bisogno di dirlo) c’è il leader cronico Matteo Renzi che si inerpica in una mostruosa intervista al Corriere della Sera dove riesce a lamentarsi del Pd (che ormai abita con l’insofferenza del separato in casa) che dovrebbe «Farsi sentire di più». «Non mi occupo più del Pd. E suggerisco al segretario di occuparsi dell’altro Matteo, non di me», ha declamato Renzi con la solita delicatezza dell’elefante in una cristalliera, riuscendo nel capolavoro di attaccare il proprio segretario anche quando gli ricorda sia giusto attaccare assieme i nemici esterni. Dice Renzi che la sua parte la starebbe facendo finanziando una scuola politica (in cui ovviamente insegna lui, ça va sans dire) dedicata agli under 30. Se qualcuno volesse imparare dall’ex segretario potrebbe sfogliare con calma il suo profilo Twitter in cui colleziona un’impressionante sequela di improperi contro membri del governo come un hater qualsiasi, uno di quegli odiatori seriali che ti ritrovi ogni mattina sui tuoi profili per contestare qualsiasi cosa pubblichi: ci sono decine di tweet contro Toninelli, Salvini, Di Maio e poi contro D’Alema, tutti messi in fila come se fossero figli di un politico da bar specializzato in livore a piene mani. Proposte zero, se non quando si tratta di disconoscere quanto fatto dal governo Gentiloni e dal ministro Minniti, rei di non aver approvato lo ius soli quando loro erano al governo (e lui, segretario del Pd, il loro burattinaio). Altro giro, altro fuoco amico, altra vendetta postuma… Già perché l’uomo insegue solo una personale vendetta e per questo è disposto a tutto… Andrebbe preso Lui e i suoi (i renziani) per un orecchio e trascinandoli fuori dal Parlamento e dalle loro cene da separatisti e fargli vedere quanto poco risultino interessanti agli occhi del Paese. Ma queste giornate segnano anche il lavoro (anche troppo silenzioso) del segretario Zingaretti. In molti pensano che Zingaretti debba avere ormai bella e pronta una proposta politica, magari una qualsiasi, per tentare di dare un’idea di futuro al Partito o meglio al Paese. Come se fosse semplice! E invece no. Niente di tutto questo. Zingaretti è costretto a ingegnarsi a infiocchettare un tweet che tra l’altro non lo aiuta e che potrebbe essere messo sulla lapide dell’attuale momento dell’opposizione italiana: «A parte i saluti non ho mai conosciuto o parlato con l’onorevole del mio partito Michele Anzaldi, mi fa piacere che oggi si ricordi che sono il suo segretario. A lui va tutta la mia solidarietà. Ovviamente a nessun parlamentare può essere chiesto di tacere, Gasparri deve saperlo». Fantastico, Zingaretti: in poche righe, cercando parole per la difesa per uno dei suoi, ammette di non conoscerlo in quanto comunque estraneo alla sua corrente. E se è vero che una frase del genere è la gioia per i retroscenisti politici e per i filologi specializzati nelle correnti del Pd, per chi invece ha una vita normale e ordinaria (o semplicemente ne ha le scatole piene delle bizze dei capibastone democratici) il tweet del segretario è qualcosa a metà tra il suicidio politico e la bega di quartiere. Un segretario di partito che dovrebbe guidare l’opposizione (e proporre un’alternativa) non deve sprecare tempo e tweet per togliersi un sassolino dalla scarpa contro un avversario interno… Cari ‘Amicagni’ (amici-compagni) ma quando capirete che ogni giorno che passa risulta sempre più ostico dare fiducia a un partito che si auto affonda a palle incatenate… E caro Zingaretti quando capirai che il PD non sta insieme su un generico richiamo all’Unità… della quale a Renzi & renziani non importa nulla, loro vogliono ‘vendetta’ e vedere morti tutti i nemici interni… irriducibilmente convinti che abbiano fatto perdere il loro leader maximo… incapace di ogni autocritica e indifferente al voto degli italiani che hanno votato per altri: “non hanno capito quello che abbiamo fatto, quando si renderanno conto di ciò visto l’incapacità di questi cialtroni a governare, ci chiameranno di nuovo al governo”, questa il sunto del pensiero renziano dal referendum costituzionale ad oggi, senza alcun ulteriore approfondimento dell’accaduto in questi due anni nel Mondo e nel Paese. Bisognerebbe urlargli in faccia se davvero non hanno un altro modo per dimostrare di esistere che non sia quello di polemizzare nelle proprie stanze senza nemmeno sbirciare fuori dalle finestre… Si potrebbe addirittura azzardare spiegandogli che un partito esiste per comunicare al mondo cosa avrebbe intenzione di fare, come lo farebbe e con quale visione complessiva. E invece niente. Loro lì impalati dedicandosi alla guerra interna. Il totale dato è che il PD si divide pure sul modo di fare opposizione. Due opposizioni PD per due governi. Dimostrando, plasticamente, come l’interesse di quel partito sia concentrato non a far cadere il governo, ma su se stesso, sugli spazi di Tizio e di Caio, di Zingaretti e di Renzi o dei renziani, sulle divisioni di potere, sugli arrembaggi più in quota all’ex segretario PD o al Segretario nonché Presidente della Regione Lazio, sulla convenienza o meno di correre presto alle elezioni politiche anticipate. Su chi vuole fare l’alleanza di governo con i 5 Stelle (vedi intervista odierna di Franceschini al Corriere) e su chi non ci pensa né ora e né mai. Caro Zingaretti non puoi andare avanti così, stai perdendo tempo ed occasioni… ho lo dici chiaramente che Renzi & C. in ogni modo stanno di fatto impedendo al Partito, qualsiasi rinnovamento di sintesi politica e organizzativa, perché loro rifiutano di fatto la tua maggioranza uscita dal Congresso… e attraverso il controllo della maggioranza nei gruppi parlamentari… continuano a ritenere Renzi ancora segretario e in prospettiva unico leader Premier di un governo alternativo all’attuale… finché il PD non risolverà questa situazione (meglio separati che fintamente uniti) non vedrà ritornare i voti di coloro che si sono rifugiati nell’astensionismo primo o dopo aver votato per i 5Stelle… ne recuperare i voti, della scissione almeno una milionata di Bersani & Compagni… ne di aggregare il “fumoso” più che famoso ‘campo aperto’ di una nuova coalizione di governo e tutto ciò, mentre fuori, intanto il Paese annaspa, ostaggio delle contraddizioni di una maggioranza fatta da due partiti antagonisti in tutto, uniti solo dal potere e occupanti tutti gli spazi lasciati liberi da un’opposizione ininfluente… Contenti loro, non certo gli italiani…

E’ sempre tempo di Coaching!

Se hai domande o riflessioni da fare ti invito a lasciare un commento a questo post: sarò felice di risponderti oppure prendi appuntamento per una sessione di coaching gratuito

0

Aggiungi un commento


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.