UN MONDO CHE (NON) CAMBIA E ANZI… TORNA AL PASSATO

Tempi difficili? No complicati! Complicati e quindi difficili!? Non è certo una questione nominalistica. La vita di molta gente è sempre più complicata e difficile… e al Mondo che si dice in forte cambiamento, l’orizzonte che si prospetta …sembra sempre più simile ad un passato che torna.
Alla fine degli anni 80 la caduta del socialismo, segnata simbolicamente dal crollo del Muro di Berlino, decretò la fine delle ideologie, in pochi anni spazzate via dalla vittoria internazionale del neoliberismo. muro berlinoCapace di trasformare le spinte contro-sistemiche di un emergente individualismo in benzina per una nuova stagione di crescita economica.
In quel passaggio storico, i vecchi partiti conservatori o meno che fossero …lasciarono il posto a un “nuovo modo di pensare”, sintetizzato nella celebre formula Thatcheriana: «la società non esiste».
Per la verità, ma possiamo sbagliarci, in tutto ciò… più che la fine delle “vecchie” ideologie ci pare di poter scorgere proprio la nascita ideologica e/o almeno l’assunzione ideologica di un pensiero esistente forse da sempre nel liberismo nemmeno tanto “neo”, ovvero: “non esistono ideologie, ma solo il Mercato!” E nel mercato «liberato», era ed è solo il “singolo individuo” l’unico e vero protagonista. Quale formula politica è più ideologica di quella che annulla la società e le sue istanze sociali… nell’individualismo, nel  Mercato e nell’economia finanziaria?!
A qualche decennio di distanza da quella svolta politica …il combinato disposto di stagnazione economica e pressione migratoria mette in discussione gli equilibri raggiunti dai paesi avanzati… forgiando o meglio riportando dal passato “nuove” visioni politiche.
Soprattutto a ‘destra’ è in atto una battaglia che probabilmente deciderà del nostro futuro. Come non vedere chiaramente e …sarebbe meglio, anche con qualche maggiore preoccupazione, di quella che si mostra, che in Europa la destra avanza un po’ ovunque. Con discorsi duri e carichi di risentimento che fa della chiusura agli immigrati, associato alla difesa dell’identità nazionale, le leve principali di un ritorno al suo passato ideologico. Un modo per gridare che la politica europea è fallita così com’è gestita da un establishment, che continua a essere una sovrastruttura tecnicistica poco efficace …proprio perché, lontanissima dal sentire comune e diffuso della gente… per non dire dai reali bisogni dei cittadini! Si tratta di un processo che va acquistando forma e forza crescenti. E che, arrivati dove siamo, è sicuramente troppo semplicistico ricondurre ai ‘populismi’ che già da più anni sono presenti nelle democrazie europee. Come continuare ad ignorare che in alcuni paesi, partiti che si rifanno a questo schema sono già al governo. Ungheria e Polonia in testa. Ai quali potrebbe ora aggiungersi rapidamente l’Austria. Senza dimenticare i successi elettorali ottenuti al primo turno delle elezioni amministrative da Marine Le Pen in Francia. destra sinistra
È evidente che ci troviamo di fronte a una (…non) “nuova proposta politica” che avanza la pretesa di succedere ai vecchi partiti di marca neoliberista.
Sempre per amor di verità… dovremmo chiederci senza ulteriori indugi se: il nuovo orizzonte che ormai intravvediamo sempre più chiaramente, non sia quello del già tanto “esaltato nuovo cambiamento globale…” ma, invece quello di un ritorno …al passato?

Non vi sembra che alcuni echi di ciò ci siano anche nella candidatura di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America?
Transitoria, sembra l’eccezione che almeno per il momento vede protagonista la Germania, dove la Merkel riesce a mantenere stabile il principale paese dell’Unione Europea tenendo ferma la strategia del “rigore” quale baluardo di una sempre più improbabile tenuta dell’economia europea. Ma viene da chiedersi che cosa verrà dopo la Cancelliera, che non può essere di certo eterna… e che comincia ad avere sempre più avversari …interni ed esterni al suo …rigorismo. l'economia cambia il mondo (2)
Last but not least, ovvero “ultimo, ma non per importanza” …anche nel nostro paese è ormai evidente lo scontro tra quel che resta di Forza Italia e il tandem Salvini-Meloni. Ci sono molte buone ragioni per ritenere che ci si debba preoccupare per capire come si possa evitare che questo ‘fronte’ …costituisca il perno di una nuova ma alquanto “vecchia” e pericolosissima stagione storico-politica.
La questione riguarda tutti, coloro che hanno a cuore la ‘democrazia’. E francamente si deve ancora capire da quale fronte possa arrivare una risposta costruttiva.
Insufficienti e sempre più inutili… appaiono i richiami “centristi” ai “moderati…” che negli anni sono stati e continuano ad essere, sempre più “…estremisti” nel loro “egoismo difensivo” di particolari interessi e privilegi. Il primo passo da fare… è riconoscere che, a differenza di quanto accadde negli anni 80, il cuore del problema oggi è il legame sociale: dopo decenni di individualismo spinto e di sganciamento tra economia e società, la prolungata stagnazione economica fa sì che il livello di insicurezza e incertezza e il crescere delle diseguaglianze siano ormai socialmente intollerabili.

disuguaglianze_poveri-ricchi_24-roma_21-10-081In una recente pubblicazione, il Fondo Monetario Internazionale ha mostrato che, dopo otto anni, solo Stati Uniti e Germania, tra i principali Paesi occidentali, hanno pienamente recuperato il livello di reddito precedente alla crisi. Con una velocità di aggiustamento che, se confrontata con altre grandi crisi finanziarie del passato, risulta particolarmente lenta e bassa. Senza tenere conto dei permanenti squilibri esistenti nella distribuzione del reddito e che vanno aumentando.
Può sembrare forse ideologica… e magari di “sinistra” ma non è ulteriormente rinviabile l’interrogativo di come possono le nostre società occidentali altamente individualizzate e tanto impaurite sviluppare non tanto un atteggiamento solidaristico… ma almeno razionale nei confronti di un fenomeno epocale che suona così minaccioso come quello di migranti e rifugiati?
Sapendo che proprio nei ceti popolari, dove è stato maggiormente scaricato il costo della crisi mai così fino ad oggi e che ancora probabilmente in futuro sarà per loro molto …molto salato, il risentimento sta raggiungendo livelli di guardia. Per evitare che arrivi alle sue conseguenze più velenose, c’è bisogno di una risposta politica chiara e realistica.  la politica che cambia (2)
Capace di rielaborare questioni ormai rimosse da tempo. E cioè che tra interessi economici e domande sociali occorre trovare un punto di compromesso reciprocamente sostenibile; che l’idea di un astratto cosmopolitismo può forse attrarre piccole élite sociali, ma non il popolo che ha bisogno di forme culturali e istituzionali definite e condivise, tanto più in un mondo molto turbolento; che in una situazione che si fa sempre più complessa è necessario rinegoziare la relazione tra crescita personale e di sistema. Una domanda molto diversa e per certi versi opposta a quella degli anni 80, quando la questione era quella di liberare le energie compresse da uno statalismo centrale …soffocante. Come succede sempre in queste fasi di cambiamento vincerà chi, aggiornando per primo le proprie mappe cognitive, diventerà capace di dare risposte concrete alle mutate sfide storiche.
Senza pensare invece …di vivere in un’epoca che non c’è più… cercasi1 il passato può sempre ripresentarsi all’orizzonte… e non serve pensare che basta: “le ideologie” sono finite… e che la complessità impostaci da un mondo globale e sempre più interdipendente si risolvere con pensieri e risposte semplici…

E’ sempre tempo di Coaching!


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